Prima giornata Serie A, sorridono le big

Kessie festeggia dopo il suo primo gol della stagione con la maglia del Milan, 20 agosto 2017. (Photo by Maurizio Lagana/Getty Images)

La lunga maratona della stagione calcistica 2017-18 è iniziata nel segno delle Big. Alle vittorie di Juventus e Napoli di sabato, hanno risposto infatti quelle di Roma, Inter e Milan di domenica. Con gli equilibri cambiati e le carte in tavola rimescolate da un mercato dalle mille sorprese, si preannuncia un campionato più combattuto e più avvincente del solito.

Il calciomercato non si è ancora concluso, ma i profili di ogni squadra sono grossomodo già definiti.
La rosa che più è cambiata e che più si è rinforzata è senza ombra di dubbio quella del Milan, che quest’anno ha tutte le caratteristiche per poter arrivare nei posti più alti della classifica e cercare quindi di infastidire la leadership di lunga data della Vecchia Signora. La squadra di Montella ha aperto con un impegno sulla carta abbastanza facile a Crotone, vincendo per 3 a 0 senza particolari problemi. A segno il nuovo arrivato Kessié su rigore al sesto minuto; al 18esimo Cutrone e al 23esimo Suso. La strada è ancora lunga e tutto è ancora da dimostrare, ma il Milan quest’anno sembra voler fare sul serio.

Altra squadra sotto le luci della ribalta e che ha voglia di ritornare ai vertici è la nuova Inter di Luciano Spalletti, che ha vinto per 3 a 0 contro la Fiorentina. Con questa vittoria i nerazzuri provano a mettere paura alla Roma in vista della sfida di sabato prossimo quando sarà già big match, ma soprattutto sarà la partita di Spalletti contro la sua ex tifoseria. Durante la prima ora di gioco l’Inter ha avuto in pugno la partita, grazie alle due reti di Icardi al sesto e 15esimo minuto. La reazione della Fiorentina c’è stata ma i viola hanno trovato sempre la pronta risposta di Handanovic tra i pali, e sono stati anche un po’ sfortunati quando Veretout ha visto il suo bel destro finire stampato sul palo quando il risultato era sul 2 a 0 per l’Inter. Proprio nel miglior momento della Fiorentina, Perisic chiude la partita sul 3 a 0 al 79esimo.

La Roma, secondo alcuni indebolita dopo la dipartita di Salah, Paredes e Rudiger, è riuscita a vincere sul campo difficile di Bergamo pur non brillando nel gioco, ancora da sistemare. Ma grazie a una punizione del neo acquisto Kolarov, sono arrivati 3 punti fondamentali per Di Francesco, contro un’Atalanta che lo scorso anno, è bene ricordare, aveva concesso alla Roma di Spalletti un solo punto tra andata e ritorno. I giallorossi non hanno intenzione di cedere il passo alle nuove pretendenti, ma quest’anno se vorranno rimanere ancora lassù, nell’Europa che conta, non potranno permettersi rallentamenti.

La vittoria della Juventus contro il Cagliari per 3 a 0 è arrivata invece con facilità; la squadra di Allegri, pur privata di un suo ex punto cardine in difesa, Leonardo Bonucci, ha guadagnato i tre punti soprattutto grazie alle giocate e ai gol dei suoi sei uomini chiave, anima della squadra: Buffon, che ha parato il rigore sull’1 a 0, Mandzukic, che ha aperto le danze al 12esimo, Dybala, che ha segnato allo scadere del primo tempo su assist perfetto di Pjanic, Chiellini, che ha preso in mano la difesa, e in ultimo il solito infallibile Higuain, che ha chiuso i giochi al 66esimo. Quest’anno la Vecchia Signora sarà ancora la squadra da battere, ma le avversarie sono adesso più che mai agguerrite.

Anche il Napoli non ha faticato sul campo dell’Hellas Verona, battuta dai partenopei per 1 a 3. Tra tutte le Big, la rosa di Sarri è quella che meno è cambiata, perché la squadra a differenza del Milan ad esempio, che era tutto da rifondare, già funzionava bene e i meccanismi erano da tempo ben collaudati. Le reti di Milik e Ghoulam, sommate all’autogol di Souprayen, hanno portato gli azzurri sul 3 a 0 a 20 minuti dalla fine. Il gol di Pazzini su rigore all’83esimo è servito solo a rendere meno pesante la sconfitta per il Verona. I partenopei possono contare quest’anno sull’acquisita consapevolezza della propria forza, e questo, almeno alla partenza, potrebbe rivelarsi un vantaggio in più rispetto alle altre contendenti, che forse avranno bisogno di più tempo per trovare la loro forma migliore.



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