Sparizione del volo Malaysia Airlines collegata alla persecuzione del Falun Gong?

Alcune sorprendenti rivelazioni mettono in relazione il caso del volo della Malaysia Airlines scomparso tre anni fa, alla tragedia del prelievo forzato di organi in Cina. Secondo il noto miliardario cinese Guo Wengui, la sparizione dell’aereo sarebbe collegata a questo genocidio.

Il magnate dell’immobiliare cinese Guo, che attualmente vive a New York, ritiene che la scomparsa dell’aereo MH370 della Malaysia Airlines, sia avvenuta per nascondere la morte dei praticanti della Falun Dafa, perpetrata in Cina per ordine del Partito Comunista Cinese: le vittime di questa sanguinosa persecuzione vengono uccise su richiesta per prelevare forzatamente i loro organi, destinati ad alti funzionari del regime e ai loro parenti oppure al mercato nero internazionale. Sia le uccisioni di massa che il prelievo forzato sono state da tempo dimostrate anche dagli investigatori indipendenti canadesi David Matas, David Kilgour e dal giornalista investigativo americano Ethan Gutmann.

Secondo Guo Wengui, numerosi testimoni di questo crimine, che vede implicati non pochi alti dirigenti Pcc, si trovavano sul volo della Malaysia Airlines. Delle 239 persone a bordo 153 erano cinesi, e con ogni probabilità sono tutte morte.

Il magnate cinese sostiene che l’otto marzo 2014 il volo (diretto da Kuala Lumpur a Pechino) trasportava diversi cinesi di ritorno in patria dopo che, in precedenza, erano fuggiti dal Paese in quanto implicati in questo odioso crimine.

La Testata online Vision Times riporta la dichiarazione di Guo secondo cui cinque persone sarebbero state uccise tra il 2004 e il 2008, nell’ospedale generale militare di Nanchino, per fornire i reni a Jiang Mianheng, figlio dell’ex leader del Pcc Jiang Zemin.

In un video realizzato nel suo appartamento e tradotto dal sito China Digital Times, Guo sostiene «Jiang Mianheng ha subito una serie di trapianti renali, dal 2004 al 2008 in un ospedale di Nanchino, in tutta segretezza e dopo che erano state appositamente selezionate le persone a cui prelevare i reni. L’organizzazione è stata seguita, dietro le quinte, da Meng Jianzhu, dall’ufficio Politico di Shanghai, da dirigenti della Commissione legislativa e da alcuni capi militari».

Il medico di trapianti renali e vice direttore dell’ospedale Li Leishi, che ha effettuato gli interventi, si sarebbe ‘suicidato’ nell’aprile del 2010, e anche il chirurgo Li Baochun, nel maggio 2007 è morto, precipitando dal dodicesimo piano dell’ospedale militare dell’Università di Shanghai. Guo sospetta che si tratti di morti provocate per nascondere le prove del crimine.
Meng Jiangzhu era infatti in stretto contatto con l’ex capo del Pcc Jiang Zemin che, avendo formalmente lasciato il comando del Partito nel 2002, grazie ai suoi legami all’interno del regime, ha mantenuto il controllo su numerosi membri del partito stesso. Nel luglio del 1999, Jiang ha organizzato ed esplicitamente ordinato l’inizio della persecuzione contro i praticanti del Falun Gong, che sono diventati la principale risorsa ‘occulta’ del prelievo forzato di organi.

Il China Digital Times osserva che «la quantità di ‘nebbia’ che circonda la politica cinese, rende impossibile verificare quanto sostenuto da Guo nel video». In ogni caso, non è molto chiaro perché il magnate dell’immobiliare si scagli contro il regime comunista, ma è evidente che abbia buoni motivi, considerato che nel 2014 gli affari in patria non gli andavano bene e che le protezioni politiche stavano finendo.
La testata digitale Washington Free Beacon scrive infatti che azioni di Guo per 70 miliardi di dollari siano state congelate, e che alcuni suoi familiari siano stati incarcerati, insieme a loro dipendenti. Guo avrebbe quindi chiesto asilo politico agli Stati Uniti temendo per la propria vita.

IL MATAS AND KILGOUR REPORT

Ma Guo Wengui non è il solo ad aver denunciato questo odioso genocidio: il giornalista investigativo Ethan Gutmann – candidato al Nobel per la pace nel 2017 per il suo instancabile impegno nel denunciare il commercio internazionale del prelievo di organi in Cina – ha dimostrato in una sua inchiesta l’esistenza di questo assassinio di massa continuato e interamente finanziato dal Pcc (che nega ogni accusa).

Il famoso Matas and Kilgour Report (ultimamente aggiornato con la collaborazione di Gutmann) realizzato dall’avvocato dei diritti umani David Matas e dall’ex ministro degli Esteri canadese David Kilgour, descrive i programmi dei prelievi di organi in 146 ospedali cinesi.
Gutmann sottolinea: «quello che vogliamo evidenziare è che il regime cinese dice di effettuare 10 mila trapianti all’anno, ponendosi così al secondo posto al mondo, ma in realtà è al primo, con un numero che va dai 60 mila ai 100 mila ogni anno». La maggior parte di questi organi proviene da prigionieri di coscienza praticanti del Falun Gong.

La Falun Dafa, conosciuta anche col nome di Falun Gong, è un sistema di meditazione basato sui principi universali di Verità, Compassione, Tolleranza, ed è stata presentata al pubblico nel 1992 in Cina, da Li Hongzhi. Oggi è praticata da più di cento milioni di persone in 114 Paesi. Ma questa disciplina pacifica è brutalmente perseguitata in Cina dal 1999.

Per approfondire:

 

Articolo in inglese: Malaysian flight ‘disappeared’ 3 years ago. Recently a billionaire’s horrific claims exposed ‘the biggest genocide’

Traduzione di Francesca Saba

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