Vertice Asem a Milano, opportunità da sfruttare e tensioni da risolvere

Milano blindata per l’inizio del vertice Asem che vedrà sedere oggi e domani i massimi rappresentanti dei Paesi europei e asiatici. Previsti circa 50 capi di Stato che affronteranno i temi in agenda: epidemie, crimine internazionale e terrorismo.

A fare gli onori di casa il premier Matteo Renzi, che ha aperto i lavori al centro congresso MiCo: «Credo che sia importante che da questo vertice si esca con una posizione comune sulla crescita sostenibile quale priorità condivisa», ha detto, sottolineando la necessità di investire e sostenere una crescita globale «in grado affrontare le difficoltà finanziare e occupazionali che alcune zone del mondo stanno vivendo».

Renzi non ha mancato di elogiare la qualità della cucina italiana ai presenti, ma quello che i grandi del pianeta – sarà presente anche il Presidente Usa Obama in collegamento – si troveranno sulla tavola richiederà molta diplomazia per essere digerito.

Tra le portate principali l’Ebola – il cui impatto globale alcuni Paesi come gli Stati Uniti hanno ammesso di aver sottostimato –che richiederà uno sforzo economico e logistico coordinato per evitarne la diffusione incontrollata. Poi l’Isis, la cui avanzata potrebbe destabilizzare gli equilibri europei a partire dal Medio Oriente. Ma è logico attendersi che sarà l’economia a fare da padrone, sia negli incontri collettivi che in quelli riservati.

Nei giorni scorsi Renzi ha avuto un faccia a faccia con la delegazione cinese, con la quale sono stati firmati qualche decina di accordi commerciali dal valore indicativo di 8 miliardi di euro. Una mossa che ha fatto storcere il naso ad alcuni esperti, che lo vedono come un tentativo di espansione cinese in Italia e in Europa: una serie di ingressi societari strategici – Telecom, Eni, Saipem tra gli altri – che viene vista come un rischio per la sicurezza nazionale, già analizzata a suo tempo dal Financial Times.

L’Europa invece sembra non preoccuparsene e tende le braccia agli investitori, cinesi e non. Il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso ha profuso ottimismo: «l’Europa sta superando la più grande crisi che abbia affrontato, ma la parte più difficile è ora alle spalle. Stiamo andando verso il risanamento. Ai nostri amici asiatici devo dire: non sottostimateci. Stiamo uscendo dalla crisi più forti», riporta Adnkronos.

Mentre il Duomo viene circoscritto all’interno di una zona rossa vietata ai turisti e oltre 2000 forze dell’ordine tra poliziotti e tiratori scelti vigilano sulla sicurezza dei leader mondiali, in mattinata si è avuta una breve manifestazione studentesca, alla quale si sono uniti un centinaio di thailandesi. Senza incidenti, le proteste erano rivolte alla presenza del Primo ministro Prayuth Chan-Ocha, il generale che da fine maggio guida il Paese asiatico dopo un colpo di Stato militare.

Tra gli incroci nella due giorni milanese è in programma un incontro tra Russia e Ucraina, con i rispettivi leader che si sederanno accanto a quelli europei. La Cancelliera tedesca Angela Merkel ha ricordato la necessità di alleviare le tensioni nell’Est Europa: «Domani dirò che il primo impegno della Russia deve essere quello di rispettare impegni di Minsk, purtroppo su questo ci sono delle gravi mancanze», ha detto la Merkel ripresa da Ansa, riferendosi all’accordo di fine settembre tra Mosca e Kyev per un cessate il fuoco e per la creazione di una zona demilitarizzata tra i due Paesi.

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