Api in via d’estinzione, ritorna l’emergenza

Un’ape dalla faccia gialla (foto: Katja Schulz/CC BY).

Il ruolo delle api nell’impollinazione delle piante le rende parte integrante di un ecosistema e dell’agricoltura. Il 30 settembre, per la prima volta negli Stati Uniti, l’Agenzia della fauna selvatica e dei pesci ha dichiarato che diverse specie di api sono in via di estinzione. Tali specie sono autoctone nelle Hawaii e giocano un ruolo importante per il mantenimento della flora del Paese. Probabilmente, come questi insetti, anche le piante hanno subito l’impatto derivante dalla distruzione dell’habitat naturale, causato dall’urbanizzazione e dall’introduzione di flora e fauna non originari del luogo.

Secondo un’indagine condotta dall’ente faunistico, alcuni animali introdotti nelle isole come cinghiali, capre, cervi e bovini hanno distrutto gran parte della vegetazione delle Hawaii. Anche incendi dolosi, in aumento per numero e aree distrutte nelle principali isole dell’arcipelago, hanno contribuito alla sparizione della flora locale.

L’associazione no profit Xerces Society sostiene che sebbene molte specie di piante possano essere impollinate da altre api, molte altre in via d’estinzione potrebbero estinguersi, se questa fauna locale scomparisse.

IL BOMBO POTREBBE ESSERE LA PRIMA APE IN VIA D’ESTINZIONE NEGLI STATI UNITI CONTINENTALI

Il 22 settembre l’Ente per la fauna selvatica e i pesci Usa, ha proposto l’ingresso del bombo nella lista delle specie in via d’estinzione: sarebbe la prima specie di ape a essere inserita nella lista negli Stati Uniti continentali. Il periodo di consultazione pubblica sulla proposta terminerà il 21 novembre.

Il bombo impollina numerose coltivazioni, fra cui mirtilli rossi, more, mele e erba medica, così come diverse praterie di fiori selvatici. Xerces Society ha indetto una petizione per chiedere all’agenzia faunistica di inserire la specie fra quelle in via d’estinzione, e ha segnalato che il numero dei bombi è diminuito di quasi il 90 percento in meno di venti anni. Una volta questa specie era comune dal Minnesota al Maine.

A rusty patched bumble bee in Minnesota in 2012. (Sarina Jepsen/The Xerces Society)

Un bombo del Minnesota. (Sarina Jepsen/The Xerces Society)

Durante una conferenza stampa Rich Hatfield, biologo conservazionista di Xerces, ha affermato: «Combattere gli agenti inquinanti che minacciano il bombo – dai pesticidi neonicotinoidi alle epidemie – non sarà d’aiuto solo a questa specie, poiché ne gioverebbero anche moltissimi altri impollinatori naturali, che sono cruciali per il funzionamento dell’ecosistema naturale e dell’agricoltura».

Eric Lee-Mäder, co-direttore del programma di impollinazione della Xerces Society, sostiene che «gli impollinatori naturali provvedono a questo indispensabile servizio nel settore agricolo per un valore di più di nove miliardi di dollari all’anno. […] Garantire un ambiente che sostiene tutte le api autoctone richiederà un continuo investimento da parte degli enti pubblici e, allo stesso tempo, necessiterà dell’impegno dei cittadini sia delle aree rurali che urbane».

Più di venti città degli Usa hanno interrotto l’uso di neonicotinoidi e degli insetticidi dannosi per le api, sulle proprietà pubbliche all’interno delle aree cittadine: le Nazioni Unite riferiscono che più del 40 percento delle specie impollinatrici potrebbero essere a rischio d’estinzione in tutto il mondo.

 

Articolo in inglese: First Bee Species Declared Endangered in US: Impact on Ecosystem and Agricolture

Traduzione di Davide Fornasiero



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