Trump: Gerusalemme capitale d’Israele

Donald Trump ha annunciato che gli Stati Uniti riconosceranno Gerusalemme come capitale di Israele e sposteranno lì la loro ambasciata. Nell’annunciare la decisione il 6 dicembre, il presidente degli Stati Uniti ha affermato che si tratta dell’inizio di un nuovo approccio alla risoluzione del conflitto arabo-israeliano.

La decisione, sostiene Trump, era «necessaria da tempo» e si basa sul «riconoscimento di una realtà». Per legge, infatti, gli Stati Uniti, già nel 1995, quando il Congresso americano ha approvato l’Atto per lo spostamento dell’ambasciata a Gerusalemme, avrebbero dovuto cambiare la sede dell’ambasciata, che al momento è a Tel Aviv.
I presidenti Bill Clinton, George W. Bush e Barack Obama hanno impiegato degli ‘atti di rinuncia’ per posporre la decisione di sei mesi in sei mesi fino a oggi, in base a interessi relativi alla sicurezza nazionale.
Eppure, afferma Trump, «dopo più di due decenni di atti di rinuncia non siamo affatto più vicini a un accordo di pace che duri».

Fin dalla campagna elettorale, ‘The Donald’ aveva promesso che avrebbe spostato l’ambasciata americana a Gerusalemme. In realtà il presidente aveva firmato un atto di rinuncia della durata di sei mesi a giugno, ma ora non l’ha rinnovato.
L’atto del 1995 gode di molto sostegno da entrambe le parti politiche nel Congresso, e sei mesi fa è stato riconfermato in un voto unanime dal Senato.

«Il presidente – affermava il 4 dicembre il vice segretario stampa della Casa Bianca Hogan Gidley – è stato chiaro su questa faccenda fin dal principio e non si tratta di se lo farà, ma di quando lo farà».

Trump ha anche annunciato che verranno immediatamente assunti architetti e progettatori per cominciare i lavori della nuova ambasciata americana. Non è ancora chiaro quando potrà essere completata.

GERUSALEMME CAPITALE

Israele è stato riconosciuto come Stato sovrano per la prima volta dal presidente Harry Truman nel 1948. Tuttavia, gli Stati Uniti non avevano mai ufficialmente riconosciuto Gerusalemme come capitale.

Trump afferma che la decisione di riconoscere Gerusalemme come capitale d’Israele non deve essere interpretata come un cambio di rotta dell’America per quanto riguarda le trattative sulla pace tra israeliani e palestinesi.

Per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il 6 dicembre 2017 è un «giorno storico».
«La decisione del presidente – ha dichiarato Netanyahu – è un importante passo verso la pace, perché non esiste alcuna pace che non includa Gerusalemme come capitale dello Stato di Israele». Netanyahu chiede anche agli altri Paesi di seguire gli Usa e spostare anche loro le proprie ambasciate a Gerusalemme.

Il leader palestinese Mahmoud Abbas, dal canto suo, ha detto a Trump che «non c’è alcuno Stato palestinese senza Gerusalemme Est come capitale», riporta il Times of Israel. Abbas afferma anche che la mossa avrà delle ripercussioni sul processo di pace.

Trump starebbe anche preparando una possibile soluzione nella forma di un accordo tra i due Stati, da sottoporre alla loro visione: «La nostra massima speranza è per la pace», ha affermato il presidente Usa, che ha anche invitato «alla calma, alla moderazione» e ha chiesto che «le voci della tolleranza prevalgano sui diffusori di odio».

Da tempo Jared Kushner, consigliere della Casa Bianca e genero del presidente, ha condotto vari viaggi nella regione e ha parlato con palestinesi e israeliani, per preparare un piano di pace.

 

Jasper Fakkert

Articolo in inglese: Trump Declares Jerusalem Capital of Israel in ‘Long Overdue’ Decision

Traduzione di Vincenzo Cassano

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