Monsanto, luci e ombre di una multinazionale

Gli attivisti di Greenpeace fanno volare un aquilone che mostra una pannocchia di mais gigante in segno di protesta contro la coltivazione di mais geneticamente modificato. Secondo Greenpeace, Monsanto dissemina le sementi transgeniche di tipo MON810. (Michael Kappeler/AFP/Getty Images)

Questo articolo (tradotto dall’edizione statunitense di Epoch Times) contiene critiche precise e circostanziate alla condotta della multinazionale alimentare Monsanto. Epoch Times Italia ha offerto, senza ottenere risposta, diritto di replica alla sede italiana della Monsanto, alla quale si impegna a offrire in futuro spazio di replica, qualora richiesto.

Come è noto, la Monsanto è una multinazionale miliardaria leader mondiale nel mercato delle sementi ed è presente in cento Paesi con numerose filiali. Tuttavia non tutti sanno che nella sua storia, prima di monopolizzare i mercati alimentari e chimici, produceva ingredienti artificiali, materie plastiche, ormoni della crescita, materiali non biodegradabili e perfino armi da guerra. Di seguito, una sintesi di diversi fatti poco noti riguardanti questa multinazionale.

(John Thys / AFP / Getty Images)

1 COCA-COLA

Nel 1902 la Monsanto ha venduto alla Coca-Cola Company il suo primo prodotto: un dolcificante artificiale chiamato ‘saccarina’; tre anni dopo ha cominciato a fare profitti vendendo vanillina e caffeina. Negli anni 70 la saccarina ha subito una brusca diminuzione del consumo a seguito di uno studio che aveva dimostrato l’insorgenza del cancro nei topi; da quel momento è stata inserita nella lista delle sostanze cancerogene stilata dal National Institutes of Health. Tuttavia, questa sostanza viene ancora utilizzata in bevande, prodotti alimentari industriali, medicinali, gomme da masticare, confettura, dentifricio e cibo ‘industriale’.

2 DDT

Nel 1944, Monsanto e altre quindici società hanno iniziato a produrre il noto insetticida Ddt. Erano gli anni della Seconda guerra mondiale, e il Ddt veniva impiegato per uso civile contro i pidocchi, la malaria e per contenere le malattie che i soldati prendevano dalle zanzare durante i trasferimenti. A centinaia di migliaia di soldati americani era distribuito il Ddt in polvere con l’ordine di cospargerlo nei sacchi a pelo. Nonostante le affermazioni della Monsanto sulla sicurezza di questo insetticita, la ricerca negli anni 70 ha confermato che è tossico, e grazie alle pressioni dell’opinione pubblica è stato vietato nel 1972. Gli Stati Uniti e le autorità internazionali classificano il Ddt come un probabile agente cancerogeno per l’essere umano.

3 ARMI DA GUERRA

Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’azienda multimiliardaria americana è stata coinvolta nella creazione della prima bomba nucleare in quello che viene definito il ‘Progetto Manhattan’. In aggiunta, sono poi emersi dei documenti dell’esercito che hanno collegato la Monsanto al fosforo bianco, un elemento che è stato recentemente utilizzato nella Striscia di Gaza contro i civili, e anche a El Salvador, in Libano e in altri Paesi tra cui il Vietnam durante la guerra con gli Usa degli anni 60-70.
La Monsanto ha anche svolto un ruolo da protagonista in varie guerre in tutto il mondo, producendo policlorobifenili (una categoria di inquinanti persistenti), Ddt e Agente arancio (il noto defoliante utilizzato dall’esercito statunitense sempre nella guerra del Vietnam).

Un agricoltore spruzza dei pesticidi a Bailleul, a nord della Francia. (Philippe Huguen/AFP/Getty Images)

4 VIETNAM E DIOSSINA

Oltre al Progetto Manhattan, Monsanto ha creato le armi chimiche nella guerra del Vietnam. Durante l’ ‘Operazione Ranch Hand’, gli aerei americani spruzzarono 72 milioni di litri di Agente arancio, causando l’intossicazione di oltre un milione di uomini, donne e bambini vietnamiti, che furono esposti a una delle sostanze chimiche più tossiche del pianeta: la diossina. Furono intossicati anche oltre centomila soldati americani.
I fornitori principali di questa arma chimica erano Monsanto e Dow Chemicals, ma la Monsanto è stata in grado di produrrne una versione meno costosa e a effetto più rapido, motivo per cui questa azienda è stata considerata l’imputato chiave nella causa intentata dai veterani del Vietnam.
I sopravvissuti dell’operazione Ranch Hand, sperimentarono nausea, eruzioni cutanee, mal di testa, stanchezza estrema, depressione, tendenze suicide, rabbia violenta, problemi cognitivi, difetti alla nascita, neuropatie periferiche (danni ai nervi), cancro e deformità del corpo.
Più di tre milioni di soldati americani (e i loro figli) sono stati anche vittime dell’Agente arancio. Nel 1987, Monsanto ha infatti dovuto pagare 180 milioni di dollari di risarcimento ai veterani del Vietnam.

