Le sanzioni alla Corea del Nord stanno funzionando

(STR/AFP/Getty Images)

Le sanzioni imposte alla Corea del Nord all’inizio di questo mese starebbero dando i loro frutti: lo sostiene il segretario di Stato americano Rex Tillerson.

A seguito delle sanzioni imposte dalle Nazioni Unite alla Corea del Nord, la dittatura comunista dell’Estremo Oriente starebbe iniziando a perdere colpi. In conferenza stampa Tillerson ha dichiarato: «Sapevamo che prima che le sanzioni avessero effetto ci sarebbe voluto del tempo, perché basandoci su delle informazioni che la Cina ha condiviso con noi ed altri Paesi, sappiamo che i nordcoreani avevano iniziato a fare scorte di risorse sin dall’inizio dell’anno, non appena hanno saputo della nuova amministrazione, in modo da trovarsi preparati a possibili cambiamenti imminenti».

Sotto le sanzioni del Consiglio di Sicurezza adottate l’11 settembre, sono state ridotte le forniture dei prodotti petroliferi raffinati alla Corea del Nord: con la delibera n. 2375, infatti, gli Stati membri dell’Onu non possono vendere più di 500 mila barili al giorno di prodotti petroliferi raffinati per un periodo di 3 mesi. Gli Stati membri possono ancora vendere la stessa quantità di petrolio greggio che hanno sempre venduto alla Corea del Nord, ma non possono aumentarne l’importo.
Le sanzioni vietano anche la vendita di gas naturale liquefatto a Pyongyang, nonché le importazioni di prodotti tessili, quali tessuti e prodotti di abbigliamento.
Il presidente americano Trump, dopo il test della bomba nucleare da parte di Kim jong un, aveva chiesto il pieno divieto delle esportazioni di petrolio, ma Cina e Russia hanno espresso il loro disaccordo al Consiglio di sicurezza.

Oltre ai test nucleari sotterranei condotti all’inizio di questo mese, il regime nordcoreano, in meno di un mese, ha sorvolato per due volte il Giappone con il lancio di due missili balistici.

Nel suo discorso davanti alla 72esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Trump ha enfaticamente condannato il programma nucleare della Corea del Nord, invitando al contempo i leader mondiali a prendere una posizione più chiara: «Per la Corea del Nord è giunto il momento di rendersi conto che la denuclearizzazione è l’unica via futura e possibile».

«Gli Stati Uniti – ha continuato Trump – sono forti e pazienti, ma se sono costretti a difendere se stessi o i loro alleati, non avranno altra scelta che distruggere completamente la Corea del Nord. Quella del Rocket Man [soprannome attribuito a Kim Jong-un ndr] è una missione suicida sia per se stesso che per il suo regime. Gli Stati Uniti sono pronti, disposti e capaci, ma speriamo che questo non sia necessario. Questo è quello per cui sono state create le Nazioni Unite, ecco cosa sono le Nazioni Unite».
Quando i giornalisti hanno chiesto a Trump se stesse cercando di aumentare le sanzioni alla Corea del Nord, il presidente Usa ha risposto affermativamente.

Il ministro della Difesa giapponese Itsunori Onodera ha riferito all’agenzia Afp che, in risposta all’ultimo test missilistico della Corea del Nord, il Paese sta implementando un altro sistema missilistico, «un’unità Pac-3», nell’isola di Hokkaido.

NON SI FERMANO GLI AIUTI DALLA COREA DEL SUD

Nonostante le nuove sanzioni delle Nazioni Unite, la Corea del Sud afferma di voler ancora inviare aiuti per 8 milioni di dollari alla Corea del Nord.

La decisione di inviare aiuti alla Corea del Nord non è molto appoggiata dalla popolazione stessa della Corea del Sud, e infatti si è ripercossa sugli indici di gradimento del presidente Moon Jae-in. La decisione solleva inoltre preoccupazioni in Giappone e negli Stati Uniti.

Il Ministero dell’Unificazione della Corea del Sud ha dichiarato che la sua politica di aiuto è rimasta invariata, nonostante le tensioni geopolitiche con il Nord, e specifica che saranno confermate in seguito l’esatta tempistica e le dimensioni degli aiuti.

La Corea del Sud nello specifico ha dichiarato di voler inviare 4,5 milioni di dollari in prodotti nutrizionali per i bambini e per le donne incinte attraverso il World Food Programme, e 3,5 milioni di dollari in vaccini e trattamenti medicinali tramite l’Unicef: «Abbiamo sempre sostenuto che avremmo perseguito con gli aiuti umanitari per la Corea del Nord, […] a prescindere dalle questioni politiche», dichiara il ministro dell’Unificazione.

 

Articolo in inglese: Evidence Emerging That New Sanctions on North Korea Are Working

Traduzione di Alessandro Starnoni

Top