Bella, sublime… quasi esagerata: esattamente così si può descrivere la Sala di Stato della Biblioteca Nazionale Austriaca, senza dubbio una delle biblioteche più belle del mondo.
L’edificio si trova nel cuore di Vienna, un tempo centro del vasto e potente impero d’Europa.

Consapevole che la conoscenza è potere, l’antica famiglia regnante degli Asburgo costruì questa grande biblioteca nel proprio palazzo, dove venivano raccolte le fonti del sapere, la memoria culturale e le rivendicazioni di sovranità per garantire il consolidamento del proprio potere.
Ma nessuna dinastia dura in eterno. Quando il potere degli Asburgo si indebolì, a seguito delle pressanti richieste di indipendenza all’interno dei suoi territori, la Biblioteca Imperiale divenne Biblioteca Nazionale Austriaca.
Eppure ha conservato molto dello splendore voluto da un imperatore che un tempo si pensava fosse stato scelto da Dio in persona.

Tra le meraviglie dell’arte, dell’architettura e dei manufatti culturali della biblioteca, oggi museo, spicca la Sala di Stato, con gli spettacolari interni barocchi che sembrano sconfinare in modo sublime verso il divino.
Trattandosi naturalmente di una biblioteca, c’è un grande numero di libri e manoscritti – alcuni di grande valore, risalenti all’epoca medievale – che troneggiano negli scaffali ai lati della Sala di Stato. Purtroppo, non è possibile leggerli, poiché le pagine sono fragili a causa dell’età e ora riposano come manufatti storici da sfogliare a distanza.

Ma la Biblioteca Imperiale non custodisce solo libri: testimonia il potere e l’eredità degli Asburgo. Fu rinnovata secondo i progetti di Leopoldo I e portata avanti da suo figlio, Carlo VI, che ne avviò la costruzione nel 1722.
Concepita come un’opera d’arte ispirata completamente al barocco, unisce tutte le arti principali – scultura, architettura, affreschi – in un’unica e sincrona armonia.
La sala ovale è dominata al centro da una statua erculea con le sembianze di Carlo VI, incoronato Sacro Romano Imperatore, a cui fanno da ali le pareti affrescate con due temi opposti: la guerra e la pace, con motivi corrispondenti.
Ornata da pilastri, marmi colorati e foglie d’oro, la sala si innalza per oltre diciotto metri chiudendosi con una cupola centrale. Dalla volta affrescata, i cieli sembrano cadere, integrandosi e confondendosi con l’ambiente circostante.



Quest’opera, intitolata Diventare un Dio, in cui figure divine e terrene popolano nuvole e finte balaustre, si fonde armoniosamente con la sala.
L’edificio della Biblioteca Imperiale risale però all’epoca medievale: alla fine del 1300 era un deposito di tesori del duca Alberto III, custodito in una cappella all’interno del castello del duca.
La Biblioteca Nazionale Austriaca spiega: «Oltre a gioielli, gemme e curiosità di ogni tipo, le stanze del tesoro dei reggenti contenevano anche i libri più preziosi. Questi tesori non avevano solo un alto valore materiale, ma soprattutto simbolico e sacro».
E nella collezione c’era il libro più antico oggi presente in biblioteca, l’Evangeliario, raffigurante scene dei quattro evangelisti, decorate agli angoli con gli stemmi di quattro casate: Austria, Stiria, Tirolo e Carinzia.

Nel corso dei secoli la collezione cambiò proprietario (tra cui diversi imperatori del Sacro Romano Impero) e fu ampliata, con l’aggiunta di altre collezioni e biblioteche attraverso acquisti, consolidamenti e soggiorni di studiosi.
Inizialmente, durante l’Alto Rinascimento, la collezione della biblioteca era incentrata su scienza, storia e sulla genealogia per legittimare e salvaguardare l’eredità imperiale; la bellezza dei manoscritti passava in secondo piano rispetto al potere.

Con il tempo, però, nel corso del XVIII secolo, la mera rappresentazione di una famiglia fu criticata e la ricerca della conoscenza divenne il fulcro della biblioteca. Fu introdotto un sistema di indici e furono aggiunte opere scientifiche.
Nel corso della sua storia, la biblioteca fu spostata più volte: nel XVI secolo, dal castello del Duca a Wiener Neustadt, castello di Federico III; nel 1623 a Casa Harrach; infine nel 1726, dopo il completamento della Sala di Stato, fu trasferita a Hofburg, Palazzo Imperiale degli Asburgo.
La Sala di Stato, pur estendendosi con ali aggiuntive, musei e sale di lettura che arricchiscono la sua collezione, è il gioiello della biblioteca. Principalmente sala d’esposizione per gli studiosi e i diplomatici in visita nel XVIII secolo, la sala è ora un luogo di consultazione e di piacere per il pubblico.
È una delle biblioteche più belle del mondo, ma la conoscenza contenuta al suo interno la rende qualcosa di valore superiore: è un deposito di memoria dell’antichità.

Oltre a 200 mila libri, conserva documenti di papiro, una collezione di globi, spartiti musicali, mappe, articoli stampati e manufatti, per un totale di circa quattro milioni di opere.
Quella che un tempo custodiva l’eredità di un impero oggi è un bellissimo scrigno di se stessa, parte meravigliosa della Storia umana, una tappa obbligata se visitate Vienna.