Sintonia tra Trump e Xi Jinping, trema Kim Jong-Un

Leader cinese Xi Jinping con il presidente Donald Trump a West Palm Beach, in Florida., il 7 aprile 2017. (Jim Watson/AFP/Getty Images)

Dopo il primo incontro faccia a faccia tra Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping, entrambi hanno espresso entusiasmo per il consolidamento della loro intesa: «Il rapporto sviluppato tra me e il presidente Xi, penso sia fantastico», ha detto Trump con il suo solito tono informale, dopo l’incontro nella sua villa Mar-a-Lago in Florida. Xi ha aggiunto: «Abbiamo messo giù le fondamenta di una solida conoscenza reciproca, abbiamo cominciato a costruire un rapporto di fiducia tra noi, e messo le basi per la nostra relazione, di lavoro e d’amicizia».

Il clima di reciproca fiducia e cordialità raggiunto durante il colloquio di due giorni tra i leader di Usa e Cina è un risultato cruciale, secondo Li Tianxiao, commentatore politico di New Tang Dynasty Television: «Questo renderà stabili le relazioni tra Cina e Usa e determinerà i toni dei prossimi 4-5 anni – ha commentato Li – e solo se si arriverà a una comprensione reciproca a livello fondamentale, potranno essere ottenuti dei risultati concreti». E a giudicare dalle dichiarazioni e dalle azioni del governo americano dopo il convegno, si direbbe che il meeting sia stato un successo diplomatico per gli Stati Uniti.

Nei giorni precedenti l’incontro, Trump aveva detto chiaramente che avrebbe parlato con Xi della dittatura nordcoreana di Kim Jong Un e del surplus commerciale della Cina con gli Stati Uniti.
In una conferenza stampa successiva al 7 aprile, il segretario americano al Commercio Wilbur Ross ha affermato che i funzionari cinesi avevano accettato un «piano di 100 giorni» relativo al commercio tra i due Paesi: si tratta di uno sviluppo senza precedenti, perché normalmente le discussioni riguardanti il commercio durano molti anni, prima di arrivare a un accordo. Ross ha aggiunto che i funzionari cinesi hanno «espresso interesse» verso possibilità di ridurre il surplus commerciale con gli Stati Uniti: una grande vittoria per Trump, se la cosa dovesse andare in porto.

Il segretario di Stato americano Rex Tillerson, durante lo stesso briefing, ha dichiarato che entrambi i Paesi hanno «riaffermato il loro impegno verso una penisola coreana denuclearizzata» . Il giorno dopo, navi da guerra americane si sono mosse da Singapore verso la penisola coreana, in risposta ai recenti test di missili a medio raggio da parte del regime di Kim Jong Un.

La Corea del Nord «è un regime canaglia, e ora è anche un regime con la bomba atomica», ha affermato il luogotenente generale H. R. McMaster, consigliere nell’ambito della sicurezza nazionale statunitense a Fox News: «Il presidente Xi e il presidente Trump hanno entrambi affermato che è inaccettabile, e che bisogna denuclearizzare la penisola coreana».

Normalmente il regime cinese condanna le azioni militari condotte da singole nazioni, specialmente se rivolte contro la ‘sorella’ comunista nordcoreana, ma è plausibile, invece, che Xi possa tollerare una mossa americana contro Kim Jong Un: questo almeno è il parere del sinologo Zhang Tianliang.
«Xi Jinping – ha spiegato Zhang nel corso di un programma televisivo di Ntdtv – non vede alcun beneficio nel proteggere la Corea del Nord, perché il Paese è finito da tempo sotto l’ala della fazione di Jiang Zemin: Zhou Yongkang, Liu Yunshan e Zhang Dejian sono tutti sostenitori duri e puri del regime nordcoreano».

L’ex leader cinese Jiang Zemin, infatti, è a capo di un’influente fazione politica opposta a quella di Xi Jinping. Zhou Yongkang, Liu Yunshan e Zhang Dejiang sono membri influenti della fazione di Jiang, e tutti membri o ex membri del potente Comitato Permanente del Politburo, il più importante organo di potere nel Partito Comunista Cinese.

Da quando Xi ha preso il potere nel 2012, ha cercato di eliminare la fazione di Jiang dai posti chiave nel regime, mediante una campagna anti corruzione, anche allo scopo di eliminare la cultura corrotta e cleptocratica che Jiang stesso ha promosso. Se Xi riuscirà a evitare di inimicarsi o di provocare gli Stati Uniti, almeno prima di chiudere i conti con Jiang, allora beneficerà anche lui degli «incredibili passi avanti» nelle relazioni Usa-Cina.

Articolo in inglese: Positives for Trump, Xi After US–China Meeting

Traduzione di Vincenzo Cassano



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