Ma l’Agente arancio non ha solamente danneggiato le persone coinvolte nella guerra. Nel 2012, la Monstanto ha dovuto pagare 93 milioni di dollari di risarcimento per una causa persa contro migliaia di querelanti di Nitro, in West Virginia. I residenti avevano infatti affermato di essere stati avvelenati per decenni da sostanze chimiche cancerogene che venivano utilizzate in uno stabilimento della multinazionale per produrre l’Agente arancio.

5 DISNEYLAND E POLISTIROLO

La Monsanto ha anche contaminato il ‘luogo più felice della Terra’, creando per Disneyland alcune attrazioni interamente in plastica non biodegradabile: una di queste è stata denominata ‘La casa del futuro’.
Ma quando la Disney ha deciso di rimuovere le attrazioni della multinazionale, non ha potuto smontare i pezzi come per altre attrazioni di plastica, poiché è stato necessario comprimerli in un camion, per poi tirarli fuori una volta usciti dal parco divertimenti.

La Monsanto ha anche contribuito a un altro disastro legato ai materiali non biodegradabili, ma questa volta c’entra il polistirolo: nel 1941 la produzione di polistirene (comunemente chiamato polistirolo) divenne un punto focale per la multinazionale. Questo materiale plastico è costituito da petrolio e viene utilizzato nei materiali da imballaggio, nelle parti di automobile, nella conservazione degli alimenti e in prodotti farmacologici. Dal momento che il polistirene non è biodegradabile, è stato definito il più grande prodotto di scarto ambientale del pianeta e viene considerato il componente principale dei rifiuti marini.
L’università di Harvard ha affermato che «gli impatti ambientali della produzione di polistirene nelle categorie riguardanti il consumo di energia, i gas a effetto serra e l’effetto ambientale totale, raggiungono il secondo posto dietro l’alluminio».
Dal momento che il polistirolo è costituito da stirene e benzene – entrambe neurotossine – l’esposizione cronica a questo materiale è stata associata a numerosi problemi di salute, quali depressione, mal di testa, affaticamento, insufficienza renale e debolezza. Inoltre è stato scoperto che i contenitori di alimenti in polistirolo emanano tossine quando entrano in contatto con cibi caldi, bevande, alcol e alimenti acidi.

6 ASPARTAME

Una volta l’aspartame compariva in una lista del Pentagono che elencava le sostanze chimiche e biologiche utilizzate in guerra, ma dal 1974 è approvato dalla Food and Drug Administration [l’ente governativo statunitense che regolamenta i prodotti alimentari e farmaceutici, ndt].
L’aspartame è attualmente presente in oltre quattromila prodotti in tutto il mondo e viene consumato da oltre 200 milioni di persone solamente negli Stati Uniti. Questi 200 milioni di consumatori forse non sanno che l’aspartame aggrava il quadro clinico di malattie a cui si è predisposti e ne complica altre, come il lupus, la sclerosi multipla, il morbo di Parkinson, il diabete e le allergie.

All’inizio degli anni 80 i consumatori di NutraSweet, una compagnia americana che produce e vende dolcificanti artificiali, lamentavano mal di testa, vertigini, vomito, nausea, offuscamento della vista, crisi epilettiche, convulsioni e una miriade di altre reazioni all’aspartame. Nonostante i reclami sull’aspartame abbiano rappresentano l’80-85 per cento di tutti i reclami alimentari esposti alla Food and Drug Administration, questa sostanza è ancora presente negli scaffali di alimentari americani (ed europei).

7 POLICLOROBIFENILI

I policlorobifenili, noti anche come i Pcb, sono un’invenzione della Monsanto, che ne ha tratto profitto brevettandoli. Nei primi anni 20, i policlorobifenili venivano impiegati come lubrificanti, oli da taglio e fluidi idraulici, fino a quando la scienza ha dimostrato che questi composti sono uno degli agenti cancerogeni più letali in assoluto, e che le sostanze chimiche in essi presenti sono correlate all’insorgenza di malattie auto-immuni, difetti alla nascita, cancro, disfunzioni, fino a provocare la morte.

