Corea del Sud, il presidente ad interim invita alla calma

di Agenzia Nova
2 Aprile 2025 10:10 Aggiornato: 2 Aprile 2025 10:10

Il presidente ad interim della Corea del Sud, Han Duck-soo, ha invitato ad accettare «con calma» la sentenza della Corte costituzionale sull’impeachment del presidente Yoon Suk Yeol, destituito dall’Assemblea nazionale a seguito della proclamazione della legge marziale il 3 dicembre scorso. Han si è così espresso durante una riunione convocata per coordinare le misure di sicurezza pubblica in vista della sentenza del 4 aprile sul reintegro o la rimozione definitiva dall’incarico di Yoon. «Indipendentemente dalla decisione, dobbiamo accettare il risultato in modo calmo e assennato, nel rispetto dei principi dello Stato di diritto», ha detto Han durante la riunione, cui hanno partecipato i titolari dei ministeri della Scienza, della Giustizia, della Difesa e dell’Interno, oltre che ufficiali delle forze di polizia.

«Se torniamo ad essere una cosa sola con la forza e la saggezza del nostro popolo, saremo certamente in grado di superare l’attuale crisi di confusione e conflitto», ha dichiarato, invitando i manifestanti a esprimere pacificamente le loro opinioni. In vista della sentenza, il governo non tollererà violenza, danni a infrastrutture, aggressioni o incendi dolosi, che saranno puniti con l’arresto immediato, ha chiarito. Il presidente ad interim ha inoltre inviato un messaggio ai politici sudcoreani, invitandoli «vivamente» ad astenersi da «osservazioni che possano provocare o incitare proteste illegali o violenza». «Ora è il momento di dare priorità alla stabilità e alla sopravvivenza della nostra comunità rispetto ai vantaggi o agli svantaggi politici. Si prega di mostrare un atteggiamento responsabile che contribuisca alla coesione sociale piuttosto che alla divisione e al conflitto», ha sottolineato.

La Corte costituzionale della Corea del Sud pronuncerà venerdì 4 aprile la decisione in merito all’impeachment del presidente Yoon Suk Yeol. La sentenza sarà pronunciata in diretta televisiva alle ore 11:00 locali, le 4 del mattino in Italia. Yoon è stato posto in stato di accusa dal parlamento il 14 dicembre scorso con l’accusa di aver violato il suo dovere costituzionale, decretando la legge marziale all’inizio di dicembre senza giustificati motivi. Yoon, che aveva revocato la legge marziale dopo appena sei ore, ha sostenuto di non aver mai avuto l’intenzione di imporre pienamente il governo militare, ma di aver voluto lanciare un segnale d’allarme contro l’abuso della maggioranza parlamentare da parte del Partito democratico d’opposizione, che sin dallo scorso anno ha perseguito una politica di ostruzionismo nei confronti del governo.

Nella sua dichiarazione finale prima della conclusione delle argomentazioni, il 25 febbraio scorso, Yoon ha anche sostenuto che la sua decisione di proclamare la legge marziale fosse un appello al popolo a superare le «forze anti-statali», i simpatizzanti della Corea del Nord e la paralisi decisionale da lui imputata all’opposizione. Dopo l’annuncio della data della sentenza, il won ha invertito le precedenti perdite e si è rafforzato rispetto al dollaro. L’indice di riferimento del mercato azionario Kospi ha guadagnato l’1,5 per cento dopo l’annuncio. La Costituzione sudcoreana attribuisce alla Corte costituzionale, attualmente composta da otto giudici e con un seggio vacante, l’ultima istanza in merito alla destituzione di Yoon, che verrà confermata solo se almeno sei giudici si esprimeranno a favore della sua rimozione dall’incarico.

 

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