«Uccisioni su richiesta» in Cina

Un’esposizione del prelievo di organi in Cina ai praticanti del Falun Gong, durante una manifestazione a Ottawa, Canada (Epoch Times)

La carenza di un sistema di donazioni d’organi regolare e legale costa probabilmente alla Cina decine di migliaia di vite umane all’anno: secondo quanto è noto, infatti, si deve assumere che nella Repubblica popolare, oltre ai condannati a morte, anche i prigionieri di coscienza vengono uccisi in grandi numeri, in modo da poter vendere i loro organi.

Secondo quanto spiega Hubert Körper, esperto di Cina per l’International Society for Human Rights (un’organizzazione con sede in Germania) tra le vittime ci sono probabilmente uiguri [una minoranza etnica e religiosa cinese, di fede musulmana ndr], tibetani, membri delle chiese cristiane indipendenti e soprattutto praticanti della disciplina di meditazione del Falun Gong. L’Ishr chiede quindi un’azione immediata: questi enormi crimini contro l’umanità devono essere fermati immediatamente.

Per Hubert Körper, questa sottrazione di organi vitali ordita dallo Stato è resa possibile in Cina, da una parte dalla sete di potere e danaro, e dall’altra dalla mancanza assoluta di donazioni d’organo. La domanda disperata e il potere d’acquisto hanno reso possibile questi «oscuri abissi della medicina dei trapianti». Per questa ragione, chi dona liberamente gli organi in Cina, oggi salva non solo la vita delle persone malate, ma anche quella dei prigionieri di coscienza uccisi per i loro organi, afferma l’International Society for Human Rights (Ishr).

Secondo l’Ishr, il governo cinese, per anni, si è limitato alle sole promesse e dichiarazioni d’intenti. Tuttavia, vi sono numerose prove a sostegno di come sussistano ancora gravissime violazioni. Allo stesso tempo, le autorità cinesi non garantiscono alcuna trasparenza, per questo si teme che i prigionieri politici continueranno a venire uccisi «su ordinazione» in larga scala.

La Repubblica popolare cinese è il Paese con il numero annuale di trapianti d’organo più alto al mondo dopo gli Usa, e i «tempi d’attesa per gli organi dei donatori sono grottescamente brevi», dichiara Körper. Le spiegazioni fornite finora dalle autorità cinesi sull’origine degli organi non sono affatto plausibili. In Cina esiste un’avversione culturale nei confronti della donazione di organi e i donatori volontari sono rarissimi. Inoltre non vi è alcun database e sistema di distribuzione efficace come quello che esiste per esempio in Europa. Riguardo alle presunte riforme, l’Ishr ritiene che le autorità cinesi abbiano rifiutato di fornire informazioni reali o di sottoporsi a verifiche.

PRELIEVO DI ORGANI E «UCCISIONE SU RICHIESTA»

La Repubblica popolare cinese ha ancora il più grande sistema di campi di lavoro forzato al mondo. I racconti dei prigionieri sopravvissuti ai campi fanno chiarezza su quale sia probabilmente l’origine delle migliaia di ‘donatori’ ogni anno: sono infatti molte le prove secondo cui i praticanti della meditazione di scuola buddista ‘Falun Gong’, i membri di varie minoranze e altri prigionieri politici vengano arbitrariamente uccisi, e non perché abbiano commesso un crimine, ma solo perché i loro organi fruttano molto denaro.

RISOLUZIONI DELLA CAMERA DEI RAPPRESENTATI DEGLI USA E DEL PARLAMENTO EUROPEO

Il 13 giugno 2016, la Camera dei Rappresentanti degli Usa ha condannato la pratica della sottrazione di organi condotta e sostenuta dallo Stato, nonché la persecuzione stessa della scuola di meditazione del Falun Gong in Cina. Allo stesso tempo, i parlamentari statunitensi hanno chiesto maggiore trasparenza e un’indagine indipendente sulle violazioni del sistema dei trapianti cinese.

Prima ancora, il 12 dicembre 2013, il Parlamento Europeo aveva condannato le pratiche di trapianto in Cina in una storica risoluzione, chiedendo all’Ue e agli Stati membri di «affrontare il problema della sottrazione di organi in Cina» e raccomandando di «condannare pubblicamente gli abusi dei trapianti d’organo in Cina».

RICHIESTE DELL’ISHR

Sulla base di questo, l’International Society for Human Rights chiede che la comunità internazionale si muova rapidamente. Una commissione d’indagine internazionale è necessaria, per chiarire l’origine delle decine di migliaia di organi donati e per verificare le accuse riguardanti l’uccisione di migliaia di prigionieri politici. In più, l’Ishr chiede la fine della cooperazione tra i centri di ricerca e di trapianto tedeschi e cinesi, in particolare la fine dei programmi di addestramento dei chirurghi del trapianti cinesi in Germania.
Inoltre, le compagnie farmaceutiche occidentali non dovrebbero più fornire farmaci immunosoppressori alla Cina senza la certezza che gli organi trapiantati nella Rpc provengano esclusivamente da donatori volontari.

Ancora, non dovrebbe esserci alcun rimborso assicurativo, in Europa, per i costi legati all’ottenimento di un trapianto nella Repubblica popolare cinese. Altrettanto importanti sono le leggi che dovrebbero prevenire il fenomeno del ‘turismo dei trapianti’ dall’Europa alla Cina.

Dal Bundestag e dal governo federale tedesco, l’Ishr si aspetta una condanna pubblica chiara e inequivocabile di questi crimini contro l’umanità. Smettere di tacere di fronte a tali crimini contro i diritti umani è una questione di dignità e di coraggio.

Alle autorità cinesi e alle istituzioni, l’Ishr chiede trasparenza e, soprattutto, la dimostrazione di un sistema di donazione d’organi volontario, che comprenda un database nazionale. La soluzione europea, ‘Eurotransplant’ potrebbe fungere da modello. 

 

Articolo in tedesco: Organraub und „Tötung auf Bestellung“ in China – IGFM: „Die Welt schaut bei Organraub zu!“

Traduzione di Vincenzo Cassano

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