Scott Bessent «sconsiglia» ogni ritorsione ai dazi

di Redazione ETI/Jack Phillips
4 Aprile 2025 14:24 Aggiornato: 4 Aprile 2025 14:25

Il ministro del Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent invita a non intraprendere alcuna rappresaglia nei confronti degli Stati Uniti dopo l’annuncio dei nuovi dazi di Trump: «Il mio consiglio a ogni nazione in questo momento è di non adottare contromisure: valutate la questione, e vediamo come si evolve la cosa. Perché se adesso reagite, ci sarà un’escalation, e la situazione peggiorerà», ha dichiarato Bessent nel programma Special Report di Fox News.

Il conduttore Bret Baier ha poi richiesto al ministro quale parola di commento per chi è preoccupato per i propri fondi pensionistici, come i 401 o i Roth Ira, alla luce dei dazi. Giovedì mattina, i principali indici azionari statunitensi hanno registrato un calo, con il Dow Jones Industrial Average in perdita di 1500 punti.

«Stiamo creando le condizioni per una crescita economica duratura, evitando una crisi finanziaria che si stava profilando all’orizzonte», ha dichiarato il ministro. «Ho insegnato storia delle crisi finanziarie e so bene che, con una spesa pubblica così imponente, la situazione non poteva reggere.

Bessent ha poi evidenziato i precedenti cali in Borsa, osservando che «tutto sembrava andare a gonfie vele poco prima del crollo». L’amministrazione Trump, ha aggiunto, «ci ha allontanati da quella traiettoria pericolosa, riportandoci verso la stabilità».

Trump ha annunciato che i dazi del 10% entreranno in vigore da domani, mentre i dazi reciproci più elevati, applicati a specifici Paesi, scatteranno dal 9 aprile. I dazi del 25% sulle importazioni di veicoli invece sono già in vigore.

Le nuove misure prevedono un’aliquota del 34% sulle merci provenienti dalla Cina, del 46% dal Vietnam, del 24% dal Giappone e del 20% dall’Europa. A Pechino il conto più salato, con un ammontare del totale dei dazi al 54%.

Nel presentare i dazi, Trump ha insistito sul concetto di equità, sostenendo che i dazi reciproci sono una risposta alle tassazioni imposte per anni ai prodotti americani. «A volte gli amici si rivelano nemici in materia di commercio», ha affermato, definendo l’iniziativa una dichiarazione di indipendenza economica, un «Giorno della Liberazione».

Von der Leyen, ha descritto i dazi come «un duro colpo per l’economia mondiale», annunciando che i 27 Paesi dell’Unione sono pronti a rispondere con contromisure. «Crescerà una grande incertezza, alimentando un ulteriore protezionismo. Le conseguenze saranno gravi per milioni di persone in tutto il mondo», ha dichiarato, precisando che l’Ue è pronta a reagire se i negoziati con Washington non dovessero avere successo.

Anche i funzionari del governo cinese hanno promesso ritorsioni contro gli Stati Uniti, ribadendo la propria opposizione ai nuovi dazi. Nel frattempo, Trump ha firmato un provvedimento che pone fine a una “falla” commerciale, abolendo l’esenzione dai dazi per pacchi di piccolo importo provenienti da Cina e Hong Kong. Questa agevolazione ha consentito a aziende come Temu e Shein di guadagnare terreno sul mercato statunitense negli ultimi anni.

In un’intervista a Fox and Friends, il vicepresidente JD Vance ha ammesso che i dazi potrebbero causare qualche disagio nel breve termine, definendolo un male necessario per recuperare posti di lavoro in America e rilanciare la produzione interna. «Siamo consapevoli che molti americani sono in ansia», ha detto a Fox News. «Vorrei tuttavia cercare di far capire che non è possibile per noi, risolvere tutto immediatamente».

In campagna elettorale Trump aveva promesso di imporri i dazi a diversi Paesi, con un’aliquota minima compresa tra il 10% e il 20% su tutte le merci verso gli Stati Uniti. L’anno scorso, inoltre, aveva espresso l’intenzione di applicare un dazio del 60% su tutti i prodotti cinesi.

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