Il Pcc “brucia” il cervello degli avversari politici di Xi Jinping

di Redazione ETI/Xin Ning, Cindy Li
26 Febbraio 2025 15:26 Aggiornato: 26 Febbraio 2025 15:27

Il Partito comunista cinese usa farmaci psichiatrici contro i propri funzionari oggetto di epurazione. Secondo Yuan Hongbing, ex professore di diritto all’Università di Pechino e noto dissidente in esilio in Australia, un documento interno della Commissione centrale disciplinare del Pcc del 2023, stabilisce che qualsiasi funzionario oggetto di epurazione e coinvolto in questioni politiche (ovverosia chiunque sia ritenuto sleale nei confronti di Xi Jinping) dovrà essere sottoposto a iniezioni di farmaci a uso psichiatrico, subendo così una lesione cerebrale.

«Una volta che questi individui vengono condannati a morte con sospensione della pena e poi incarcerati, sono sottoposti a trattamenti speciali con farmaci che danneggiano il sistema nervoso. Anche se sopravvivono, il cervello viene gravemente lesionato».

Secondo fonti affidabili, l’ex ministro della Difesa Li Shangfu e il generale dell’Aeronautica Liu Yazhou, condannato all’ergastolo nel 2024, sarebbero stati sottoposti al trattamento.

La fonte ha rivelato i casi di diversi alti ufficiali, tra cui l’ammiraglio Miao Hua, membro della Commissione militare centrale: centinaia di altri generali dell’esercito, sono ancora sotto inchiesta, in attesa di subire lo stesso trattamento. «Qualsiasi funzionario che mostri “slealtà” politica verso Xi Jinping può essere sottoposto a iniezioni di farmaci psichiatrici» ha dichiarato il professor Yuan, e il fatto che il capo del Partito applichi tali metodi persino contro i propri funzionari, dimostra la brutalità della lotta di potere interna alla dittatura comunista cinese: «è evidente come le lotte intestine del Pcc abbiano raggiunto un livello di tensione estremo».

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