Via alle trattative sui dazi, inizia il Vietnam

di Redazione ETI/Jack Phillips
5 Aprile 2025 23:21 Aggiornato: 6 Aprile 2025 9:12

Donald Trump ha dichiarato che sono iniziate le trattative sui dazi, lasciando intendere che almeno un Paese ridurrà a zero i propri dazi sulle importazioni dagli Stati Uniti. «Ho appena avuto una telefonata molto proficua con To Lam, segretario generale del Partito Comunista del Vietnam, che mi ha detto che il governo vuole ridurre i suoi dazi a zero, se riuscirà a raggiungere un accordo con gli Stati Uniti. L’ho ringraziato a nome del nostro Paese», ha scritto Trump in un post su Truth.

L’ufficio del vice primo ministro vietnamita Ho Duc Phoc ha rilasciato una dichiarazione, affermando che il Vietnam continuerà a promuovere maggiori acquisti dagli Stati Uniti e organizzerà incontri per affrontare i nuovi dazi americani. Il Vietnam ha anche proposto agli Usa di posticipare temporaneamente l’imposizione dei reciproci sulle merci vietnamite per un periodo da 1 a 3 mesi, al fine di negoziare, nello spirito di garantire equità e benefici reciproci.

Il comunicato ha invitato le imprese vietnamite che esportano negli Stati Uniti a mantenere i prezzi stabili in attesa dei negoziati bilaterali tra i due Paesi, consigliando di adottare «soluzioni appropriate ed efficaci» per preservare la situazione attuale.

Giovedì, parlando con i giornalisti a bordo dell’Air Force One, Trump ha comunicato la sua apertura a negoziare con i Paesi riguardo ai dazi annunciati di recente, aggiungendo che le nuove imposte danno un grande potere di negoziazione. «Ogni Paese ci ha contattato», ha detto il presidente americano riferendosi alla risposta internazionale ai dazi, e confermando anche di essere aperto a trattative che portino a un punto di incontro con ogni nazione colpita dai dazi.

Giovedì, Peter Navarro, consigliere commerciale della Casa Bianca, ha dichiarato a Fox News che i dazi annunciati mercoledì non sono «una negoziazione» ma  rappresentano la reazione a «un’emergenza nazionale legata a deficit commerciali cronici e massicci, causati da dazi più alti e barriere non doganali più elevate», tra cui Navarro ha elencato la manipolazione valutaria, le distorsioni fiscali rappresentate dall’Iva, i sussidi all’export, il dumping, la contraffazione e il furto di proprietà intellettuale.

Questi deficit commerciali, ha aggiunto Navarro, «ci tolgono posti di lavoro, fabbriche» e «portano a enormi trasferimenti di ricchezza in mani straniere mettendo a rischio la nostra base manifatturiera e industriale di difesa».

Eric Trump, su X ha suggerito ai Paesi intenzionati a negoziare di sbigarsi: «Non vorrei essere l’ultimo Paese a cercare di negoziare un accordo […] I primi a negoziare vinceranno […] gli ultimi perderanno sicuramente. Vedo questo film da tutta la vita».

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