Quarta giornata, Juve ko e Napoli celebra il primato

Arkadiusz Milik festeggia dopo il gol del 3 a 1 contro il Bologna, 17 settembre 2016 (Francesco Pecoraro/Getty Images).

La quarta giornata di campionato è una domenica inusuale, per noi, che siamo abituati a vedere la Juventus festeggiare, e per gli stessi tifosi bianconeri, difficilmente lasciati all’asciutto di punti dalla loro squadra del cuore.

Eppure l’Inter ce l’ha fatta: è un chiaro segnale di ripresa dal suo inizio di campionato un po’ tentennante, ed è per i nerazzurri la seconda vittoria consecutiva, dopo quella sofferta contro il Pescara. È una vittoria quella dell’Inter, che rimescola le carte del campionato e ristabilisce vecchi equilibri, quando l’Inter faceva l’Inter, e quando ogni volta il derby d’Italia era una sfida tutt’altro che scontata (era dal 2012 che l’Inter non vinceva in campionato con la Juve).

Ma soprattutto, è una domenica di rivincite. La sconfitta della Juventus non solo ha permesso alle altre squadre di accorciare le distanze, ma ha proiettato il Napoli prima in classifica a 10 punti, solitaria, dopo la vittoria per 3 a 1 contro il Bologna. Il primato è senza dubbio meritato, per una squadra finora pressoché impeccabile in tutti i reparti, e ha il sapore di rivalsa nei confronti dell’eterna rivale Juventus, che non è riuscita questa volta a mandare a segno l’ex pupillo dei partenopei, Gonzalo Higuain. La rivincita del Napoli diventa dunque doppia.

I partenopei infatti, con Milik davanti al posto di Higuain, sembrano addirittura più fluidi nei meccanismi rispetto all’anno scorso, perché riescono a far girare di più il pallone e a fare cross alti per sfruttare la stazza e l’elevazione del nuovo arrivato. Milik con 4 reti in quattro partite è già il secondo miglior marcatore del Napoli, dopo uno straordinario Callejon (5 reti).

A sorridere questa volta è anche l’altra di Milano, il Milan, che con la vittoria di misura contro la Sampdoria si riporta nelle zone medio-alte della classifica. A differenza dell’Inter però, è troppo presto per dire che anche il Milan è tornato, dato che in questa partita la vittoria era quasi d’obbligo per Vincenzo Montella, dopo la sconfitta casalinga con l’Udinese e quella subita in trasferta contro il Napoli.

Il Pescara di Oddo, fino a questo momento piuttosto convincente, è invece crollato letteralmente contro una Lazio in splendida forma, che si è portata a 7 punti, terza dietro Napoli e Juventus, assieme a Chievo, Inter e Roma.

Di questo gruppetto a 7 punti, solo la Roma non è riuscita ad approfittare della sconfitta dei bianconeri. I giallorossi si sono arresi all’ultimo a una Fiorentina non proprio irresistibile, sprecando diverse occasioni per portarsi in vantaggio. Dzeko in primis non è riuscito a finalizzare. C’è da dire però che la partita è stata viziata da un fuorigioco dei viola proprio in occasione della conclusione a rete di Badelj, dove Szczesny sembra avere la visuale ostruita da un giocatore viola che si trovava oltre la linea difensiva giallorossa. Dzeko ha inoltre protestato per un fallo subito a centro area, ma Rizzoli ha deciso che non ci fossero gli estremi per il rigore.

Bella invece la prova del Chievo che capovolge le sorti dell’incontro dopo il tuffo di testa di Zapata per i Friulani, andando a segno prima all’82’ con Castro, e poi in extremis al 95′ con Cacciatore. E altrettanto bella la vittoria netta per 2 a 0 del Sassuolo di Eusebio Di Francesco sul Genoa.

Tra Torino ed Empoli è finita a reti inviolate, mentre nelle zone più basse della classifica spicca il 3 a 0 del Cagliari contro l’Atalanta, che grazie alla splendida doppietta di un Borriello migliore in campo prova così a staccarsi dal gruppetto di fondo, dove giacciono la stessa Atalanta, il Palermo e il Crotone rispettivamente a 3, 2 e 1 punti. Proprio Palermo e Crotone si sono affrontate in quello che alcuni hanno forse troppo avventatamente definito ‘scontro salvezza’, una rete per parte il risultato finale.

Esempio di forza, perseveranza e coraggio è l’esordio in Serie A di Fabio Pisacane all’età di 30 anni. Il calciatore napoletano, dopo aver vinto la sua gara più importante, sconfiggendo una malattia che nei casi più gravi può portare alla paralisi (sindrome di guillain-barré), è riuscito finalmente a esordire nella massima serie con la maglia del Cagliari. Queste di Sport e di Vita, dopotutto, sono alla fine le vittorie che contano.

 



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