Russiagate, partono le indagini su Trump

Il presidente Usa Trump ora presunta “ostruzione della giustizia”. (Foto: Brigitte N. Brantley/dpa)

Robert Mueller, investigatore speciale sulle presunte ingerenze russe nella politica americana, è del parere che Trump abbia intralciato la giustizia. Così afferma il Washington Post.

Il presidente degli Stati Uniti ha commentato le affermazioni su Twitter giovedì: «Si sono inventati una finta storia sulla collusione con la Russia, non hanno trovato alcuna prova, e ora parlano di ostruzione della giustizia riguardante questa finta storia. Bello».

Negli ultimi mesi, la comunità dell’intelligence ha a poco a poco fatto trapelare sospetti e accuse, rifiutando allo stesso tempo di riconoscere che contro il presidente non fosse stato trovato nulla. Il 9 maggio Trump ha reagito improvvisamente, licenziando il capo dell’Fbi James Comey.
Come Comey stesso ha ammesso la scorsa settimana, vi erano altri estratti di conversazioni che intendeva rendere pubblici e che discrediterebbero Trump.

E ora, nonostante Trump non sia mai stato oggetto di un’indagine sulla questione delle ingerenze russe, le soffiate dei servizi segreti hanno creato una situazione tale per cui l’indagine su Trump si è realmente venuta a creare.

FORTI CRITICHE SULLE SOFFIATE

L’avvocato di Trump, Marck Kasowitz, ha criticato il lavoro del Washington Post, affermando che le soffiate sarebbero «scandalose, inscusabili e illegali».

Il presidente del Comitato Nazionale dei Repubblicani di Trump, Ronna McDaniel ha affermato: «Qui l’unico crimine è la continua condivisione illegale di informazioni». La McDaniel ha anche osservato che «non vi è ancora alcuna prova giuridica».

Il capo dell’Fbi dimissionario Comey era stato ascoltato la scorsa settimana dal Senato. Durante l’udienza era venuto fuori che Trump aveva affermato di ‘sperare’ che Comey avrebbe messo fine alle indagini contro Michael Flynn, ma non glielo aveva ordinato.

COSA AFFERMA IL WASHINGTON POST

Secondo il Washington Post, Mueller indagherà sul comportamento avuto da Trump nei confronti del direttore dell’intelligence Dan Coats a marzo: Coats avrebbe infatti raccontato ad altri che il presidente degli Usa gli aveva chiesto di fare pressione sull’allora capo dell’Fbi James Comey per mettere fine alle indagini contro Flynn.
Pochi giorni dopo, il direttore Coats e il capo dell’Nsa Mike Rogers hanno dichiarato pubblicamente che non vi è alcuna prova di accordi illegali con la Russia per la campagna elettorale di Trump.
Il Washington Post è uno dei media che Trump sta combattendo con maggiore forza.

PUTIN DEFINISCE LA LOTTA DI POTERE AMERICANA «PERICOLOSA E VILE»

La Russia continua a negare di avere avuto qualcosa a che fare con le elezioni Usa.

«Coloro che con slogan anti-russi cercano di destabilizzare» la situazione politica interna degli Usa sono «pericolosi e vili», ha affermato Putin: «Quando abbiamo osservato all’inizio la lotta politica interna, l’abbiamo trovata comica. Oggi l’abbiamo trovata non solo triste, ma anche preoccupante, perché è difficile immaginare che altro le persone possano ancora pensare di questa assurdità».

Il Senato americano sembra star valutando la possibilità di imporre sanzioni contro la Russia per via dell’influenza che avrebbe esercitato sulle elezioni americane.

 

Articolo in tedesco: Trump direkt im Visier der Ermittler – trotz „null Beweise für Absprache mit Russen“

Traduzione di Vincenzo Cassano

 

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