Nel 2023, si stima che le famiglie residenti in Italia abbiano percepito un reddito netto pari in media a 37.511 euro, circa 3.125 euro al mese. La crescita dei redditi familiari in termini nominali (+4,2 per cento rispetto al 2022) non ha però tenuto il passo con l’inflazione osservata nel corso del 2023 (+5,9 per cento la variazione media annua dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo, Ipca), determinando un calo dei redditi delle famiglie in termini reali (-1,6 per cento) per il secondo anno consecutivo. Lo riferisce l’Istat.
La diminuzione dei redditi in termini reali è particolarmente intensa nel Nord-est (-4,6 per cento) e nel Centro (-2,7 per cento), a fronte di una lieve riduzione osservata nel Mezzogiorno (-0,6 per cento) e di una debole crescita nel Nord-ovest (+0,6 per cento).
Rispetto al 2007, la contrazione complessiva dei redditi familiari in termini reali è pari, in media, a -8,7 per cento (-13,2 per cento nel Centro, -11,0 per cento nel Mezzogiorno, -7,3 per cento nel Nord-est e -4,4 per cento nel Nord-ovest). Inoltre, la flessione dei redditi è stata particolarmente intensa per le famiglie la cui fonte di reddito principale è il lavoro autonomo (-17,5 per cento) o dipendente (-11,0 per cento), mentre per le famiglie il cui reddito è costituito principalmente da pensioni e trasferimenti pubblici si registra un incremento pari al 5,5 per cento. Poiché la distribuzione dei redditi è asimmetrica, la maggioranza delle famiglie ha percepito un reddito inferiore all’importo medio.
Calcolando il valore mediano, ovvero il livello di reddito che divide il numero di famiglie in due parti uguali, si osserva che il 50 per cento delle famiglie residenti in Italia ha un reddito non superiore a 30.039 euro (2.503 euro al mese), con una crescita del 4 per cento in termini nominali rispetto al 2022 (28.865 euro, 2.405 euro mensili).