La Sardegna e la suspense del caso Todde

di Mirko fadda
2 Aprile 2025 18:18 Aggiornato: 2 Aprile 2025 18:44

Alessandra Todde, eletta presidente della Regione Sardegna nel febbraio 2024, si trova al centro di una bufera legale per via di presunte irregolarità nella gestione della sua campagna elettorale. Il Collegio regionale di garanzia elettorale, presso la Corte d’Appello di Cagliari, ha dichiarato la sua decadenza da consigliera regionale e da presidente il 3 gennaio scorso denunciando irregolarità nella rendicontazione delle spese elettorali.

Tra le accuse, la mancata nomina di un mandatario elettorale come riportato da La Nuova Sardegna, l’assenza di un conto corrente dedicato per la campagna, una rendicontazione non proprio chiara tra spese non distinte tra personali e del Movimento 5 Stelle, la mancata documentazione di alcune spese come una fattura Enel da 153,16 euro, e la mancata denominazione dei donatori, che risultano non tracciabili, incluse 16 donazioni via PayPal. Secondo quanto riportato da Ansa, il Collegio ha irrogato una sanzione di 40 mila euro e trasmesso gli atti alla Procura della repubblica affinché valuti l’eventualità di reati penali.

Ma la questione legale si complica con il Collegio regionale, secondo cui il caso rientrerebbe semplicemente tra le sanzioni amministrative, mentre la Procura della repubblica di Cagliari, nelle persone dei Pm Guido Pani e Diana Lecca, ritiene che si tratti di una questione ben più grossa e quindi di competenza del tribunale collegiale. Il ricorso presentato dai legali della Todde ha fissato per il 22 maggio l’udienza che determinerà il destino della sua presidenza alla Regione.

Fino ad allora Alessandra Todde rimane in carica. Ma il suo futuro politico resta appeso a un filo, in un clima di forte tensione dovuto alla necessità di definire come giudicare le irregolarità che sarebbero state commesse nella sua campagna elettorale del 2024, con il Collegio che da una parte considera queste violazioni di carattere amministrativo, proponendo un giudice monocratico, ossia un singolo giudice che decide rapidamente da solo su questioni come le sanzioni; mentre, dall’altra, la Procura le qualifica come una causa elettorale di interesse pubblico, richiedendo l’intervento di un tribunale composto da tre giudici, appunto, competente a valutare casi complessi e rilevanti.

In ogni caso, il verdetto di maggio sarà cruciale per determinare se la legislatura sarda targata Todde potrà proseguire o se si concluderà prima del tempo.

 

 

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