Citigroup dice basta alla Dei. L’Ad Jane Fraser in un promemoria del 20 febbraio ha scritto: «I recenti cambiamenti nella politica del governo federale degli Stati Uniti, inclusi i nuovi requisiti applicabili a tutti gli appaltatori federali, richiedono modifiche ad alcune delle strategie e dei programmi globali che abbiamo utilizzato per attrarre e sostenere colleghi provenienti da vari contesti».
«Non avremo più obiettivi aspirazionali di rappresentanza, tranne nei casi in cui siano richiesti dalle leggi locali. Non richiederemo più elenchi diversificati di candidati né panel di selezione eterogenei» ha scritto poi il capo di Citigroup, precisando che continuerà a incoraggiare l’inclusione di «una varietà di prospettive» nelle decisioni di assunzione.
Citi rinominerà il proprio team Diversity, Equity and Inclusion and Talent Management in Talent Management and Engagement. La banca ha sottolineato che «il rispetto della legge significa che continueremo a garantire pari opportunità di impiego».
«Non tollereremo discriminazioni o molestie di alcun tipo» ha tenuto a precisare l’azienda.
Citi è un appaltatore del governo federale americano e ha siglato accordi con varie agenzie. Nel 2017, la General Services Administration degli Stati Uniti ha assegnato a Citi un appalto per la gestione delle carte di credito e delle soluzioni di pagamento del governo fino al 2031.
L’eliminazione delle politiche di diversità rappresenta un cambio di direzione per Citi. Nel rapporto annuale 2022 della banca, la Fraser aveva dichiarato che Citi era impegnata a promuovere iniziative Dei e aveva annunciato di essere diventata «la prima grande banca statunitense a fissare un obiettivo di reclutamento per candidati LGBTQ+».
Secondo dati di Statista, nel 2019 i dipendenti bianchi rappresentavano il 53,2% della forza lavoro statunitense della banca, quota scesa al 43,91% nel 2023. I bianchi sono stati l’unico gruppo etnico a vedere diminuire la propria quota di dipendenti nel periodo, mentre ispanici/latinoamericani, asiatici e neri/afroamericani hanno registrato aumenti.
LE AZIENDE ABBANDONANO I PROGRAMMI DEI
Citi segue altre grandi aziende che hanno annunciato la riduzione delle proprie iniziative Dei. Lo scorso anno, Boeing ha smantellato il proprio programma di diversità e Sara Liang Bowen, vicepresidente aziendale a capo del dipartimento Dei, si è dimessa nell’ottobre 2023.
Un portavoce di Meta, proprietaria di Facebook, ha dichiarato che l’azienda ha interrotto l’uso delle iniziative Dei nei processi di assunzione, sviluppo e approvvigionamento. Gli obiettivi di diversità sono stati eliminati e le politiche di procurement, che in precedenza davano priorità ai fornitori in base al genere o alla razza, sono state modificate. Secondo un promemoria interno di Meta, anche i programmi finalizzati alla promozione dei gruppi sotto-rappresentati sono stati ridimensionati.
La catena americana di grande distribuzione organizzata Target ha annunciato la revoca delle sue politiche Dei e la fine, prevista per il 2025, delle iniziative Racial Equity Action and Change. L’azienda ha dichiarato di voler interrompere «tutte le indagini esterne incentrate sulla diversità», compreso l’indice di equità aziendale del gruppo LGBT Human Rights Campaign.
La scorsa settimana, un portavoce di Goldman Sachs ha annunciato che la banca d’affari non imporrà più ai clienti delle Ipo l’obbligo di includere minoranze e donne nei loro consigli di amministrazione.
LE REAZIONI
Una coalizione di associazioni ha presentato ricorso per bloccare gli ordini esecutivi del presidente Trump, sostenendo che tali misure violerebbero il Primo e il Quinto Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti. I ricorrenti sono organizzazioni no-profit che ricevono finanziamenti federali per fornire servizi a «persone di colore, donne, persone LGBTQ e persone con disabilità».