Giorgetti: la “risposta” ai dazi è l’aumento della spesa pubblica

di Redazione ETI
5 Aprile 2025 11:40 Aggiornato: 5 Aprile 2025 11:40

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, ha si è espresso contro l’imposizione di dazi di ritorsione nei confronti degli Stati Uniti, in risposta all’annuncio del presidente Donald Trump di introdurre dazi generalizzati sulle importazioni dai partner commerciali.

Intervenendo al forum di Cernobbio, Giorgetti ha dichiarato che l’Italia punta a una «de-escalation» nei rapporti con gli Usa. L’Italia – che vanta un notevole surplus commerciale con gli Stati Uniti – sarà soggetta, insieme agli altri Paesi dell’Unione Europea, a un dazio generale del 20%. «Bisogna evitare di intraprendere una politica di contro-dazi che rischierebbe di danneggiare tutti, e in particolar modo noi», ha sottolineato Giorgetti, aggiungendo: «Dobbiamo cercare di mantenere la calma e il sangue freddo».

Per attenuare l’impatto economico negativo che questi dazi potrebbero comportare, il ministro ha suggerito che l’Unione Europea dovrebbe consentire agli Stati membri di aumentare la spesa pubblica senza infrangere le rigide regole fiscali del blocco. L’Italia, gravata da un alto debito pubblico, chiede spesso all’Ue maggiore flessibilità di bilancio. In base alle norme di governance europea, gli impegni concordati con la Commissione Europea per ridurre la spesa pubblica possono essere sospesi in caso di «grave recessione economica» nell’area euro.

Venerdì, la Banca d’Italia ha previsto che la terza economia della zona euro crescerà quest’anno solo dello 0,5%, meno della metà rispetto all’1,2% stimato dal governo a settembre. «In questi giorni si è parlato di aiuti alle imprese, ma gli aiuti alle imprese rappresentano un intervento statale che deve essere autorizzato dalle regole Ue», ha precisato Giorgetti citato da Reuters.

L’Italia si è impegnata a ridurre il proprio deficit sotto la soglia del 3% del Pil, fissata dall’Ue, entro il 2026, partendo dal 3,4% del 2024: un obiettivo reso più arduo dalla crescita economica in affanno. La prossima settimana, il governo dovrebbe rivedere al ribasso le previsioni di crescita per quest’anno e per il 2026, in occasione della presentazione delle proiezioni economiche pluriennali. «Il debito pubblico italiano implica una ridotta capacità di manovra di bilancio per il nostro Paese, un vincolo di cui dobbiamo tenere conto in ogni decisione», ha ammonito Giorgetti.

Il debito italiano, che in proporzione al Pil è il secondo più alto della zona euro, dovrebbe salire a quasi il 138% nel 2026, rispetto al 135,3% dell’anno scorso.

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