‘Medicina rigenerativa’ per la salute delle cellule

Le bacche aiutano a costruire il potente antiossidante superossido dismutasi (SOD), eccellente per ridurre lo stress ossidativo: un fattore chiave nel supporto epatico e nella prevenzione del dolore articolare. (Pubblico dominio / Pixabay)

L’uomo vive, respira ed è capace di auto-curarsi in diversi modi. Niente è più rappresentativo di questo processo della rigenerazione cellulare e della medicina rigenerativa. Ma cos’è la ‘medicina rigenerativa’?

Ogni individuo possiede la capacità di rigenerare le proprie cellule: è programmato per questo, ed è così che cresce, si sviluppa e guarisce. Ad esempio, quando ci si taglia, si guarisce e la ferita scompare dopo una settimana circa: questa è la rigenerazione delle cellule epiteliali.

Anche le ossa e i legamenti sono materia vivente che respira. Ciascuna singola cellula dello scheletro umano viene sostituita ogni sette anni. Tuttavia, l’essere umano non ha la capacità di auto-ricreare una gamba o un braccio, come anche molti altri tessuti (una giovane salamandra, invece, può rigenerare la sua zampa completamente in circa cinque settimane).
Un obiettivo primario della medicina rigenerativa è quindi quello di trovare dei modi per innescare la rigenerazione dei tessuti nel corpo umano o per formare tessuti di ricambio.

Scienziati, medici e futuristi in tutto il mondo, infatti, asseriscono che il futuro della medicina stia nel comprendere come il corpo si sviluppi da una singola cellula e i meccanismi che usa per rinnovarsi durante tutta la vita. In questo modo si potranno sostituire i tessuti danneggiati e intervenire per aiutare l’organismo a rigenerarsi: esiste dunque il potenziale per curare o alleviare i sintomi delle persone con disturbi come malattie cardiache, Alzheimer, Parkinson, diabete, lesioni del midollo spinale e tumori.

Attualmente, dai ricercatori delle cellule staminali (cellule adulte che possono svilupparsi in molti diversi tipi di tessuti) che studiano per indurre il corpo ad auto-guarirsi, sono stati riscontrati risultati positivi nel trattamento dell’insufficienza cardiaca congestizia e nella ricrescita muscolare nei soldati feriti in esplosioni.

RIGENERAZIONE CELLULARE – QUALI ORGANI POSSONO ESSERE RIGENERATI?

Esiste oggi una vasta gamma di terapie basate sulle cellule staminali. Gli scienziati hanno creato patch tissutali per le vittime da bruciatura; inoltre, dato che i diabetici soffrono del danneggiamento delle cellule beta, la rigenerazione di queste cellule è diventato un punto di massima attenzione, e gli scienziati hanno sviluppato le cosiddette ‘isole pancreatiche’ (gruppi di cellule che producono insulina) per trattare il diabete trapiantandone a centinaia.

A causa dell’Alzheimer e della demenza, la rigenerazione delle cellule cerebrali è diventato un altro obiettivo primario. Gli scienziati hanno anche sviluppato cellule cerebrali sane per alleviare i sintomi provocati da malattie come il morbo di Parkinson, e sono stati in grado di modificare geneticamente le cellule, usandole per fornire agenti di guarigione o protezione ad aree ferite o malate del corpo.
Un team internazionale di ricercatori e collaboratori della clinica statunitense Mayo, ad esempio, ha scoperto un modo per rigenerare il tessuto cardiaco: usando la terapia delle cellule staminali al posto dei farmaci per gestire i danni cardiaci, il cuore può infatti auto-ripararsi. Le cellule staminali vengono raccolte dal midollo osseo di un paziente e sottoposte a un trattamento di laboratorio che le induce a trasformarle in cellule cardiache, le quali poi vengono iniettate nel cuore del paziente per sviluppare tessuti cardiaci sani.

(Ajale/Pixabay)

Lo zenzero combatte le infiammazioni dolorose inibendo gli effetti dell’acido arachidonico, un grasso necessario che provoca la risposta infiammatoria (Ajale / Pixabay).

Esistono alltre terapie simili per la rigenerazione del midollo spinale, della cartilagine del ginocchio e dell’anca, per la riparazione del dente e delle gengive, degli occhi e persino del cervello. E, infine, i reni: i ricercatori dell’Istituto Stanford per la biologia delle cellule staminali e di medicina rigenerativa e il centro medico di Sheba e la scuola di medicina di Sackler in Israele, hanno recentemente rivelato come i reni crescano costantemente e abbiano una sorprendente capacità di rigenerarsi – ribaltando l’idea consolidata secondo cui questo fosse impossibile – aprendo un cammino verso nuovi modi di cura e anche di ricrescita dei reni.

Anche il fegato, in questo senso, è tra tutti gli organi del corpo di estrema importanza, in quanto dotato della massima capacità rigenerativa: dopo lesioni o malattie, il fegato può ricrearsi in modo da continuare a svolgere una funzione adeguata, anche se non torna alla propria forma originale.
Quando però il fegato è danneggiato al di là della propria capacità di rigenerazione, si arriva al trapianto, le liste cui di attesa possono essere lunghe; per cui i chirurghi dei trapianti e altri ricercatori stanno sviluppando terapie rigenerative basate su cellule epatiche.

