Perchè è difficile fermare il traffico di esseri umani?

(CARL DE SOUZA/AFP/Getty Images)

Navigando tra i siti web di incontri è facile trovare le informazioni sufficienti ad avviare delle inchieste sul racket della prostituzione: le proposte ambigue di ‘divertimento’ abbondano, così come abbondano gli annunci di persone che si prostituiscono apertamente. Come mai, allora, negli Stati Uniti lo scorso anno il ministero della Giustizia ha avviato meno di 250 inchieste legate al traffico di esseri umani e sono state condannate solo 450 persone?

Una delle ragioni è che è difficile incriminare chi è coinvolto nel racket della prostituzione.
Secondo quanto dichiarato dall’ispettore Jim Klein, comandante dell’unità di polizia preposta a contrastare il racket della prostituzione a New York, «la sfida principale è ottenere la collaborazione della vittima». L’ispettore spiega che spesso la polizia si basa sulla denuncia delle vittime per incriminare gli sfruttatori, ma nella maggior parte dei casi le «vittime non si considerano tali e rimangono fedeli ai trafficanti e ai ‘protettori’».

Le vittime del racket della prostituzione sono perlopiù ragazze e ragazzi tra i 14 e i 15 anni e si stima che un terzo delle vittime dell’industria del sesso siano maschi. Klein continua: «Tutto il loro mondo è costruito intorno al ‘protettore’ ed è un mondo creato con la coercizione, con l’inganno e con la violenza. Per questo motivo quando una ragazza o un’altra persona viene ‘salvata’ dalla polizia, e le chiediamo di testimoniare e di collaborare per arrestare lo sfruttatore, è improbabile che lo faccia».

L’esperienza di Ali, un’ex prostituta, conferma le parole dell’ispettore: «All’inizio è facile essere manipolati perché non si ha nulla, loro [gli sfruttatori, ndr] ti danno letteralmente tutto e così finiscono con l’acquisire un grande controllo sulla tua mente». Ali era disposta persino a sopportare le sevizie del suo protettore e in una deposizione rilasciata dall’Fbi spiega: «Ero disposta a fare sacrifici e a sopportare, perché pensavo che se non fosse stato per lui non avrei avuto nulla».

I ‘protettori’ naturalmente sanno come sfruttare le debolezze delle ragazze e dei ragazzi: il punto debole di Ali era la sua dipendenza dall’eroina, mentre per altri è la mancanza di un regolare permesso di soggiorno.
Un’ex prostituta, ha persino confidato a Epoch Times di essersi innamorata del suo ‘protettore’: «Aveva una personalità carismatica ed ero fortemente attratta da lui». La ragazza è scappata diverse volte dal suo ‘protettore’, ma alla fine è tornata sempre da lui di sua spontanea volontà: «Volevo essere sua amica, non la sua prostituta: volevo avere una relazione normale con lui». Ma ogni volta che la giovane tornava, lui la convinceva a prostituirsi di nuovo.

«La prostituzione può essere simile a una dipendenza», secondo Jody Williams, fondatrice di Sex Workers Anonymous, una rete di gruppi di sostegno per ex prostitute e altre persone che hanno lavorato nell’industria del sesso: proprio come i drogati, le prostitute spesso smettono per poi ricominciare, o come i drogati non vogliono veramente smettere del tutto.

L’ispettore Jim Klein, comandante dell’unità anti-prostituzione di New York (foto: Samira Bouaou/Epoch Times).

L’ispettore Klein ha raccontato uno dei suoi casi: «Abbiamo avuto a che fare con una ragazza di 14 anni che era scappata di casa. La cosa peggiore è che era entrata nell’ambiente della prostituzione quando aveva 12 anni e viveva ancora con la sua famiglia, in Carolina del Sud. Dopo essere scappata è arrivata a New York, dove è entrata in contatto con un malvivente amico del suo ‘protettore’ in Carolina del Sud; il nuovo ‘protettore’ la ha inserita su Backpage (un sito annunci), e organizzava per lei gli appuntamenti in alberghi vicino New York. La ragazza era pienamente consapevole di quello che faceva, naturalmente nella misura in cui una quattordicenne può esserlo. È terrificante che una giovane di 14 anni possa camminare per strada mano nella mano con il suo aguzzino e pensare: “È una vita normale per una ragazza di 14 anni, io ho iniziato quando ne avevo 12″».

