Bandire i Partiti comunisti, la mozione al Comune di Milano

Massimiliano Bastoni, consigliere comunale (Lega Nord) di Milano, in una foto a Palazzo Marino. Recentemente ha presentato una mozione per mettere al bando i partiti comunisti. La proposta è avvalorata dalla risoluzione n.1481 del 2006 nella quale il Consiglio d’Europa espone la necessità di una condanna internazionale dei crimini del comunismo. (Davide Giannotti/Epoch Times)

MILANO – Sebbene le ideologie totalitarie del mondo occidentale sembrino essersi estinte, i fenomeni sociali che caratterizzano presente e passato non andrebbero trascurati, soprattutto se fortemente negativi.

Oltre al 27 gennaio, famoso Giorno della memoria in ricordo delle vittime del nazismo, nel 2005 il Parlamento italiano ha dichiarato il 9 novembre Giorno della libertà (legge n.61) per non dimenticare la caduta del muro di Berlino, evento simbolo della liberazione dei Paesi oppressi dal comunismo e auspicio di democrazia.

Dopo 26 anni dalla caduta dei regimi comunisti dell’Europa centrale e orientale, il consigliere comunale di Milano Massimiliano Bastoni ha presentato alla Giunta una mozione nella quale propone di mettere al bando i partiti comunisti italiani. La proposta è avvalorata dalla risoluzione n.1481 del 2006, dove il Consiglio d’Europa espone la necessità di una condanna internazionale dei crimini del comunismo. La delibera disapprova i crimini perpetrati dal comunismo e invita tutti i partiti comunisti degli stati membri a «riconsiderare la storia del comunismo e il loro stesso passato, prendendo le distanze dai crimini commessi dai regimi del totalitarismo comunista e condannandoli senza ambiguità».

Bastoni – intervistato da Epoch Times – conferma la sua idea, ponendo sullo stesso livello nazismo e comunismo. Il tema è da affrontare soprattutto perché il partito comunista si è «espanso un po’ in tutto il mondo, dall’est dell’Europa, all’Estremo Oriente, al Sud America», e «ovunque è riuscito ad andare al potere ci sono stati dei morti… questo è sotto gli occhi di tutti, è riscontrabile per chiunque voglia studiare la storia anche degli altri Paesi», commenta Bastoni.

Storia documentata, basti pensare a saggi come Il libro nero del comunismoIl costo umano del comunismoLubjanka; i dati riportano circa 100 milioni di morti tra genocidi, esecuzioni extragiuridiche, deportazioni e carestie. Tra i maggiori responsabili, l’Unione Sovietica, la Cina e la Corea del Nord.

La mozione riporta come il Partito Comunista Italiano (Pci) sia stato finanziato dal Pcus sovietico, influenzando l’Italia fino all’arrivo della «protezione della Nato», come abbia «umiliato gli esuli italiani che fuggivano dall’Istria caduta in mano agli Jugoslavi» e infine, dopo la seconda guerra mondiale, come abbia ucciso un gran numero di italiani innocenti «nel famigerato triangolo rosso, il fenomeno delle province di Bologna, Reggio Emilia e Modena, dove dal ‘43 al ‘49 si fece uno sterminio. Si parla di quasi 6000 persone – afferma Bastoni durante l’intervista – semplicemente per motivi ideologici».

La risoluzione dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ritiene che «la consapevolezza della storia sia una delle precondizioni per evitare simili crimini in futuro» e in particolare condanna «le violazioni di massa dei diritti umani». Parole che echeggiano di attualità quando si parla di Cina, l’ultima grande roccaforte comunista ancora in piedi. «La Cina è l’esempio di come il comunismo sia stato una grande utopia dell’ultimo secolo – commenta Bastoni – Rappresenta la parte più negativa dell’applicazione». È una realtà più che mai da affrontare: «si ammazzano quotidianamente centinaia di persone, si fanno gli espatri, c’è gente che scappa dalla Cina proprio perché vittima di questo regime che sembra ormai interminabile».

«Se fosse stata molto meno forte economicamente si sarebbe già intervenuti», prosegue il consigliere leghista. Di fatto si tratta di una questione delicata, la Cina è una società controversa, nella quale «si confonde l’interesse dello Stato e della Nazione con l’interesse del Partito» ma viviamo nell’era della globalizzazione, «bisogna averci contatti economici e commerciali», quindi «si deve fare in mondo che si mettano sul tavolo alcune questioni tipo la pena di morte, lo smercio degli organi, o la persecuzione del Falun Gong. Noi non possiamo commerciare con Paesi nei quali avvengono ancora tutte queste cose».

Il consigliere ritiene doveroso fare qualcosa in merito, per commemorare e rendere giustizia ai milioni di morti – «documentati e incontestabili» – vittime di questi regimi totalitari, per dare più autenticità alla realtà storica, e per distanziare l’Italia da uno dei più grandi drammi del passato, e purtroppo, se si pensa alla Terra di Mezzo, del presente.

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