RIGENERAZIONE CELLULARE – FATTORI DI RISCHIO

Ci sono delle preoccupazioni sulla rigenerazione delle cellule. Nonostante il potenziale clinico, ci sono anche rischi potenziali e imprevisti. Un invito a valutare eventuali rischi potenziali dovrebbe essere sempre un prerequisito indispensabile prima di impiegare clinicamente una terapia o dei medicinali basati su cellule staminali.

I rischi, secondo il Journal of Translational Medicine, dipendono dal tipo di cellule staminali impiegate, dal modo in cui vengano somministrate all’organismo, da dove vengano applicate, dalle fasi di manipolazione (si tratta di cellule embrionali o di cellule staminali adulte?), e sono legati all’irreversibilità del trattamento, alla necessità della rigenerazione del tessuto in caso di una perdita tessutale irreversibile e alla sopravvivenza a lungo termine delle cellule impiantate.

I rischi identificati dall’esperienza clinica o i potenziali rischi osservati negli studi sugli animali includono la formazione di tumori, risposte immunitarie indesiderate e infezioni.

In alcuni studi clinici sono stati segnalati effetti indesiderati gravi, che evidenziano la necessità di ulteriori esperimenti. È una scienza ancora giovane: la conoscenza della sua sicurezza e della sua efficacia a lungo termine sono parziali.

I SEI MIGLIORI CIBI RIGENERATIVI PER LE CELLULE

La dieta svolge un ruolo importante nei cicli di rigenerazione del corpo umano. Questo perché le scelte alimentari sono come materiali da costruzione, dalla cui disponibilità dipenderà la qualità delle nuove cellule di ricambio che andranno a costituirsi. È ragionevole, quindi, che mangiando gli alimenti giusti, le cellule appena formate possano essere più forti e sane di quelle che andranno a sostituire.

(Pixabay/Pexels)

I funghi sono ricchi in polifenoli. Questi sono nutrienti noti per aiutare a proteggere le cellule epatiche da danni. (Pixabay / Pexels)

É risaputo: l’infiammazione è la risposta del corpo a lesioni, infezioni, irritazioni o squilibri. Mangiare cibi antinfiammatori può essere un valido aiuto per proteggere e rigenerare le proprie cellule. Cosa prevede una dieta anti-infiammatoria? L’abolizione dei cibi fritti e trasformati, l’introduzione di alimenti interi freschi contenenti fitonutrienti, acidi grassi essenziali e aminoacidi.

I seguenti, sono i sei principali alimenti consigliabili per aiutare la rigenerazione generale delle cellule:

  1. Frutti di bosco. Mirtilli, lamponi, more, aiutano a costruire il potente antiossidante superossido dismutasi (SOD), eccellente per ridurre lo stress ossidativo: un fattore chiave per il supporto epatico e la prevenzione del dolore alle articolazioni. Le bacche sono anche ricche di flavonoidi che riducono l’infiammazione e riparano i danni cellulari.
  2. Broccoli. Il broccolo può non essere il preferito dai bambini, ma questa verdura crucifera è ricca di sulforapan, una sostanza chimica che aumenta gli enzimi nel fegato, che lavorano per neutralizzare le tossine nocive che respiriamo. Inoltre, tutte le verdure crocifere possiedono una molecola chiamata indole-3-carbinolo che riduce gli agenti infiammatori nel sangue.
  3. Radice di zenzero. La radice di zenzero, oltre a risolvere problemi di stomaco, combatte dolorose infiammazioni inibendo gli effetti dell’acido arachidonico, il grasso necessario che innesca la risposta infiammatoria.
  4. Noci e semi. Questi snack pratici hanno grassi sani e proteine per saziarvi a lungo e soddisfare le vostre voglie; ma i loro benefici non finiscono qui: le noci come le nocciole, le mandorle e i semi come quelli di lino, di canapa e di chia contengono molto acido alfa-linolenico, un tipo di grasso omega-3 anti-infiammatorio. I semi contengono anche steroli vegetali, noti anche per le loro proprietà antinfiammatorie.
  5. I funghi, da sempre un pilastro nella medicina tradizionale, come shiitake e i maiitake sono ricchi di polifenoli. Questi sono nutrienti noti per aiutare a proteggere le cellule epatiche da danni. Sostenere il fegato è fondamentale nella lotta contro l’infiammazione, poiché filtra le tossine e scompone gli ormoni.
  6. Pesce grasso e frutti di mare. I frutti di mare contengono l’acido eicosapentaenoico, un acido grasso omega-3 che è un potente anti-infiammatorio. Diversi studi dimostrano che l’olio contenuto nel pesce può agire da antinfiammatorio.

Articolo in inglese: 6 Best Cell Regeneration Foods

Traduzione di Massimo Marcon

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