Totti, l’omaggio al Campione

(TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

Come l’ago nell’abile mano del sarto si insinua nei punti della stoffa più difficili da raggiungere, quel pallone, nei suoi piedi, è riuscito a sfidare le più dure leggi della fisica, tessendo sul prato ricami e traiettorie all’apparenza impossibili da realizzare.

Il risultato: capolavori su capolavori, sfoggiati su quel rettangolo di gioco come abiti da sera nelle occasioni più speciali, per sempre impressi nelle menti degli spettatori, eterni nella loro unicità.

Che cosa sia, Francesco Totti, per il mondo del calcio, è facile spiegarlo: un campione assoluto, un artista del pallone, un talento sia unico che raro, che ha fatto la storia di questo sport con i suoi numeri e con i suoi gol e che, plausibilmente, avrebbe potuto vincere molto di più se fosse andato via da Roma.

Quello che è più difficile da spiegare però, e che si collega a quest’ultimo punto, sono le lacrime che sgorgano sul volto dei romani, quando assistono per l’ultima volta allo stadio alle sue giocate da fuoriclasse, o ai suoi gol e assist che scorrono come un film su di uno schermo da casa. Emozioni, che illuminano i volti dei tifosi giallorossi senza un’apparente motivazione, alla sola vista del loro Capitano.

Probabilmente, sono lacrime di gratitudine, verso una ragazzo innamorato della sua città e della sua squadra a tal punto da dichiararle amore eterno. Il talento, quel dono ricevuto dal cielo, lo ha fatto arrivare fin lassù, sul colle più alto di Roma. Così, nella Roma giallorossa, Totti si è conquistato con il tempo il titolo di bandiera, di emblema di una squadra e quindi di una città intera.

È stato l’esempio per ogni ragazzino che è cresciuto con le sue giocate, e che ha chiesto almeno una volta al suo barbiere i capelli ‘alla Francesco Totti’; ma anche per ogni grande, che ha ritrovato in lui i suoi sogni da bambino materializzati.

Di sbagli, ne ha fatti anche lui, come ogni essere che si consideri umano. Ma da vero uomo, si è sempre rialzato, rispondendo alle pietre scagliategli contro, con l’amore e la sua grande passione per il pallone.

Una perla dietro l’altra, meraviglia dopo meraviglia, giocate illuminanti che solo un genio del suo calibro può inventare e realizzare. Totti, è riuscito quasi sempre a far coincidere l’efficacia della giocata con la spettacolarità della stessa, e in questo risiede parte della sua unicità. In mezzo al campo, era la sua fantasia che dettava i ritmi, era lui che quasi telepaticamente (si pensi al magico duo delle meraviglie con Antonio Cassano) comunicava con i compagni dirigendo l’azione offensiva; singoli tocchi, spesso senza neanche vedere, riuscivano a mandare in porta l’attaccante di turno, superando in un solo colpo mezza squadra avversaria. Un giocatore completo, sotto ogni aspetto, con una visione di gioco incredibile, unita a un fiuto del gol eccezionale.

Tutto questo, Totti, l’ha regalato alla Roma, a Roma e ai Romani con amore incondizionato, anno dopo anno, proprio come farebbe una mamma verso i propri figli, che tuttavia comprendono solo quando ormai sono cresciuti.

E il minimo che possa accadere, quando alla fine si realizza l’amore immenso a noi indirizzato, anno dopo anno, è che una lacrima sgorghi sul viso, come a voler esprime quello che la bocca non riesce ancora a pronunciare, «Grazie di tutto, Capitano».

 Uno dei video su Totti che meglio rappresenta il grande giocatore che è stato il numero 10 della Roma.

 Un bel video-tributo al capitano giallorosso

 

L’addio a Totti



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