Trump incontra l’industria dei videogame dopo le stragi in Florida

Il Presidente Usa Donald Trump alla Casa Bianca, il 28 Febbraio 2018. (Samira Bouaou/The Epoch Times)

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha deciso di incontrare alla Casa Bianca il 29 marzo 2018 i creatori di video game. Lo scopo è discutere se i giochi violenti possano provocare aggressività e desensibilizzazione nei bambini.

L’incontro è parte di un’operazione ad ampio raggio innescata dall’uccisione di massa dello scorso mese a Parkland, in Florida: il presidente crede che alcuni videogame possano instillare pensieri violenti nelle giovani menti, e ora vuole lavorare spalla a spalla con i grandi capi dell’industria videoludica per risolvere il problema.
«Ho sentito moltissima gente – ha dichiarato Trump secondo Cnn – dire che il livello di violenza nei video game sta veramente plasmando i pensieri dei ragazzi».

In due famiglie americane su tre c’è qualcuno che gioca regolarmente con i videogame; circa il 97 percento dei bambini tra i 12 e i 17 anni gioca con i videogame, e secondo un sondaggio del Guardian del 2013, oltre la metà dei 50 videogiochi più venduti sono violenti.
I media orientati alla liberalizzazione dei videogiochi, e chi li produce, affermano regolarmente che non esiste alcun legame tra videogiochi violenti e violenza criminale del mondo reale. Tuttavia, anche se nessun criminale ha ancora ammesso di essere stato incitato alla violenza dai videogiochi, oltre mille studi, effettuati a cavallo di un trentennio, hanno dimostrato che i videogiochi violenti sono collegati a un aumento di aggressività e rabbia: almeno 14 autori di stragi scolastiche ha giocato con videogame violenti.

«Abbiamo revisionato completamente ogni studio sperimentale, riesaminando 381 conseguenze emerse da studi che hanno coinvolto 130 mila persone – ha spiegato alla Pbs Brad Bushman, psicologo all’università statale dell’Ohio State – e il risultato dimostra che giocare con i videogiochi violenti incrementa i pensieri aggressivi, il sentimento di rabbia e l’eccitazione psicologica».

E in un altro riesame di oltre mille studi, l’accademia americana dei pediatri, l’associazione psicologica americana e l’associazione medica americana dichiarano unanimemente nella loro sintesi riepilogativa che le prove portano «alla schiacciante conclusione che c’è un nesso causale tra violenza mediatica e il comportamento aggressivo di alcuni bambini».

Inoltre, anche «la conclusione della comunità della salute pubblica basata su oltre trent’anni di ricerca – scrivono i recensori – è che la visione della violenza dell’intrattenimento può portare ad un aumento di atteggiamenti, valori e comportamenti aggressivi, particolarmente nei bambini».
E conseguentemente a tali scoperte, l’associazione psicologica americana ha invitato i produttori di videogiochi a progettare giochi con una maggiore quantità di controlli parentali, che limitino l’esposizione a contenuti violenti.

Alla riunione di giovedì prossimo, che dovrebbe essere solo la prima di una lunga serie, Trump incontrerà tra gli altri il Ceo della Rockstar Games che ha prodotto Grand Theft Auto, l’amministratore delegato dell’associazione di categoria al servizio dei fabbricanti di videogiochi Entertainment Software Association, il presidente dell’Entertainment Software Rating Board che valuta i videogiochi per la violenza e il contenuto esplicito, e il tenente colonnello Dave Grossman, autore di Assassination Generation: Video Games, Aggression, and Psychology of Killing (La generazione dell’assassinio: videogiochi, aggressione e psicologia dell’omicidio).

 

Articolo in inglese: Trump Set to Meet Video Game Makers After Florida Shooting

Traduzione di Massimo Marcon

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