I nostri sensi vengono attratti continuamente dalle miriadi di cose che la società produce. Potrebbe essere un bellissimo spettacolo di danza, un dipinto stupendo o un film che ci fa commuovere fino alle lacrime per i messaggi positivi che propone.
Ma non tutto quello che vediamo o le esperienze che viviamo ci lascia un senso di catarsi, di purificazione o di benessere. A volte, sperimentiamo qualcosa che lascia la nostra anima impura o ci dà una sensazione di disagio e ci chiediamo: «Perché l’ho fatto?». È importante porsi questa domanda, perché è un modo per riconosce la nostra responsabilità e il nostro discernimento rispetto a quello che “consumiamo”.
HANS MEMLING E L’ALLEGORIA CON LA VERGINE

Osservando un dipinto di Hans Memling, artista tedesco di formazione fiamminga, dal titolo Allegoria con la Vergine, ho pensato al discernimento. A un primo sguardo, quello che si nota sono tre figure: una donna e due leoni. Il paesaggio si ritiene sia stato aggiunto successivamente e non lo prenderemo in esame.
Il punto focale è la donna. È vestita in modo modesto e ha in testa una piccola corona. La sua espressione è tranquilla, abbassa gli occhi e guarda le mani tenute pacatamente incrociate e appoggiate sulla parete rocciosa in cui è racchiusa. Le rocce hanno il colore dell’ametista e appaiono come una fortezza protettiva intorno a lei. Alla base della formazione rocciosa, da una fontana sgorga dell’acqua che scorre e forma piccoli specchi.
Nell’antica Grecia, l’ametista era simbolo di sobrietà e purezza. Nella cultura cristiana, questa pietra era associata alla purezza spirituale di Cristo e agli effetti purificatori della sopportazione del dolore e della sofferenza.
Durante il Rinascimento, il poeta francese del XVI secolo, Remy Belleau, ricorse a una reinterpretazione di un mito romano per raccontare la storia di una giovane fanciulla di nome Ametista. Bacco, dio del vino e dell’ebbrezza, infuriato perché qualcuno lo aveva offeso, si scagliò contro l’innocente passante Ametista e cercò di farle del male. Ma la dea Diana protesse Ametista trasformandola in una pietra chiara.
Quando la sua rabbia si placò, Dioniso provò rimorso per le proprie azioni e, per espiare, versò il suo vino sulla pietra facendola diventare di colore viola. Quella pietra, chiamata in seguito “ametista”, veniva poi indossata per proteggere dall’ubriachezza.
Tornando al dipinto, i due leoni proteggono la donna e la fontana. Il leone è da sempre simbolo di coraggio e forza, ma in questa rappresentazione i due animali non stanno solo a guardia della donna e della fontana, ma proteggono anche se stessi con gli scudi d’oro legati alle criniere.
PROTEGGERE LA PUREZZA
Nel dipinto di Memling sono presenti più livelli di protezione. Si potrebbe dire che la donna guardi in basso per distogliere lo sguardo dal mondo circostante e proteggersi dalle tentazioni. La roccia di ametista circonda, protegge e preserva la sua purezza. I leoni proteggono l’ametista e la donna al suo interno, ma anche loro sono protetti da scudi: l’importanza di proteggere la nostra purezza non potrà mai venire sopravvalutata.
Dobbiamo allora chiederci a quale tipo di purezza voleva riferirsi l’autore. Il titolo del dipinto, Allegoria con la Vergine, se lo prendiamo alla lettera lo rende chiaro. Tuttavia, si tratta di una rappresentazione allegorica che rimanda a un significato più profondo.
La purezza si riferisce forse alla purezza dell’anima? Se è così, dobbiamo fare del nostro meglio per proteggere l’anima ad ogni costo. Questo non esclude che di tanto in tanto potremmo fallire, ma dovremmo in ogni caso continuare a tentare a prescindere dagli insuccessi. Potrebbe anche indicare che a volte, come la donna, distogliamo lo sguardo da qualcosa che potrebbe apparirci allettante; o che si vuole preservare un ambiente lasciando al di fuori le cose impure, come fa la roccia di ametista qui. Questo però è solo uno dei livelli di protezione.
Infatti l’idea non è solamente che la virtù abbia bisogno di essere protetta, ma è la virtù stessa ad essere vista come uno schermo di protezione, rappresentato dai leoni: un ulteriore strato di protezione per la nostra ricerca di purezza. Gli scudi che i leoni indossano simboleggiano la cultura stessa, che può – e suo compito sarebbe – rafforzare la nostra ricerca della purezza e della sua protezione.
I grandi umanisti, pensatori e artisti classici e cristiani, vedendo la corruzione nella Chiesa cattolica, cercavano nella Storia esempi di persone e idee virtuose. Quel rinnovato interesse per la virtù ha inaugurato il periodo del Rinascimento, uno dei più gloriosi della cultura occidentale, ammirato per secoli e mai più superato.
Quando tutti questi elementi – le nostre aspirazioni alla purezza interiore e a un ambiente puro, gli esempi virtuosi nel corso della Storia e una cultura che dia valore alla virtù e alla purezza – potranno essere presenti e dialogheranno insieme armoniosamente, una sorgente di acqua vivificante scorrerà in ogni ambito della società, rinvigorendo una cultura a cui il cielo sorride. In quale altro modo può avvenire un Rinascimento?