Tsipras vince in Grecia e si allea con la destra

Alexis Tsipras, leader di Syriza viene nominato primo ministro della Grecia al Palazzo Presidenziale di Atene il 26 gennaio 2015. La sua posizione radicale probabilmente si ammorbidirà. (ARIS MESSINIS/Afp/Getty Images)

Mentre la vittoria di Alexis Tsipras e il movimento Syriza alle elezioni greche è applaudita da parte della sinistra europea e delle forze anti-austerity, il neo vincitore non ha tardato ad allearsi con la destra, per il governo del Paese.

Vincente con il 36,3 per cento, Syriza ha mancato di poco i seggi necessari per governare da solo e ha dovuto cercare un’alleanza. L’ha trovata nel partito Greci Indipendenti, che ha idee politiche opposte ma ugualmente contrarie ai vincoli che l’Europa ha imposto alla Nazione come medicina – assai impopolare – contro la crisi.

Questo e altri segni, sembrano far pensare che l’atteggiamento radicale di Syriza si ammorbidirà.

«Si ammorbidirà sicuramente – sostiene il commentatore politico Alessandro Lattarulo, intervistato via Facebook – perché ha tutto l’interesse a che gli investimenti che la Germania ha effettuato in Grecia e sui titoli in Grecia non vadano perduti, perché altrimenti ciò sarebbe la fine».

«Interessante è però capire quale livello di compromesso sarà raggiunto. Quello sarà il segnale di quanto svolta l’Europa».

RENZI E TSIPRAS: STRANA COPPIA?

«Io, come Renzi, voglio cambiare verso all’Europa», ha detto Tsipras in un evidente messaggio d’amicizia al premier italiano. Tra i due a prima occhiata ci sarebbero forti differenze: l’uno è più radicalmente di sinistra, mentre Renzi è accusato da alcuni oppositori di essere di destra o quasi.

L’età, e la percentuale di seggi ottenuti, in tutti e due casi intorno al 40, lega i due nuovi volti della sinistra europea, forse destinati ad assomigliarsi sempre di più, vista l’apparente tendenza di Tsipras a perdere radicalità nella propria posizione, sia con l’alleanza con la destra che con alcune sue dichiarazioni più morbide nei tempi recenti. Entrambi, del resto, non vengono esattamente da ambienti tipici della sinistra: Tsipras era ingegnere e Renzi dirigeva un’azienda di famiglia.

Questa manifesta affinità può aver provocato malumori tra le forze politiche italiane che più si sentono vicine al partito greco. Sia il Movimento 5 Stelle che Sel hanno espresso simpatie per Syriza, anche se il primo ha sempre escluso un’alleanza per mantenere il suo non-schieramento tra destra e sinistra.

«Tsipras: stai lontano da Matteo Renzi, la sua ipocrisia è pericolosa», invita infatti Luigi Di Maio, deputato 5 Stelle, sulla sua pagina Facebook.

Con Syriza, spiega Di Maio, «non ci accomunano certamente la forte ideologizzazione di sinistra…e le posizioni troppo indecise sull’Euro», ma «abbiamo in comune alcune scelte nel nostro percorso politico, su tutte quella di avere il coraggio di fare opposizione e di non allearsi con chi è complice di quest’Europa delle banche e dei poteri forti».

Si limita invece a festeggiare Nichi Vendola, leader di Sel, che commenta su Twitter: «La Grecia manda un messaggio straordinario: è da sinistra che si cambia l’Europa, è da sinistra che si salva l’Europa».

Per Lattarulo, Tsipras ha deciso di puntare a cambiare l’Europa non dai banchi degli anti-europeisti, ma con un approccio più simile a quello di Renzi, che non si oppone all’Europa e all’euro, ma è contro l’austerity e i vincoli troppo rigidi.

«E batterà il chiodo sugli errori che la Troika stessa ha ammesso di aver fatto in Grecia, a partire dall’inziale apposizione, con l’Fmi, di un interesse sui prestiti pari al 5 per cento, poi ridotto dopo qualche mese», spiega.

«Tsipras, che non è sprovveduto, sa che a questo bisogna puntare».

 

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