Paniere Istat 2015: dentro birra analcolica e car sharing, fuori registratore Dvd e Hi-Fi

Una donna al volante di un’auto del circuito car sharing a Milano. I mezzi di trasporto in condivisione sono entrati, tra gli altri, nel paniere 2015 dell’Istat. (Shutterstock)

C’è chi entra e chi esce dal paniere 2015 che l’Istat virtualmente crea ogni anno per misurare l’inflazione. Sono 1441 i prodotti che rappresentano i consumi delle famiglie italiane.

Nel rapporto pubblicato il 3 febbraio 2015 l’Istituto nazionale di statistica ha messo in risalto in una infografica alcuni prodotti che sono entrati nel paniere, come biscotti e pasta senza glutine, la birra analcolica, i mezzi di trasporto in condivisione (car sharing e bike sharing) e le bevande al distributore automatico. Escono invece il navigatore satellitare, l’impianto Hi-Fi, il registratore Dvd e i corso di informatica, sul viale del tramonto a causa delle continue innovazioni tecnologiche.

Entra nel paniere anche l’assistenza fiscale per il calcolo delle imposte sull’abitazione: in pratica la necessità di compilare l’imposta comunale conosciuta come Tasi, viene vista dall’Istat come una spesa necessaria per gli italiani, ad appena un anno dalla sua istituzione.

L’Istat, nella nota informativa diffusa, ricorda che «l’aggiornamento tiene conto delle novità emerse nelle abitudini di spesa delle famiglie e arricchisce, in alcuni casi, la gamma dei prodotti che rappresentano consumi consolidati». Per fotografare il più accuratamente possibile la realtà della Penisola i prodotti sono stati aggregati in 618 posizioni rappresentative, tra le quali aumenta il peso dei servizi a scapito dei beni.

È ritenuto poi più importante l’apporto dei servizi sanitari e delle spese per la salute, così come le spese per abitazione, acqua, elettricità e combustibili, comunicazioni, e, in misura più contenuta, di prodotti alimentari e bevande analcoliche, bevande alcoliche e tabacchi. «Per contro, i cali di peso più rilevanti in termini assoluti riguardano le divisioni abbigliamento e calzature, trasporti, mobili, articoli e servizi per la casa, servizi ricettivi e di ristorazione e ricreazione, spettacoli e cultura», fa sapere l’Istat.

Nel 2015 sono 80 i comuni capoluogo di Provincia, come l’anno precedente, presi a esame che garantiscono una copertura dell’indagine in termini di popolazione provinciale pari all’83,5 per cento.

L‘immagine è concessa da Shutterstock

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