Il ministro della Difesa americano Pete Hegseth dice che, mentre il Pentagono potrebbe ridurre il sostegno agli alleati europei, resta saldo il supporto ai Paesi dell’Indo-Pacifico, Australia inclusa. In una conferenza stampa a Manila il 28 marzo, Hegseth ha promesso che l’amministrazione Trump «darà priorità a questa area del mondo come mai prima d’ora, dalle Filippine al Giappone. Poi sarà la volta di Australia, Corea del Sud e altre nazioni».
Durante gli incontri con il Presidente filippino Bongbong Marcos e il ministro della Difesa Gilberto Teodoro, Hegseth ha detto di aver «concordato i prossimi passi per ristabilire la deterrenza nella regione Indo-Pacifica».
Il ministro della Difesa filippino Teodoro ha evidenziato che le Filippine stanno «unendo le forze con l’Australia come mai prima d’ora» per rispondere alla «minaccia comune dell’espansionismo del Partito Comunista Cinese».
«Qui sono in gioco l’Indo-Pacifico, il diritto internazionale, la libertà di navigazione e la libertà personale» ha concluso.
TRUMP PER LA PACE
Sebbene il Giappone accusi i dazi, rimane un alleato fondamentale dell’America. Pete Hegseth ha confermato l’impiego di circa 50 mila soldati americani in Giappone, che parteciperanno insieme alle forze filippine al nuovo comando operativo congiunto guidato dal generale Nagumo Kenichiro.
«Più stretta è la nostra alleanza meglio è. E più cooperiamo a livello di sicurezza, meglio è. Servono più piani d’emergenza che possano mettere in crisi i nostri avversari», ha affermato Hegseth.
Teodoro ha criticato le pretese territoriali di Pechino: «La “Linea a Dieci Tratti” si commenta da sola. È il frutto di una visione ristretta e di una società chiusa. Noi non facciamo propaganda, al contrario, valorizziamo la libertà di parola e la democrazia. Le Filippine non sono un megafono che, a differenza loro, ripetono a pappagallo le parole di Xi Jinping» e ha poi aggiunto: «Il vero problema è che voi mi potete sentire, così come gli Stati Uniti e i filippini, ma oltre un miliardo di cinesi no».
Pete Hegseth si è mostrato altrettanto deciso: «C’è una lunga lista di Paesi che in passato hanno provato a sfidare gli Stati Uniti. Oggi siamo determinati a collaborare con loro, a ricostruire il nostro esercito e a ristabilire la deterrenza. Non scambiate il nostro desiderio di pace per mancanza di fermezza».
«Trump vuole la pace. E anche io la vedo allo stesso modo. Ma per poterci arrivare dobbiamo essere forti. E i nostri alleati sanno che siamo al loro fianco».
Il ministro della Difesa americano ha inoltre lanciato un messaggio velato ad Australia e altri alleati nella regione sulla spesa per la difesa: «Noi continueremo a spronare i nostri alleati a fare di più, a rafforzare la cooperazione e a potenziare le capacità difensive».