Xi si prende anche la polizia e Jiang è sempre più debole

Jiang Zemin (sx) e Xi Jinping (dx). (Immagine Epoch Times).

Alle nuove nomine e rimpasti nelle forze di sicurezza cinese, segue la ciliegina sulla torta: il 31 ottobre, Wang Ning, il capo della Polizia Armata del Popolo, ha annunciato che il corpo sarà ora diretto principalmente dalle autorità centrali.

In una seduta del ‘parlamento’ del Partito Comunista Cinese (il Congresso Nazionale del Popolo) Wang Ning ha annunciato una proposta di riforma della polizia, secondo cui il comando del corpo andrebbe nelle mani del presidente della Commissione Militare Centrale, che in questo momento è il leader del regime Xi Jinping.
In precedenza, questa forza – che comprende 1 milione e mezzo di agenti, tra poliziotti, vigili del fuoco, e doganieri – era per lo più nelle mani della Commissione Centrale per gli Affari Politici e Legali (in cinese nota come ‘zhengfawei’) e delle sue ramificazioni provinciali, anche se, sulla carta, il comando è sempre stato nelle mani del Consiglio di Stato e della Commissione Militare Centrale.

MAI PIÙ COLPI DI STATO

La Commissione Centrale per gli Affari Politici e Legali, sotto il dominio dell’ex capo del Pcc Jiang Zemin (l’arcinemico di Xi Jinping) era diventata un organo estremamente potente che controllava ogni aspetto dell’applicazione della legge nel Paese, dalla polizia, ai tribunali fino alle prigioni. E persino quando Jiang ha lasciato il potere, ha continuato a poter nominare i suoi alleati a capo della Commissione.

Ma l’annuncio di Wang segnala che Xi vuole finalmente prenderne il controllo. La polizia armata è cruciale per il Leader Massimo Xi perché in passato, quando era in mano ai suoi avversari, è stata per lui fonte di notevoli problemi.

Nello specifico, Zhou Yongkang, l’ex capo della Commissione, è un importante alleato di Jiang. A febbraio del 2012, quando il capo della polizia di Chongqing Wang Lijun ha tentato di disertare rifugiandosi nel Consolato americano di Chengdu, Zhou Yongkang ha fatto circondare il consolato da un enorme numero di poliziotti armati nel tentativo di ‘prendere in custodia’ Wang (il tutto senza il consenso delle autorità centrali).
In quei giorni si vociferava che Wang avesse in piano di consegnarsi agli americani fornendo informazioni sul suo capo, Bo Xilai (leader locale del Partito nella provincia di Chongqing), e su come quest’ultimo avesse in piano un colpo di Stato per impedire l’ascesa al potere di Xi Jinping. Il golpe sarebbe nato dalla collaborazione di Bo Xilai, Zhou Yongkang e Jiang Zemin.

Un mese dopo, numerosi utenti dell’internet cinese riportavano di aver udito colpi d’arma da fuoco e di aver visto veicoli dell’esercito per le strade di Pechino: in quel momento non pochi hanno pensato che Zhou stesse mobilitando la polizia armata per tentare un colpo di Stato.

Inoltre, durante il recente 19esimo Congresso Nazionale, il regime ha anche apertamente riconosciuto che vari funzionari affiliati alla fazione di Jiang avevano tentato un golpe. In questa occasione sono stati nominati Zhou, Bo e altri, che sono stati accusati di coinvolgimento in un «complotto per usurpare il potere dalla leadership del Partito».

Inoltre Xi si è regolarmente impegnato per eliminare i fedelissimi di Jiang dalla polizia armata: dal 2016 al 2017, più della metà dei leader provinciali della polizia armata sono stati rimpiazzati e più di una decina di ufficiali di alto livello sono stati messi sotto indagine per corruzione. Xi ora fa un passo ulteriore, prendendo in capo lui stesso la polizia, in modo da assicurarsi che in futuro nessuno possa più usarla per dei colpi di Stato.

Quanto alla Commissione Centrale per gli Affari Politici e Legali, dopo che Xi ha preso il potere, ha evitato che il suo capo fosse anche membro del potentissimo Comitato Permanente del Politburo, che comprende i personaggi più potenti e quasi intoccabili del Paese.

La Commissione, comunque, è tuttora nelle mani di Jiang. Infatti, anche dopo il 19esimo Congresso, a capo della Commissione è stato nominato Guo Shengkun, alleato di Jiang ed ex capo del Ministero della Pubblica Sicurezza.
Ma questa piccola vittoria per la fazione di Jiang potrebbe essere davvero minima: ora che Guo non è più a capo del Ministero, la Pubblica Sicurezza è nelle mani di un alleato di Xi Jinping: Zhao Kezhi. E anche se Jiang ora controlla la Commissione Centrale per gli Affari Politici e Legali, a quest’ultima è stata sottratta la prerogativa fondamentale: il controllo sulle forze di polizia.

È da vedere, ora, come Jiang Zemin e i suoi scagnozzi reagiranno. Ma sembra proprio che Xi Jinping sia prossimo a conquistare l’intera scacchiera.

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