Usa Corea del Nord, sale il livello dello scontro

Il presidente Donald Trump durante una conferenza stampa congiunta con il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy alla Casa Bianca il 26 settembre 2017. (Samira Bouaou/The Epoch Times)

Gli Stati Uniti sono «completamente pronti» all’azione militare contro la Corea del Nord, pur non essendo questa la soluzione auspicata. Donald Trump lo ha dichiarato in una conferenza congiunta con il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy alla Casa Bianca, durante la quale ha anche affermato: «Se dovessimo prendere quella strada, sarebbe devastante, posso dirlo per certo. Devastante per la Corea del Nord».

Il ministro degli Esteri nordcoreano Ri Yong Ho ha sostenuto lunedì che le dichiarazioni di Trump equivalgono a una dichiarazione di guerra, parole che la Casa Bianca ha liquidato come «assurde» per bocca della portavoce Sarah Sanders, che ha ribadito esplicitamente: «Non abbiamo dichiarato guerra alla Corea del Nord». Trump ha chiarito che gli Stati Uniti stanno reagendo al comportamento «molto grave» del dittatore nordcoreano Kim Jong Un: «Sta dicendo cose che non dovrebbero mai essere dette, mai. Noi stiamo rispondendo a quelle cose».

«Le armi nucleari e lo sviluppo missilistico della Corea del Nord minacciano il mondo intero e potrebbero causare un’impensabile perdita di vite umane. Tutti i Paesi dovrebbero agire ora per assicurare la completa denuclearizzazione di quel regime», ha dichiarato Trump, aggiungendo che il governo statunitense avrebbe dovuto affrontare il problema nordcoreano diversi anni fa: «È tempo che tutte le nazioni responsabili uniscano le loro forze per isolare la minaccia nordcoreana», ha aggiunto, ringraziando il primo ministro spagnolo per il suo sostegno in questa direzione.

Gli Stati Uniti non hanno dichiarato formalmente guerra a Pyiongiang, ma ultimamente i toni sono stati particolarmente duri: all’inizio di settembre il Segretario di Stato James Mattis ha affermato senza mezzi termini che gli Stati Uniti hanno le capacità di «annientare completamente» la Corea del Nord, una dichiarazione simile a quella pronunciata da Trump durante il suo discorso di fronte all’Assemblea delle Nazioni Unite la scorsa settimana, dove ha affermato che gli Stati Uniti hanno molta pazienza e forza e sarebbero pronti a distruggere completamente il regime asiatico per difendere se stessi o i propri alleati. Mattis ha aggiunto che il presidente è stato informato di tutte le opzioni militari disponibili.

Una delle difficoltà di una risposta militare da parte degli Stati Uniti sarebbe rappresentata dai circa 14 mila pezzi di artiglieria che Pyongyang ha nascosto in bunker scavati nelle montagne lungo il confine con la Corea del Sud e capaci di raggiungere la vicina capitale Seul.

Lunedì il ministro degli esteri di Pyongyang ha minacciato di abbattere i bombardieri statunitensi anche qualora volassero in acque internazionali, e ha affermato anche che il Paese comunista ha quasi completato lo sviluppo del proprio arsenale nucleare e ha ora la capacità di installare una testata nucleare miniaturizzata su un missile balistico intercontinentale (Icbm). La Corea del Nord ha condotto all’inizio di settembre un test nucleare sotterraneo, cosa che ha provocato l’emanazione di nuove sanzioni da parte del Consiglio di Sicurezza Nazioni Unite, che ha deciso la messa al bando di tutte le forniture di gas, permettendo la vendita di petrolio greggio e raffinato in quantità limitate.

Dure sanzioni sono state decise anche dagli Stati Uniti contro chi fa affari con il regime asiatico e il Dipartimento di Stato ha annunciato di averle già messe in atto contro otto banche nordcoreane e contro 26 individui legati alla rete finanziaria di Pyongyang. Trump ha espresso apprezzamento per la decisione del leader cinese Xi Jinping di ordinare ad alcune banche cinesi di interrompere il finanziamento della Corea del Nord e ha affermato: «Applaudo alla recente decisione cinese di limitare gli scambi commerciali con la Corea del Nord e in particolare la decisione di interrompere le relazioni bancarie, qualcosa che anche solo due mesi fa per molti sarebbe stato impensabile. Voglio ringraziare il presidente Xi».

LA COREA MINACCIA I BOMBARDIERI AMERICANI

Il parlamentare sudcoreano Lee Cheol-woo ha dichiarato che, secondo quanto riferito dall’intelligence del suo Paese, la Corea del Nord sta rinforzando le sue difese sulla costa orientale, dopo che, in una prova di forza, dei bombardieri strategici americani B-1B Lancers hanno sorvolato la costa nordcoreana scortati da caccia militari. Secondo Lee, gli Stati Uniti avrebbero rivelato intenzionalmente le rotte dei bombardieri, perché la Corea del Nord sembrava non essersene accorta.

Durante la sua recente visita diplomatica in India, il segretario di Stato americano Jim Mattis ha dichiarato che in ogni caso gli sforzi diplomatici continuano: «Avete visto le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, passate all’unanimità, che hanno aumentato la pressione economica e diplomatica sul Nord. Allo stesso tempo conserviamo la capacità di scoraggiare le minacce più gravi».

Traduzione di Veronica Melelli

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