Oltre 1.500 tra artisti della compagnia di danza classica cinese Shen Yun e sostenitori hanno firmato una petizione chiedendo agli Stati Uniti di indagare sulla strumentalizzazione delle istituzioni americane da parte del regime cinese contro la compagnia e la loro comunità.
La petizione è stata lanciata nel dicembre 2024, a seguito dell’aumento di dichiarazioni ostili contro Shen Yun Performing Arts, che ha sede a New York. Molti firmatari hanno espresso la loro indignazione per quello che considerano un attacco ai loro valori, al loro lavoro e al loro stile di vita.
Le gravi dichiarazioni, amplificate dai media, sono state favorite anche da azioni legali strumentali e da indagini governative, richieste senza fondamento, si legge nella petizione presentata durante una conferenza stampa al Lincoln Center for the Performing Arts di New York, poche ore prima dell’esibizione inaugurale di Shen Yun nel prestigioso teatro.
«Siamo preoccupati per questa amata compagnia americana, che porta speranza e gioia a milioni di persone. Siamo preoccupati per la capacità del regime cinese di manipolare e controllare la nostra società», hanno dichiarato i firmatari.
La petizione chiede al ministero della Giustizia di avviare un’indagine su questa campagna persecutoria straniera e di perseguire i responsabili. Inoltre, sollecita il Parlamento e il presidente a proteggere le aziende statunitensi dalle strategie manipolatorie del regime cinese. Infine, esorta i media ad «agire con responsabilità», rivelando eventuali legami tra le loro fonti e Pechino e perseguendo una «vera obiettività».
Shen Yun è stata fondata da praticanti del Falun Gong, una disciplina spirituale brutalmente perseguitata dal regime cinese dal 1999, quando il Partito comunista cinese ha iniziato a temere per la crescente popolarità del movimento.
Durante il tour mondiale, nonostante i continui tentativi di boicottaggio da parte di diplomatici cinesi e le azioni di sabotaggio orchestrate da agenti legati al Pcc, Shen Yun mette in scena centinaia di spettacoli di danza e musica classica cinese, rievocando i valori tradizionali e denunciando le attuali violazioni dei diritti umani in Cina.
Un rapporto del 2024 del Falun Dafa Information Center ha documentato oltre 130 tentativi di sabotaggio ai danni di Shen Yun sin dalla sua fondazione, nel 2006.
ESCALATION
Negli ultimi dodici mesi, la campagna persecutoria contro Shen Yun si è intensificata, con decine di minacce di bomba e di morte, dirette sia ai teatri che ospitano gli spettacoli della compagnia che alle sue accademie a New York. Persino alcuni parlamentari statunitensi che hanno espresso sostegno a Shen Yun o al Falun Gong sono stati il bersaglio di intimidazioni.
Uno degli episodi più recenti ha costretto all’evacuazione del John F. Kennedy Center for the Performing Arts di Washington proprio nel giorno della prima di Shen Yun.
Durante la conferenza stampa a New York, il presentatore di Shen Yun, Leeshai Lemish, ha mostrato un grafico che evidenzia un netto aumento delle minacce negli ultimi mesi, in concomitanza con la diffusione di dichiarazioni che istigano all’odio e accuse sui social media.
Dall’agosto scorso, il New York Times ha pubblicato oltre dieci articoli che attaccano Shen Yun e il Falun Gong, omettendo informazioni importanti che avrebbero messo in discussione la fondatezza delle accuse. Questi articoli sono stati amplificati su X da migliaia di account falsi che, secondo un’inchiesta condotta da The Epoch Times, sarebbero riconducibili al regime cinese. A seguito di questa indagine, la piattaforma X ha preso provvedimenti rimuovendo migliaia di questi profili.
Lemish ha sottolineato che il New York Times ha volutamente ignorato una parte cruciale della storia di Shen Yun: «Le nostre famiglie subiscono persecuzioni in Cina. Tra i nostri artisti, c’è chi ha perso i genitori a causa della repressione. Alcuni non hanno potuto rivedere i propri cari un’ultima volta prima di morire o assistere ai matrimoni dei propri figli. Attraverso la rappresentazione scenica delle persecuzioni, i ballerini cercano di «dare voce a chi, in Cina, non ce l’ha».
I membri della compagnia hanno espresso sconcerto per le accuse pubblicate dal New York Times, tra cui quella di un ambiente professionale insalubre. Il primo ballerino Piotr Huang ha definito tali affermazioni «ingiuriose».
