Regioni contro legge di stabilità: «Manovra insostenibile»

«La manovra è insostenibile per le Regioni a meno di non incidere sulla spesa sanitaria», ha detto ai giornalisti Sergio Chiamparino, presidente della conferenza delle Regioni, che ha poi continuato: «il Governo fa delle legittime e condivisibili manovre di politica economica ma usando risorse che sono di altri enti: l’elemento incrina un rapporto di lealtà istituzionale e di pari dignità».

Per questo è stato chiesto al Governo un incontro urgente per giungere ad un accordo comune. «Riteniamo che vi possano essere margini per cercare di rendere le cose sostenibili», ha dichiarato sempre il governatore del Piemonte ai giornalisti.

Dalla Lombardia Maroni ha confermato: «Ci sono quattro miliardi di tagli alle Regioni, due dei quali sono i nuovi fondi alla sanità datici a luglio, che adesso sarebbero inopinatamente tagliati», ritenendo ingiusto il comportamento del Governo che non ha interpellato gli enti locali coinvolti nella manovra «Non è che il Governo può prima fare un accordo e poi togliere di mezzo questo accordo senza coinvolgere chi ha firmato», riporta il Corriere.

Sempre sulla stessa linea di pensiero, anche Nicola Zingaretti, presidente della regione Lazio: «è semplice abbassare le tasse con i soldi degli altri. Le Regioni sono chiamate ora a finanziare scelte che non abbiamo preso noi ma il Governo», ha detto a margine della Conferenza.

Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha affermato che come conseguenza dei tagli alle Regioni, le stesse potrebbero aumentare a loro volta il prelievo fiscale dai cittadini. Il ministro ci tiene però a sottolineare che diminuendo la spesa pubblica «ci sono ampi margini di miglioramento dell’efficienza», riporta Adnkronos. Infatti, secondo Padoan, il pressing sulle Regioni è affinché queste ultime aumentino l’efficienza e non le tasse.

Lo stesso Chiamparino ha dichiarato tuttavia che preferirebbe dimettersi piuttosto che aumentare l’Irap e, sulla questione, tranquillizza: «Nessuno di noi vuole alzare le imposte, siamo consapevoli che il sistema Paese ha bisogna del contrario».

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