‘Palla stroboscopica’ neozelandese in orbita, astronomi indignati

Il razzo Electron di Rocket Lab decolla dal suo sito di lancio a Mahia, sulla costa orientale della Nuova Zelanda, il 25 maggio 2017. (Marty Melville / AFP / Getty Images)

Una società aerospaziale neozelandese ha appena lanciato nello spazio un satellite riflettente in grado di generare una luce lampeggiante che sarà visibile da ogni angolo del pianeta. Ma appena ‘Humanity Star’ – questo il nome della sfera geotedica progettata dalla startup per le esplorazioni spaziali Rocket Lab – è entrata in orbita, astronomi da tutto il mondo hanno manifestato indignazione.

Presentiamo The Humanity Star – un satellite luminoso lampeggiante che sarà in orbita intorno alla Terra e visibile ad occhio nudo nel cielo notturno. Lanciato in #fase di test, The Humanity Star è stato progettato per incoraggiare tutti a cercare e a considerare il nostro posto nell’universo. A breve sarà attivo il sito web.

Secondo quanto ha riferito il Guardian, si prevede che, per nove mesi, questa sorta di palla da discoteca spaziale del diametro di un metro e piastrellata con 65 pannelli riflettenti sarà l’oggetto più luminoso nel cielo notturno. Poi rientrerà nell’atmosfera terrestre.

Il fondatore del Rocket Lab, Peter Beck, ha dichiarato al Guardian che the Humanity Star avrebbe dovuto fare solo da «promemoria a tutti, sulla Terra, del nostro fragile posto nell’universo» e anche «creare un’esperienza condivisa per tutti gli abitanti del pianeta».

Rocket Lab CEO Peter Beck nella sede della compagnia ad Auckland, in New Zealand il 10 giugno 2015. (Phil Walter/Getty Images)

Però, gli astrofisici sostengono che, prima di lanciare nello spazio una scintillante e luccicante palla da discoteca, si sarebbero dovute prendere in considerazione anche le loro preoccupazioni sull’inquinamento luminoso.

Wow. Graffiti spaziali intenzionalmente luminosi a lungo termine. Molte grazie

A tal proposito, l’astronomo Benjamin Pope ha twittato: «Oh mio Dio! Perché fate questo a noi astronomi?». Il direttore della facoltà di astrobiologia della Columbia University, Caleb Scharf, scrive: «Un’altra invasione del mio universo personale, un altro oggetto lampeggiante che chiede occhi».
E «la maggior parte di noi non giudicherebbe carino se avessi fatto indossare una grande luce stroboscopica a un orso polare – continua Scharf su Scientific American – o se avessi impresso il mio slogan aziendale tra le pericolose vette dell’Everest». Lo scienziato infine, aggiunge: «L’interferenza di una sfera scintillante in cielo viene avvertita offensiva allo stesso modo. È sicuramente un promemoria del nostro fragile posto nell’universo, perché infesta proprio quello che abbiamo urgentemente bisogno di amare».

Tuttavia, come si può immaginare, Peter Beck, fondatore di Rocket Lab, vede la stella dell’umanità in modo più positivo: «La nostra speranza è che chiunque vedrà Humanity Star guarderà oltre la vasta distesa dell’Universo, e penserà in modo un po’ diverso alla propria vita, azioni e a quello che è importante per l’umanità».

 

Articolo in inglese: Astronomers Angry Over Launch of Highly Reflective ‘Disco Ball’ Into Space

Traduzione di Massimo Marcon

 

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