Rampelli: l’idroelettrico è la soluzione immediata

di Agenzia Nova
3 Aprile 2025 18:07 Aggiornato: 3 Aprile 2025 18:07

L’idroelettrico «è l’uovo di Colombo, la risposta immediata ed efficace all’extra domanda di energia, alla crisi climatica, alla necessità di fare a meno del gas russo e di provvedere il più possibile da soli alle nostre necessità». Lo ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati, Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia, concludendo il dibattito Idroelettrico, la più grande fonte di energia pulita, rinnovabile, programmabile.

«Si tratta infatti di energia sovrana, cioè interamente dipendente dallo sfruttamento di risorse nazionali, pulita e rinnovabile, cioè in perfetta sintonia con l’obiettivo della decarbonizzazione, ad alto potenziale, quindi più competitiva di fotovoltaico ed eolico perché idonea anche a garantire il funzionamento dell’industria pesante, programmabile, cioè con capacità produttiva nelle 24 ore senza dipendere dalla luce del sole, inesauribile, visto che con qualche accorgimento tecnico qualunque tipo di risorsa idrica può essere portata in quota e fatta precipitare per essere intercettata da turbine e trasformata in energia» ha aggiunto.

«Già oggi con scarsi investimenti – ha aggiunto – risponde al 18 per cento del nostro fabbisogno energetico e serve oltre 12 milioni di utenti. Con la raccolta e il riuso dell’acqua piovana, la pulizia degli invasi, la riconduzione forzata, una manutenzione adeguata, lo sviluppo del mini idroelettrico potremmo in breve tempo arrivare al 40 per cento, servendo 25 milioni di utenti» ha proseguito Rampelli.

«L’acqua – ha precisato – è la nostra materia prima e ne abbiamo talmente tanta che ci permettiamo il lusso di sprecarla. Omettendo per ora totalmente lo sfruttamento dei mari da cui siamo circondati. Con la tropicalizzazione del clima la siccità sarà un problema solo se non sapremo fare tesoro della tanta acqua che cade spesso in modo incontrollato dando vita a terribili inondazioni. Una vergogna a cui stiamo cercando di porre rimedio anche con l’istituzione del Commissario nazionale per l’emergenza idrica».

Passando all’eolico e al solare, secondo Rampelli «sono utili alla decarbonizzazione, ma sarebbe bello immaginare il pieno sviluppo del Piano Mattei con la produzione di energia solare nel Nord Africa, senza consumo di aree agricole in Italia e conseguente trasporto nel continente. Nella consapevolezza che si tratta tuttavia di energia a basso potenziale, intermittente e che ci fa dipendere dai possessori di silicio».

Inoltre, «per rilanciare il settore idroelettrico abbiamo bisogno di investimenti che possono anche pervenire dalle imprese che operano in questo campo, a condizione che vengano rinnovate le concessioni e che l’Unione europea capisca che per poter accettare il principio della libera concorrenza occorre reciprocità. Il ministro Foti oggi ha confermato il lavoro del governo italiano in tale direzione, mostrando segni di ottimismo. Mettere le concessioni idroelettriche nelle condizionalità del Pnrr con il rischio che multinazionali straniere possano beneficiare di questa fonte è stato un errore imperdonabile cui infatti Fratelli d’Italia si oppose. Le dighe sono state costruite sulle montagne italiane, con i soldi degli italiani, da ingegneri italiani e contengono acqua italiana: questo è il patrimonio enorme di cui disponiamo e che rischiamo di perdere nel momento in cui si dovessero aprire le gare europee» ha spiegato.

«Sul nucleare è giusto ragionare sul futuro e incoraggiare la ricerca scientifica, ma rimane la constatazione che al momento in Italia non lo abbiamo e continueremo a non averlo per molto tempo, anche avendo cambiato idea rispetto al 1987. Si porti pure avanti la ricerca sui micro reattori da fissione o, meglio, sulla fusione, ma la risposta attuale e pragmatica è lo sviluppo dell’energia idroelettrica, pronta domattina a determinare il disaccoppiamento dal prezzo del gas e una diminuzione importante delle bollette».

Quindi, «investiamo pure sui micro reattori domestici, ma intanto – ha concluso Rampelli – sviluppiamo il mini idroelettrico» ha concluso.

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