Fortunatamente la famiglia della ragazza è riuscita a rintracciarla fino a New York, dove si è rivolta alla polizia: «Siamo riusciti a scovare il suo sfruttatore e l’abbiamo arrestato, ma lui ha finto di essere innocente: “non so di cosa stiate parlando, io stavo cercando solo di aiutarla”. Poi abbiamo trovato anche la ragazza, che era stata abbandonata nel Bronx, e l’abbiamo tirata fuori; ma la ragazza ha mostrato solo rancore nei confronti della polizia e ci ha detto che “stava andando tutto a meraviglia prima che arrivaste voi”. Sentire una giovane di 14 anni parlare cosi ci ha rattristato, ma riportarla a sua madre e suo fratello è stato piuttosto gratificante». Ma «volete sapere quale è stata la cosa più frustrante? Poco tempo dopo è scappata di nuovo di casa ed è tornata a New York, ma per fortuna l’abbiamo trovata rapidamente. Siamo riusciti a riportarla dalla sua famiglia e adesso sta ricevendo assistenza».

Paragonare la prostituzione a una dipendenza può far credere che le prostitute siano dipendenti dal sesso, ma non è esattamente cosi. Secondo l’ex baby-prostituta intervistata: «esiste anche questo fattore, ma non penso che sia la ragione fondamentale per cui una prostituta si vende». Analizzando il suo passato, questa giovane ha identificato due fattori principali che la spingevano a prostituirsi: l’opportunità di fare soldi velocemente e quella di avere uno stile di vita privo di ogni preoccupazione.

L’associazione Sex Workers Anonymous prevede un percorso in dodici tappe, simile a quello degli alcolisti anonimi. Non serve solo per aiutare le prostitute a smettere ma anche per aiutarle a ritrovare i propri valori e comprendere il mondo reale. La fondatrice dell’associazione ha scoperto che molte prostitute in un primo momento non vogliono smettere, ma cambiano idea quando vengono loro prospettate delle alternative concrete.

Tuttavia fornire loro un’alternativa è esattamente la cosa più difficile. Per l’ispettore Klein, non è facile neanche assicurare ai ragazzi tratti in salvo dalla sua squadra un posto sicuro dove dormire e mangiare: «Non ci sono molti luoghi sicuri dove possiamo sistemare questi ragazzi. Possiamo mandarli nelle case dell’Ente per l’assistenza ai Bambini, ma è sicuro. I ragazzi possono scappare facilmente, i malintenzionati lo sanno e conoscono questi dormitori per cui vanno appositamente in quelle zone per reclutare i ragazzi che scappano».

Un altro fatto che rende difficile sradicare i crimini legati alla prostituzione è la difficoltà di dimostrazione del reato. Inoltre oggi non c’è più bisogno che le prostitute stiano in strada ad aspettare i clienti, perché mettono semplicemente il loro numero online e possono lavorare ogni giorno in un motel diverso. Per le forze dell’ordine è facile trovare gli annunci online, ma dato il numero enorme è difficile intervenire. Secondo la polizia di New York, infatti, su un solo sito di annunci vengono pubblicate circa 2 mila offerte di prostituzione ogni ora.

Quanto è grave la situazione? Nessuno può dirlo con certezza. Si stima che ci siano tra 500 mila e 1 milione di prostitute negli Stati Uniti, di cui un numero imprecisato sono minorenni o persone che vengono costrette a prostituirsi.

 

Articolo in inglese: Why Is It Hard to Bust Human Traffickers?

Traduzione di Marco D’Ippolito

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