Usa: la situazione dei diritti umani in Cina è «deplorevole»

(da S a D) Il senatore statunitense Marco Rubio e il deputato Chris Smith (David Calvert/Getty Images e Kris Connor/ Getty Images)

Quando nel 2001 gli Stati Uniti hanno aiutato la Cina a entrare nell’Organizzazione Mondiale del Commercio, si aspettavano l’allineamento del sistema cinese alle leggi e alle norme internazionali.

Quasi 15 anni dopo, la Cina è diventata la seconda maggiore economia, ma stando all’ultimo rapporto della Commissione Congresso-Esecutivo statunitense sulla Cina (Cecc) il Partito Comunista Cinese ha condotto la nazione a fare ulteriori passi indietro, per quanto riguarda i diritti umani e lo Stato di diritto.

«La situazione dei diritti umani creata dal governo cinese è assolutamente deplorevole – ha affermato Chris Smith, presidente della Cecc – è un periodo buio per chi vuole riformare la Cina, per i dissidenti e per i difensori dei diritti umani, che incontrano sempre più repressione; lo scorso anno le loro condizioni sono peggiorate ulteriormente».

Il senatore Marco Rubio ha affermato in una dichiarazione: «In realtà la Cina ha usato il sistema delle regole internazionali per dare carburante alla propria crescita economica, continuando però a limitare le libertà e ad aumentare la repressione».

Il rapporto di 346 pagine, redatto da entrambi gli schieramenti politici, richiama l’attenzione su circa venti questioni problematiche della Cina odierna, tra cui il giro di vite sugli avvocati dei diritti umani, gli abusi contro i tibetani, gli uiguri e i nordcoreani che chiedono asilo, la compromissione del principio di ‘Un Paese, due sistemi’ in riferimento a Hong Kong, l’inquinamento e la repressione dei gruppi religiosi.

Alcune aree problematiche del regime si intersecano tra loro nella persecuzione di una disciplina spirituale tradizionale cinese. Il rapporto afferma infatti che i praticanti del ‘Falun Gong’ subiscono ancora «molestie e abusi continui» da quando il regime ha lanciato la persecuzione contro il gruppo nel 1999.
Secondo il rapporto, «le organizzazioni dei diritti umani e i praticanti stessi, hanno documentato metodi coercitivi e violenti contro i praticanti del Falun Gong in detenzione, inclusi shock elettrici, privazione del sonno e del cibo, alimentazione forzata, somministrazione forzata di farmaci, percosse, abusi sessuali, e ricovero forzato [di persone mentalmente sane ndr] in istituti psichiatrici».

Gli avvocati dei diritti umani che hanno accettato casi legati al Falun Gong sono anch’essi stati presi di mira dal regime. Il professore di diritto Zhang Zanning è stato maltrattato dalla polizia nel novembre del 2015, mentre la nota avvocatessa dei diritti umani Wang Yu è stata arrestata formalmente [in Cina esistono anche detenzioni non ufficiali ndr] nel gennaio 2016. Il regime, inoltre, continua a impedire a Gao Zhisheng – uno dei primi avvocati cinesi a difendere i praticanti del Falun Gong – di muoversi liberamente.

«È stato affermato – racconta inoltre Chris Smith – che i praticanti del Falun Gong detenuti e altri prigionieri, sono vittime dell’orribile crimine del prelievo forzato di organi». Il rapporto della Cecc mostra anche scetticismo nei confronti delle affermazioni di Huang Jiefu, leader nel settore dei trapianti cinese, secondo cui il regime ha smesso di usare gli organi dei prigionieri.

Il 13 giugno, la Camera dei Rappresentanti degli Usa ha approvato all’unanimità una risoluzione che condanna la sottrazione di organi ai prigionieri (compresi i praticanti del Falun Gong) in Cina.
L’ultimo rapporto della Cecc, secondo il senatore Rubio, «dipinge un quadro innegabilmente tetro, che mostra il peggioramento della situazione dei diritti umani e dello Stato di diritto in Cina».

Ma gli Stati Uniti, nonostante le relazioni commerciali tra i due Paesi, «staranno dalla parte dei riformisti di quel Paese e dei dissidenti, e faranno pressione sul governo cinese e sul Partito Comunista perché rispetti i diritti umani più basilari e sostenga lo Stato di diritto: è quello che ci aspettiamo da un qualunque Paese responsabile».

Articolo in inglese: Report: Chinese Regime’s Human Rights Record ‘Utterly Deplorable’

Traduzione di Vincenzo Cassano

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