Trump: le sanzioni mettono la Corea del Nord in ginocchio

Il dittatore nordcoreano Kim Jong in questa foto di file rilasciata dai media statali della Corea del Nord.

Dopo aver minacciato per mesi attacchi con missili nucleari, il regime nordcoreano sta ora subendo sanzioni che ora iniziano a far male. Anche il presidente Usa, Donald Trump, in un tweet del 2 gennaio ha confermato che le sanzioni stanno avendo «un forte impatto» sul regime di Pyongyang, che ora apre al dialogo con la Corea del Sud.

Il mese scorso il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha infatti adottato una nuova serie di sanzioni, tra cui la riduzione della quantità di petrolio vendibile alla Corea del Nord, incrementando così il livello di embargo imposto sempre dall’Onu a settembre.

Anche se non è chiaro quali siano le «altre» pressioni a cui fa riferimento nel suo tweet, Trump – da quando è salito in carica, un anno fa – ha lavorato con gli alleati Usa nella regione per costringere la dittatura nordcoreana a rinunciare alle armi nucleari, minacciando anche, se necessario, l’intervento armato. Negli ultimi mesi gli Stati Uniti hanno infatti aumentato la presenza militare nella regione, schierando caccia F-35 in Giappone e sistemi avanzati di difesa missilistica, utilizzati anche in Corea del Sud.

Nel tweet, Trump ha aggiunto che i soldati nordcoreani stanno «fuggendo pericolosamente in Corea del Sud». A conferma delle dichiarazioni del presidente statunitense ci sono state anche crescenti segnalazioni di soldati e marinai nordcoreani che hanno disertato. Tra le più diffuse c’è il filmato del soldato nordcoreano che ha attraversato il confine sfuggendo al fuoco dei commilitoni nordcoreani. Oltretutto, giungono notizie del basso morale e dello stato di povertà che ha colpito l’esercito nordcoreano, affamato e con scorte di cibo insufficienti.

Stazione centrale di Pyongyang, il 22 settembre 2017. (ED JONES / AFP / Getty Images)

Trump ha poi risposto anche all’apparente apertura del dittatore nordcoreano Kim Jong un, che nel suo discorso di capodanno ha detto di essere disponibile a parlare con la Corea del Sud, dopo che per mesi il regime nordcoreano ha minacciato quest’ultima, attraverso i suoi media di stato, di attaccarla con armi nucleari: «Per la prima volta l’Uomo Razzo vuole parlare con la Corea del Sud – ha twittato Trump – Forse questa è una buona notizia, forse no; vedremo!»; perché, se l’apertura di Kim potrebbe significare che le sanzioni stanno avendo un impatto tale sul regime da costringerlo a negoziare, tuttavia potrebbe anche significare che Kim stia cercando di guadagnare altro tempo per ultimare lo sviluppo delle armi nucleari del suo regime.

Negli ultimi decenni, la Corea del Nord ha già usato strategie simili solo per guadagnare tempo e ricevere aiuti finanziari e materiali essenziali alla propria sopravvivenza. Come nel 1994, quando il regime nordcoreano si era rifornito di aiuti finanziari e materiali tramite un accordo raggiunto col l’ex presidente Bill Clinton, offrendo in cambio di porre fine al suo programma di armi nucleari, per poi rompere l’accordo subito dopo e continuare a portare avanti il suo programma.

Il dittatore comunista della Corea del Nord Kim Jong un in una foto senza data diffusa dai media di regime nordcoreani.

Questa volta però, Trump ha chiarito che non farà accordi con la Corea del Nord senza includere la completa denuclearizzazione del regime. E forse è per questo che Kim sta ora raggiungendo la Corea del Sud, il cui presidente, Moon Jae-in, ha preso una posizione molto più morbida verso il regime comunista esprimendo la volontà di continuare a spedire al Nord aiuti, che sono stati usati dal regime per rifornire i suoi ufficiali militari e alti funzionari comunisti.

Lancio di quattro missili balistici da parte dell’esercito coreano durante un’esercitazione militare in una località segreta in Corea del Nord. (AFP / Getty Images)

A ottobre, un alto ufficiale disertore, Ri Jong Ho, ha dichiarato ad Asian Society di aver visto personalmente gli aiuti stranieri caricati su camion militari, aggiungendo che numerosi alti funzionari sono delusi del governo di Kim e che nell’attimo in cui dovessero perdere privilegi e ricchezza potrebbero insorgere contro il dittatore nordcoreano.

 

Articolo in inglese: Trump Says North Korea Struggling Under Sanctions

Traduzione di Massimo Marcon

 

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