«UNA SITUAZIONE INQUIETANTE»
Secondo Kay Rubacek, produttrice di documentari e i cui figli si esibiscono con Shen Yun e studiano al Fei Tian College e alla Fei Tian Academy of the Artsa, accademie affiliate alla compagnia, la campagna diffamatoria portata avanti dal Partito comunista cinese ha implicazioni dirette sulla sicurezza degli artisti. «È davvero inquietante. Per quanto Shen Yun adotti rigorose misure di sicurezza durante ogni tour, non possiamo fare a meno di preoccuparci per la loro incolumità».
Sebbene nessuna delle minacce si sia finora concretizzata, «non possiamo permetterci di sottovalutarle», ha affermato Alison Chen, ex ballerina di Shen Yun e insegnante presso la sede del Fei Tian College a Middletown, che offre un programma dedicato alla danza classica cinese.
Soggetti non identificati legati al regime cinese, hanno più volte tagliato i pneumatici degli autobus della compagnia in modo da provocarne l’esplosione quando i mezzi avessero raggiunto una certa velocità. Alcuni di questi atti vandalici sono avvenuti nonostante la presenza di una sorveglianza h24, come accaduto lo scorso anno a Costa Mesa, in California, quando sono stati presi di mira due autobus. Fortunatamente, i danni sono stati scoperti prima che gli autobus riprendessero il viaggio.
Suo figlio Rubacek ha definito simili attacchi «assolutamente inaccettabili»: «Non si tratta di una semplice minaccia. Questo è un tentato omicidio». Ha aggiunto che l’intensificarsi delle minacce sta distogliendo la compagnia dalla sua missione di riportare in vita l’autentica cultura tradizionale cinese: «Noi vogliamo solo dedicarci alla nostra arte. Cosa abbiamo fatto per meritarci minacce di morte e attentati?».
PETIZIONE
A partire dal dicembre 2024, diversi artisti e membri dello staff di Shen Yun hanno iniziato a diffondere una petizione online per denunciare gli attacchi subiti e chiedere al governo statunitense di aprire un’inchiesta. Il documento è stato poi condiviso con i familiari degli artisti e con alcuni ex membri della compagnia.
Nel giro di due mesi, la petizione ha raccolto 1.557 firme, tra cui 624 ballerini, musicisti e personale di produzione di Shen Yun, 142 ex artisti e 791 familiari, per lo più genitori. Secondo Rubacek, centinaia di firmatari hanno aggiunto commenti personali con i loro nomi e i loro ruoli, come emerso dall’analisi di The Epoch Times, dopo aver esaminato il documento. Alcuni genitori firmatari stanno ora lavorando per costituire un’associazione e intendono presentare ufficialmente la petizione al governo degli Stati Uniti.
OLTRE SHEN YUN
Secondo Levi Browde, direttore esecutivo del Falun Dafa Information Center, l’indagine sull’influenza del regime cinese negli Stati Uniti non riguarda solo Shen Yun: «Usano uno schema ben preciso e collaudato. Il regime cinese sta cercando di strumentalizzare le istituzioni americane contro l’America stessa. Se riescono a farlo con Shen Yun e la comunità del Falun Gong, non si fermeranno qui».
Il governo statunitense ha riconosciuto che il Falun Gong è vittima di repressione transnazionale da parte di agenti del Pcc sul suolo americano. Negli ultimi anni, il ministero della Giustizia ha incriminato e condannato alcuni individui accusati di attività criminali per conto di Pechino, tra cui due uomini che hanno tentato di corrompere un funzionario dell’agenzia delle entrate per revocare lo status di organizzazione no-profit a Shen Yun.
Come riportato in precedenza da The Epoch Times, il leader cinese Xi Jinping ha ammesso all’interno della sua cerchia ristretta che le precedenti campagne contro Falun Gong sono fallite e, alla fine del 2022, ha lanciato una nuova offensiva su scala mondiale.
Uno dei pilastri di questa strategia è la diffusione di false accuse sui media e sui social network stranieri per spingere il governo statunitense a indagare sul Falun Gong. Parallelamente, agenti del Pcc infiltrati nella comunità hanno il compito di fomentare le tensioni interne nei confronti delle autorità americane, con l’obiettivo finale di indurre gli Stati Uniti a eliminare il Falun Gong per conto di Pechino.
Gli artisti di Shen Yun, tuttavia, non intendono arrendersi. Huang ha dichiarato di non avere paura, perché tutto questo dimostra che «è il Pcc ad avere paura di noi».