Prove di guerra intorno alla penisola coreana

La portaerei USS Nimitz che insieme alle altre due portaerei statunitensi USS Ronald Reagan e USS Theodore Roosevelt ha condotto una speciale esercitazione militare vicino la penisola coreana (KIM JAE-HWAN:AFP:Getty Images)

Tre portaerei statunitensi insieme con altre navi da guerra, hanno da poco concluso una speciale esercitazione militare in collaborazione con la Corea del Sud e il Giappone, nell’Oceano Pacifico occidentale.

L’addestramento, durato quattro giorni, è stato ritenuto necessario dopo le molteplici minacce nucleari della Corea del Nord, ed è finito in concomitanza con il ritorno a casa del presidente americano Donald Trump, dopo la sua visita in Asia durata 12 giorni.
In una delle ultime minacce, le autorità della Corea del Nord hanno affermato che «L’America si trova sull’orlo del burrone»; l’8 novembre i media di regime nordcoreani hanno dichiarato che «Gli Stati Uniti devono prendere una decisione chiara […] se non vogliono un orribile e tragico disastro nucleare».

Missili balistici in parata a Pyongyang, Corea del Nord, foto rilasciata dalla Korean Central News Agency (KCNA) il 16 aprile 2017. (STR/AFP/Getty Images)

Le portaerei statunitensi Uss Ronald Reagan, Uss Nimitz, e Uss Theodore Roosevelt, hanno preso parte alle esercitazioni nel Pacifico Occidentale dall’ 11 al 14 novembre.

Un portavoce della flotta degli Stati Uniti di stanza nel Pacifico Occidentale, ha spiegato che attraverso le esercitazioni il gruppo d’assalto può migliorare l’azione interforze.
Nicole Schwegman, dell’ufficio statunitense della Pacific Fleet Public Affairs Office, ha spiegato che «l’operazione è molto complicata, ovviamente ci sono molti mezzi da manovrare e tante navi da muovere, ma (attraverso l’addestramento) ci si rende conto di come operare insieme, quando si ha una tale quantità di navi».

La posizione ufficiale della Marina americana è che le portaerei stavano conducendo le esercitazioni solo per valutare le proprie capacità, e per mandare un segnale dell’impegno degli Stati Uniti nell’area.
L’ammiraglio Scott Swift, comandante della flotta del Pacifico Occidentale ha dichiarato: «È una rara opportunità effettuare manovre con due portaerei insieme, e ancora più raro farlo con tre. Una forza d’attacco con portaerei multiple è davvero complessa», aggiungendo che si sta parlando dell’impegno corazzato della flotta del Pacifico per la sicurezza e la stabilità della regione.

Ma l’esercitazione ha anche dato forza alla posizione del presidente Trump, nello spingere il dittatore nordcoreano Kim Jong Un al tavolo delle trattative, per mettere fine al programma nucleare.
Ora la portaerei Nimitz è pronta per tornare negli Stati Uniti in data non precisata, la Roosevelt si appresta a tornare al suo posto nella Quinta Flotta, che era già impegnata nell’operazione Inherent Resolve volta a combattere l’Isis in Iraq e Siria. Entrambe le navi infatti si erano unite alla Settima Flotta, per monitorare la penisola coreana.

Soldati americani e sudcoreani in collaborazione, 30 maggio 2013 (Jung Yeon-je/AFP/Getty Images)

La Marina Usa ha dichiarato inoltre che le navi stavano conducendo varie operazioni, come la difesa dello spazio aereo, la sorveglianza in mare e prove tecniche di combattimento in aria.
È la prima volta dal 2007 che tre portaerei operano insieme, conducendo un addestramento che le rende capaci di rispondere rapidamente a ogni eventualità nella regione.
L’area dell’Asia nel Pacifico è stata ultimamente un punto chiave per la Marina, da quando la tensione nella penisola coreana e nel Mar Cinese Meridionale sono aumentate. La Cina infatti ha recentemente rivendicato la sovranità sulla maggior parte del Mar Cinese Meridionale, ignorando le zone di esclusività economica delle nazioni confinanti (Filippine, Indonesia, Taiwan, Vietnam, Tailandia, Malesia e Singapore), sancita dalla Convenzione delle Nazioni Unite nella Legge del Mare del 1996.

La Settima Flotta Usa ha in passato condotto esercitazioni militari nella regione intorno alla penisola coreana e al Mar Cinese Meridionale, spesso in collaborazione con gli alleati della Corea del Sud e del Giappone. I test di missili balistici atomici della Corea del Nord hanno infatti spinto le tre nazioni a incrementare le esercitazioni militari.

La Cina invece ha ultimamente annullato per un anno le sanzioni economiche alla Corea del Sud, dopo che il Paese ha deciso di non firmare un accordo trilaterale con il Giappone e gli Stati Uniti, e di non incrementare il sistema anti-missili balistici, non schierandosi a fianco del sistema missilistico americano.

Il giornale del regime nordcoreano Rodong Sinmun, nell’edizione di domenica scorsa, ha denunciato le esercitazioni militari degli Stati Uniti, dell’Australia e della Corea del Sud, condotte vicino alla costa della Corea del Sud, descrivendole come «un’imperdonabile cospirazione militare», dirette dai «fantocci» della Corea del Sud; ha concluso infine con una minaccia: «È chiaro a quale catastrofica fase condurranno questi giochi alla guerra».
Le esercitazioni includevano infatti anche il cacciatorpediniere Chafee e le navi della Marina della Repubblica di Corea e del Giappone. I tre Paesi hanno messo in atto una strategia nominata ‘interdizione marittima’, volta – in caso di guerra – ad annientare le linee di approvvigionamento e le navi nemiche, prima che possano causare il benché minimo danno.

 

Articolo in inglese: 3 US Aircraft Carriers Conduct Rare Military Exercises in Western Pacific

Traduzione di Fabio Cotroneo

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