Ricordo delle vittime di Milano: presidente Anm chiede rispetto per la magistratura

Il presidente dell’Anm Rodolfo Sabelli in una immagine d’archivio. Durante la commemorazione per le tre vittime della sparatoria di Milano ha chiesto maggiore rispetto per la mgistratura (screenshot Youtube)

Commemorazione e rispetto. Il giorno dopo la sparatoria nel Tribunale di Milano, il presidente dell’Associazione nazionale magistrati Rodolfo Sabelli ricorda le tre vittime, chiedendo un maggiore impegno delle istituzioni per favorire un clima di serenità nei confronti di chi lavora nella aule di giustizia.

Il killer, Claudio Giardiello imprenditore di 58 anni, è ora indagato per omicidio plurimo premeditato, tentato omicidio e lesioni gravi. Verrà interrogato lunedì ma le motivazioni del suo gesto sono già trapelate dal carcere: riteneva di essere stato «rovinato dal tribunale, è l’origine di tutti i mali», ha riportato Tgcom24. I proiettili sarebbero stati quindi esplosi per vendetta. Un aspetto ritenuto importante da Sabelli, che vede nella sparatoria di ieri un simbolo della lacerazione dei rapporti tra società civile e magistratura.

«Siamo qui per chiedere rispetto», ha detto il presidente dell’Anm a termine del minuto di silenzio in ricordo delle tre vittime: il giudice fallimentare Fernando Ciampi; l’avvocato Lorenzo Alberto Claris Appiani, ex legale del killer in aula come testimone; Giorgio Erba, coimputato al processo per bancarotta fraudolenta con Giardiello.

Sabelli ha rimarcato la parola solitudine. All’interno dell’Aula Magna del Tribunale, piena oltre ogni limite con persone in piedi e all’esterno per ricordare e applaudire, il presidente Anm ha definito la strage come il risultato di «troppe tensioni che si raccolgono sulla giustizia», così come della «troppa rabbia che si genera su chi esercita la giurisdizione», rivolgendo un appello a ripartire da zero per ricucire una serenità incrinata.

Due i feriti: l’avvocato di diritto commerciale Stefano Verna, che è stato colpito a una gamba, e Davide Limongelli un socio di Giardiello nelle sue attività nell’immobiliare. È stato colpito più volte al corpo ed operato al Niguarda di Milano, non sarebbe in pericolo di vita.

All’esterno del tribunale Sabelli ha poi rimarcato il concetto a SkyTg24 «Il fatto accaduto ieri al ?‎Tribunale di Milano? assume un valore tragicamente simbolico anche di una solitudine. Le persone che sono morte sono state lasciate sole da un sistema di sicurezza inadeguato, sono il simbolo di una solitudine a fronte anche di una legalità che non sempre ha avuto quel riconoscimento che merita come fondamento della nostra democrazia».

È in programma per la prossima settimana una riunione tra il ministro della Giustizia Andrea Orlando e i procuratori generali competenti sulla sicurezza nei tribunali. Sulla questione si era espresso anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella tarda serata di ieri durante una seduta straordinaria del Consiglio superiore della Magistratura, chiedendo ai vertici degli uffici giudiziari di «prendere i dovuti provvedimenti perché simili fatti non si ripetano».

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