Entrano in vigore oggi i dazi “base” Usa del 10 per cento

di Agenzia Nova
5 Aprile 2025 14:19 Aggiornato: 5 Aprile 2025 14:19

Sono entrati in vigore oggi, 5 aprile 2025, alle 6 ora italiana i dazi generalizzati del 10 per cento imposti dall’amministrazione Trump su gran parte dei prodotti importati negli Stati Uniti.

Rimangono al momento esclusi i metalli (preziosi e non), le materie prime (petrolio, gas), i prodotti farmaceutici e il legname. Dopo l’annuncio dei dazi, dato dal presidente, Donald Trump, la sera di mercoledì 2 aprile, i mercati azionari internazionali sono crollati, con una perdita di valore attualmente stimata in 9 mila miliardi di dollari, di cui oltre 5 mila a Wall Street. Mercoledì prossimo, 9 aprile, entreranno in vigore i dazi individuali imposti ai singoli Paesi e all’Unione europea.

In dichiarazioni rilasciate al programma di Rai Uno Cinque Minuti, ieri il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha esortato «alla calma» e respinto l’opzione di trattative individuali con Washington. «Sono da evitare, le trattative individuali non si possono fare perché è l’Unione europea che tratta le politiche commerciali» — ha detto il vicepremier in riferimento al prossimo incontro, il 18 aprile, della premier, Giorgia Meloni, con il vicepresidente Usa, JD Vance.

Per Tajani, l’Italia «può svolgere un ruolo positivo per spiegare che le guerre commerciali non convengono a nessuno e il governo italiano, Meloni in primis, io in secundis possiamo convincere l’Unione europea ad avere un’azione positiva, propositiva, per arrivare dal 10 per cento allo zero per cento di dazi».

In un intervento televisivo, oggi il primo ministro del Giappone, Shigeru Ishiba, ha intanto annunciato che telefonerà a Trump «entro la prossima settimana» per discutere con lui dei dazi imposti a Tokyo. «Non ho intenzione di imporre dei dazi di ritorsione» agli Stati Uniti — ha detto Ishiba parlando ad una trasmissione televisiva locale. «Abbiamo ogni alternativa, ma cosa accadrà all’economia globale se entrambi imponiamo dazi di ritorsione?» ha detto il premier.
In merito al colloquio telefonico da tenere con Trump, Ishiba ha detto che il suo staff si sta muovendo rapidamente per «trovare un momento che sia conveniente per entrambe le parti». In base all’annuncio dato da Trump il 2 aprile, il Giappone è stato colpito da imposte del 24 per cento. Tokyo aveva fatto pressioni per ottenere un’esenzione e si attendeva un tasso molto più basso di quello approvato dall’amministrazione Usa. Trump aveva già colpito il settore delle automobili e i ricambi auto giapponesi imponendo un dazio separato del 25 per cento; questi ultimi dazi non si applicheranno a questi prodotti.

Negli Stati Uniti alcuni repubblicani hanno espresso preoccupazione per l’impatto di una guerra commerciale sull’economia locale. Se tutti i Paesi rispondessero ai dazi imposti dal presidente Usa mentre questi sono in vigore l’effetto potrebbe essere «terribile» per gli Stati Uniti, comportando il più grande aumento delle tasse da «molto, molto tempo» — ha detto il presidente della commissione Commercio del Senato, Ted Cruz, che pur descrivendosi come «il più grande sostenitore di Trump» ha sottolineato di «non essere un fan dei dazi». Parlando in un podcast citato da Politico, il senatore repubblicano ha espresso il timore che la strategia dei dazi possa «danneggiare i posti di lavoro e danneggiare l’America». Cruz ha anche detto di aver parlato con una delle “Big Three” statunitensi, le tre case automobilistiche GM, Ford e Chrysler, affermando che i dazi potrebbero far aumentare i prezzi medi delle loro auto di 4.500 dollari già da giugno. Cruz ha infine ragionato sull’impatto politico di una crisi negli Stati Uniti: «Se andiamo in recessione, in particolare una brutta recessione, il 2026 con ogni probabilità, politicamente sarebbe un bagno di sangue».

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