L’economia cinese dipende da quella americana

di Redazione ETI/Eva Fu
4 Aprile 2025 18:50 Aggiornato: 4 Aprile 2025 18:50

Il prescelto di Trump per l’ambasciata in Cina ha affermato che i consumatori americani potrebbero mettere in ginocchio l’economia cinese. David Perdue, ex amministratore delegato della società Fortune 500 ed ex senatore della Georgia, ha affermato durante un’audizione che è giunto il momento per gli Stati Uniti di opporsi alle pratiche commerciali scorrette di Pechino, dopo decenni di permissività.

Perdue ha sottolineato che «quei giorni sono finiti». «Da adesso in poi gli Stati Uniti si impegneranno a contrastare tutto questo». Ha inoltre riconosciuto che potrebbero essere necessari alcuni sacrifici, poiché «ci siamo lasciati sedurre dai prezzi bassi della Cina a cui abbiamo ceduto negli ultimi 30 anni», spesso sostenuti da sussidi statali.

«Se l’America dicesse “basta”, cosa accadrebbe alla loro economia?» ha chiesto il senatore Rick Scott, repubblicano della Florida. «Crollerebbe», ha risposto P erdue.

Il 2 aprile Trump ha imposto un dazio del 34% a Pechino, portando l’aliquota complessiva al 54%. «Il popolo americano sta pagando un prezzo altissimo», ha dichiarato in un discorso dal Rose Garden della Casa Bianca, aggiungendo che Pechino ha approfittato «molto di noi». Trump ha anche imposto dazi sui pacchi di basso valore provenienti dalla Cina, chiudendo una falla che le aziende cinesi di e-commerce sfruttavano per spedire merci sotto gli 800 dollari negli Stati Uniti senza pagare dazi.

Gli esperti prevedono che i prezzi per i consumatori americani potrebbero aumentare con i nuovi dazi in vigore. Tuttavia, i sostenitori ritengono che altre iniziative economiche dell’amministrazione Trump, volte a riportare la produzione manifatturiera negli Stati Uniti, potrebbero attenuarne l’impatto.

Nel frattempo, l’economia cinese versa in difficoltà. La disoccupazione ha raggiunto livelli record e gli investitori stranieri si stanno ritirando. Secondo i dati ufficiali cinesi, gli investimenti esteri, una componente cruciale del Pil del Paese, sono calati di 168 miliardi di dollari nell’ultimo anno.

Durante l’audizione, Perdue ha descritto la relazione tra Stati Uniti e Cina come «la sfida diplomatica più significativa del XXI secolo». Richiamando l’impegno della politica estera di Trump di rendere l’America sicura, forte e prospera, ha sottolineato che la reciprocità e la sicurezza degli Stati Uniti dovrebbero essere al centro di ogni trattativa con la Cina.

Perdue ha assicurato che, se confermato ambasciatore, i diritti umani sarebbero una delle sue priorità principali. «Uno dei miei compiti più importanti, come portavoce del popolo americano e di questa amministrazione, è far capire quanto profondamente sentiamo le atrocità», ha dichiarato, rispondendo al senatore Jeff Merkley, democratico dell’Oregon, che ha sollevato il tema della repressione del regime nello Xinjiang e della persecuzione dei cinesi all’estero.

Perdue ha definito il lavoro cinese schiavistico, il quale ha contribuito a creare molti prodotti dai prezzi bassi, uno degli strumenti usati da Pechino per «barare» nel sistema commerciale internazionale. «Se l’America non si oppone a questo, non lo farà nessun altro», ha aggiunto.

Uno studio del ministero degli Esteri del 2023 ha rivelato che Pechino spende ogni anno miliardi di dollari per creare disinformazione e propaganda a livello mondiale. Per contrastare queste minacce in patria, Perdue ha proposto di avviare un sistema educativo che informi sui pericoli rappresentati dal regime.

«Molti non sanno che Pechino si infiltra nella nostra rete, che raccoglie i nostri dati e che manipola i nostri porti. Dobbiamo rendere consapevoli i nostri cittadini di tutto questo», ha spiegato, suggerendo che gli Stati Uniti collaborino con gli alleati per sviluppare un messaggio collettivo che promuova i valori americani.

Perdue ha anche citato il libro “Guerra senza restrizioni”, scritto nel 1999 da due colonnelli militari cinesi, evidenziando come uno dei principi chiave sia la diffusione di propaganda nei Paesi che il regime intende influenzare. Il suo obiettivo come ambasciatore, ha detto, è rendere gli americani consapevoli della «natura insidiosa di questo pericolo».

 

 

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