Nel 1979, il Congresso degli Stati Uniti ne ha vietato la produzione, in quanto ha riconosciuto i Pcb come un’importante tossina ambientale e un inquinante persistente. Tuttavia la multinazionale americana, invece di smaltire le riserve di Pcb nella maniera più indolore possibile per l’ambiente e la salute umana, lo ha scaricato in una miniera a cielo aperto nei pressi di Anniston, in Alabama. I Pcb si sono poi sedimentati e nell’arco di quartant’anni hanno causato l’avvelenamento dei residenti locali inconsapevoli.
Nel 2003, Monsanto ha dovuto rimediare a questo immane disastro e ha pagato oltre 600 milioni di dollari agli abitanti di Anniston, che hanno contratto malattie al fegato, disturbi neurologici e cancro dopo l’esposizione ai Pcb.

Ma l’Alabama non è stata l’unica vittima. Il 99 per cento di tutti i Pcb sono stati prodotti in uno stabilimento a Sauget, in Illinois, e attualmente questo Stato americano ha uno dei più alti tassi di nascita prematura e morte fetale ed è sede di due siti ‘Superfund’. Un sito Superfund è definito dall’Agenzia americana per la Protezione dell’ambiente come «un luogo incontrollato o abbandonato in cui si trovano rifiuti pericolosi, che molto probabilmente condizionano gli ecosistemi locali o le persone». Sebbene queste sostanze siano state vietate negli anni 70, rimangono tuttora nelle acque del Dead creek a Sauget in Illinois, dove si trovava lo stabilimento della Monsanto che produceva i Pcb.

Negli Stati Uniti le cause legali e i casi provati di contaminazione da Pcb continuano a proliferare ancora oggi. Per esempio la città di Oakland, in California, ha intentato una causa contro la Monsanto per presunte responsabilità nella contaminazione dell’acqua piovana della città, così come di quella della baia di San Francisco. Inoltre, uno studio recente della Portland State University ha rivelato che le ostriche native del Pacifico nord-occidentale contengono un cocktail di Pcb, glifosate e prodotti farmaceutici.

8. ORMONE DELLA CRESCITA

L’ormone ricombinante della crescita bovina (rBgh) della Monsanto è un ormone geneticamente modificato che viene iniettato nelle mucche per aumentarne la produzione di latte. Migliorando artificialmente la produzione di latte, questa sostanza aumenta anche i livelli di pus, dei residui di antibiotici e di un ormone che accelera la crescita del cancro chiamato IGF-1.
Quando questa sostanza viene ingerita dall’uomo, continua ad agire come un acceleratore cancerogeno ed è correlato al tumore al seno, del colon e della prostata. Molti produttori rifiutano di utilizzare questo ormone e hanno iniziato a etichettare i loro prodotti come ‘Senza rBgh’.

9 GLIFOSATE

Dopo il divieto del Ddt, l’erbicida Roundup è diventato un prodotto di punta della Monsanto. Il glifosate, l’ingrediente principale contenuto nel Roundup, veniva originariamente utilizzato come agente disincrostante per pulire i depositi di acqua nei tubi industriali fino al 1970, quando il chimico della multinazionale John E. Franz ha scoperto in questo composto un potente diserbante.

Dopo aver venduto il Roundup, i ricavi della Monsanto sono cresciuti del 20 per cento e dagli anni 80 agli anni 90 Roundup ha fruttato il 45 per cento dei redditi. Il glifosate è ormai l’erbicida più utilizzato al mondo: basti pensare che nel 2012, secondo l’American Geological Survey, ne sono stati spruzzati almeno 127 milioni di chilogrammi sui terreni agricoli americani. Statistiche scioccanti, se si pensa che il glifosate è correlato all’insorgenza di cancro, sterilità, abbassamento del sistema immunitario e disfunzione erettile.

Ma non è solo la salute umana che sta peggiorando a causa del glifosate. Nel 2015, uno studio ha mostrato una diminuzione record delle farfalle monarca a causa dell’utilizzo di Roundup. Uno studio del 2010 dell’Università di Buenos Aires ha anche scoperto che l’iniezione di glifosate (il principio attivo nel Roundup) negli embrioni di pollo e di rana ha causato lo stesso tipo di difetti spinali che i medici hanno riscontrato, con sempre maggiore frequenza, nelle comunità in cui vengono utilizzati prodotti chimici agricoli. L’Organizzazione mondiale della Sanità ha dichiarato il glifosate come un «probabile cancerogeno».

