Zhang Guo Lao e Heyoka, due personaggi che agiscono al contrario

Una rappresentazione di Zhang Guo Lao che cavalca il suo asino al contrario. (Yeuan Fang/Epoch Times) Sullo sfondo: un accampamento Lakota (John C. Grabill via Shutterstock)

Che cosa significa progredire o regredire nella vita? In alcune antiche culture molto distanti tra loro ci sono stati personaggi che hanno preso questa riflessione molto sul serio, al punto che si muovevano letteralmente al contrario per ricordare alle persone intorno a riconsiderare la loro visione del mondo.

ZHANG GUO LAO

Zhang Guo Lao, un eremita taoista della dinastia Tang (618-907 d.C.) cavalcava il suo asino al contrario per mostrare alle persone che il loro modo di agire era in realtà sbagliato e cercare di risvegliarle. Per questo saggio dell’antica Cina, ciò che molte persone credono sia andare avanti – raggiungere il benessere e soddisfare vari desideri – è in realtà andare indietro, allontanarsi da quello che gli esseri umani dovrebbero realmente essere. Zhang voleva suggerire che, quando si assume una visione vera e spirituale della vita, spesso i principi sono capovolti.

Sebbene Zhang sia un personaggio leggendario in Cina, uno dei famosi otto immortali taoisti, le fonti storiche suggeriscono che sia realmente esistito. Si racconta che degli uomini potenti hanno cercato di ottenere da lui il segreto dell’immortalità che doveva sicuramente custodire, dal momento che si credeva che fosse nato intorno al 2200 a.C. Non incontrò mai nessuno di loro per svelare il suo segreto, ma fu d’accordo a incontrarsi con un imperatore il cui cuore fosse sincero e che stesse cercando la saggezza del Tao.

Si narra un altro episodio oltre l’ordinario legato a Zhang Guolao e il suo movimento al contrario. Un giorno fu convocato al palazzo imperiale per dimostrare che il suo asino si muoveva all’indietro. L’animale camminò con una tale scioltezza che l’imperatore volle premiarlo con del vino, ma subito l’asino divenne di carta. Zhang spiegò che l’asino di carta era animato dalla magia, ma il vino lo aveva fatto tornare alla sua forma originale: «Ciò che è vero resta, così che è falso non durerà».

HEYOKA

Ugualmente, tra i nativi americani Lakota, c’era un personaggio conosciuto come heyoka che cavalcava un cavallo al contrario, indossava i vestiti a rovescio e in generale faceva ogni cosa al contrario. In realtà lo heyoka non era una singola persona, ma diverse persone reali scelte per interpretare questo ruolo spirituale nella comunità.

Il dottor Steven Mizrak, docente del dipartimento di studi globali e socioculturali dell’Università Internazionale della Florida, ha spiegato, nel saggio intitolato Thunderbird and the Trickster [Uccello minaccioso e l’imbroglione, ndt]: «Gli heyoka, o pagliacci sacri, erano di solito pochi ma li si poteva trovare in ogni clan dei Lakota. Gli heyoka rappresentavano l’opposto, parlavano e camminavano spesso al contrario. Agivano in modo ridicolo, osceno e comico soprattutto durante le cerimonie spirituali. Si credeva che non conoscessero la paura e che non percepissero il dolore e che fossero così in grado di tirar fuori un pezzo di carne da una pentola di acqua bollente».

Si pensava che gli Heyoka andassero oltre il mondo umano e che fossero in contatto con il divino. Le loro azioni al contrario miravano a scioccare le persone e a rivelare i loro preconcetti. Mizrak ha affermato: «Nella loro cultura gli heyoka facevano degli scherzi alle persone non per metterle in imbarazzo o per farle sentire stupide, ma per mostrare loro dei modi per essere più intelligenti».

«Ogni volta che gli heyoka interrompevano la solennità di una cerimonia, le persone prendevano quest’interruzione come un’ammonizione di andare oltre la mera esecuzione del rituale e guardare più a fondo nei misteri del sacro».

Articolo in inglese: Similar Backward Characters in Ancient Chinese, Native American Cultures

Traduzione di Veronica Melelli

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