Xi Jinping punta il mirino sull’ex leader del regime cinese Jiang Zemin

Il leader del Partito Xi Jinping a Parigi, il 30 novembre 2015 (Martin Bureau/AFP/Getty Images)

Il leader del Partito Comunista cinese Xi Jinping, ha utilizzato un’allusione letteraria per comunicare la sua intenzione di purgare due ex funzionari che per molto tempo sono stati i personaggi più potenti della Cina: si è servito del ‘Trattato di Xi Jinping, sulla disciplina e le norme rigorose e imparziali del Partito‘ un libro che raccoglie i discorsi dell’anno passato di Xi, tenuti in diverse riunioni con funzionari, in circolazione dal 3 gennaio.

People Net, pagina web ufficiale del media portavoce del Partito People’s Daily, ha realizzato una sintesi del trattato, molti dei discorsi del quale sono stati resi pubblici per la prima volta; uno di questi era indirizzato agli ispettori dell’Agenzia per la lotta contro la corruzione del regime cinese, tenuto nel gennaio 2015.
Secondo Xi Jinping, alcuni dirigenti del Partito, hanno «stabilito una fratellanza», e si sono convertiti in un ‘Taishang Huang [imperatore che abdica in favore di qualcun altro, ndr] ad ampio raggio, hanno accumulato «un’autorità assoluta» e dispongono di «un grande potere che li mette in grado di dominare». In un altro discorso pubblicato a febbraio 2015, Xi chiariva a diversi importanti funzionari provinciali, che non ci sono figure al di sopra della legge e che non esistono «privilegiati» nel Partito.

Gli analisti sostengono che l’allusione al Taishang Huang sia un riferimento diretto all’ex capo del Partito Jiang Zemin. Mentre «privilegiati» si riferisce al braccio destro di Jiang ed ex vice presidente del regime, Zeng Qinghong. Avendo segnalato questi due personaggi a inizio anno, gli opinionisti hanno aggiunto che Xi Jinping li ha fissati come obiettivi nell’agenda della campagna contro la corruzione di quest’anno.

Li Ding, ricercatore esperto di Chinascope, un’organizzazione con sede a Washington e specializzata nella traduzione e analisi di documenti del Partito Comunista, sostiene che Xi Jinping si riferisce a Jiang e Zeng nei suoi discorsi, perché le allusioni sono «molto esplicite». «È a un passo dal fare il nome di qualcuno», ha commentato Li.

Il Taishang Huang era un titolo attribuito agli imperatori che abdicavano in favore di un altro sovrano nella storia dinastica della Cina. Nei tempi moderni, il titolo è riservato a un dirigente in pensione percepito come un burattinaio, che continua a detenere il potere da dietro il trono.
Dato che è ampiamente riconosciuto come Jiang Zemin abbia continuato a dirigere una vasta e potente fazione del Partito anche dopo aver lasciato la carica di leader del regime cinese nel 2002, «qualsiasi cinese collegherebbe immediatamente il riferimento di Xi a Jiang», ha aggiunto Li.

Inoltre, il termine «privilegiati» si riferisce a una sorta di immunità politica. Nella dinastia Qing, c’erano 12 principi ai quali era stato permesso di ereditare il titolo del padre per sempre: un diritto speciale, dal momento che i figli dei principi di solito assumono un titolo di rango inferiore rispetto a quello del padre; gli investigatori anticorruzione hanno cominciato a usare il termine in modo generalizzato l’anno scorso, per fare riferimento ai funzionari convinti che le loro posizioni politiche privilegiate possano tenerli al sicuro dalle indagini anticorruzione.
In un articolo pubblicato nel mese di febbraio sul sito web dell’agenzia anticorruzione, che evidenziava i crimini del corrotto principe Qing — nobile Manchu scomparso da tempo — il suddetto termine è stato associato a Zeng Qinghong, sfrontato collaboratore di Jiang. Molti hanno infatti interpretato le critiche al principe Qing come un attacco diretto a Zeng Qinghong, dato che i due condividono il carattere cinese ‘Qing’ nei loro nomi.

Le allusioni e i discorsi di Xi Jinping suggeriscono che la campagna contro la corruzione sia entrata in una «nuova fase», ha spiegato Li Ding a Chinascope. In precedenza, altri alti funzionari finiti nel mirino di Xi sono stati definiti le «grandi tigri», un termine generale che Xi attribuiva solitamente alle persone che stava per declassare. «Ma “Taishang Huang” è molto specifico», ha aggiunto ancora Li.

Anche Xia Xiaoqing, analista politico dell’edizione cinese di Epoch Times, ritiene che Xi Jinping alluda a Jiang Zemin nel suo nuovo libro di discorsi. Il libro e le riforme di ampio respiro recentemente annunciate dagli analisti militari cinesi, indicano che Xi sta usando le riforme per consolidare il suo potere politico. Al contempo, queste stesse riforme trasmettono un messaggio chiato: «Jiang Zemin, la tigre più grande, è l’obiettivo del 2016 nella campagna contro la corruzione, e tutte le manovre politiche ruoteranno attorno a lui», sostiene Xia.

Epoch Times ha già individuato diversi indizi che suggeriscono come Xi Jinping abbia passato il 2015 alla caccia di Jiang Zemin:

  1. la campagna anticorruzione di Xi si è concentrata sui funzionari di Jiang Zemin;
  2. l’epurazione di ex funzionari di alto livello che occupavano posizioni chiave nel regime in quanto alleati di Jiang Zemin, si è svolta senza clamore; indicazione del fatto che è in arrivo un colpo ancora più grande;
  3. molti degli alleati di Jiang e dei suoi partner nelle grandi imprese di Stato sono stati purgati; in particolare nel settore delle telecomunicazioni, dove suo figlio Jiang Mianheng esercita una grande influenza;
  4. Jiang stesso è stato indirettamente colpito: prima da un caustico editoriale del portavoce del regime People’s Daily; poi con la rimozione di una pietra/monumento con una sua iscrizione esposta in bella mostra davanti alla scuola di formazione per i funzionari del Partito Comunista a Pechino.

Ora, con la pubblicazione del nuovo libro di Xi Jinping in un ambiente politico in cui i riferimenti, un certo il linguaggio codificato o determinate azioni possono essere di estrema importanza, la posizione di Jiang Zemin nel 2016 appare sempre più precaria.

Articolo in inglese ‘China’s Xi Jinping Signals Coming Purge of Former Regime Head

 

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