10 OGM

Monsanto è stata la prima azienda a brevettare con successo i semi Ogm. Nel 2001, possedeva il 91 per cento delle coltivazioni di Ogm in tutto il mondo, mentre ha iniziato l’introduzione di colture geneticamente modificate nella catena alimentare nel 1997. Le colture Ogm della Monsanto (che resistono al Roundup) sono state sviluppate per aiutare gli agricoltori a controllare le erbe infestanti ed eliminare il fogliame indesiderato. Queste colture sono la soia, il mais, la colza, l’erba medica, i semi di cotone e il sorgo, mentre il grano è in fase di sviluppo. Tutte colture che al giorno d’oggi compaiono in oltre il 75 per cento dei prodotti alimentari trasformati.
La Monsanto ha venduto la tecnologia Ogm agli agricoltori, promettendo accesso ai mercati di tutto il mondo, un minore utilizzo di sostanze chimiche e rendimenti più elevati. 

11 DIRITTO DI INFORMAZIONE

Una pietra miliare del tentativo di etichettare gli Ogm è stata una proposta di legge della California chiamato Proposta 37 o ‘California right to know’ [Diritto alla conoscenza della California, ndt]. Questa legge avrebbe concesso ai consumatori il diritto di conoscere gli ingredienti geneticamente modificati nel cibo in modo da poter compiere una scelta consapevole, ma la proposta è fallita. A oggi, il diritto alla conoscenza sugli Ogm negli Usa è assicurato da una sola vittoria a livello legislativo nello Stato del Vermont, ed è entrato in vigore il 1 luglio 2016.

Una proposta simile, contestata anche dalla Monsanto, è stata la Proposta 65, che è riuscita a passare in California. Questa proposta richiede ai produttori di identificare nell’etichetta i propri prodotti che contengano sostanze chimiche nocive, e permette ai cittadini di intentare causa nei casi previsti dalla legge.

Esiste infine il controverso Safe and Accurate Labelling Act, meglio conosciuto come Dark Act: questa legge prevede l’annullamento delle norme di etichettatura della Food and Drug administration e impone l’etichettatura nazionale obbligatoria agli Ogm.

12 GLI AGRICOLTORI

Prima che la Monsanto entrasse nel settore alimentare, l’America era costituita da un mosaico di piccole aziende a conduzione familiare. Oggi gli agricoltori ‘Ogm’ dipendono da Monsanto per avere i tipi di semi e anche per le sostanze chimiche necessarie a farli crescere. Questo altera la vecchia tradizione di mettere da parte i semi per il raccolto successivo e lavorare in accordo alla natura per avere una resa maggiore. Per cui non possono più mantenere i loro semi, condividerli con gli agricoltori locali o scambiarli quando le risorse sono basse. Cosa ancora più preoccupante, interi raccolti restano contaminati da semi Ogm, poichè le aziende agricole confinanti subiscono il noto fenomeno dell’impollinazione incrociata.

Per produrre un bicchiere di latte vengono utilizzate tecnologie come mono-colture, allevamenti intensivi, montaggio del Dna, agricoltura Ogm e agricoltura guidata da sovvenzioni che utilizza centinaia di chilogrammi di prodotti chimici tossici.

Ma gli agricoltori stanno reagendo, intentando cause e presentando denunce di contaminazione. Un coltivatore di grano ha dichiarato di essersi ammalato nel 2004 a causa del diserbante della Monsanto: problemi neurologici, perdita di memoria, mal di testa e balbuzie, sarebbero insorti dopo aver inavvertitamente inalato l’erbicida. Nel 2012 l’agricoltore ha vinto la causa e dopo il ricorso della Monsanto, ha vissuto un altro momento storico: la Corte d’Appello ha ritenuto la multinazionale «responsabile» dell’intossicazione, ordinando il «pieno risarcimento».

13 TASSE E SOVVENZIONI

I cittadini americani stanno sovvenzionando le colture Ogm attraverso le tasse: attualmente, gli Ogm costituiscono oltre il 75 per cento dei prodotti alimentari industriali, che derivano da miliardi di dollari in contributi ai sussidi agricoli. Le colture maggiormente sovvenzionate spesso sono anche quelle geneticamente modificate.

Per approfondire:

Articolo in inglese: ‘15 Things You Should Know About Monsanto

Articolo originariamente pubblicato su www.NaturallySavvy.com

Traduzione di Massimiliano Russano



Top