Le disumane torture nel campo di lavoro Masanjia in Cina

Una giovane praticante del Falun Gong alla parata in Washington, D.C. per chiedere di porre fine alla persecuzione del Falun Gong 20 luglio 2017 (Benjamin Chasteen/The Epoch Times)

Il 21 luglio 2014 a Hong Kong è stato pubblicato, un nuovo libro di di Du Bin, ex fotoreporter del New York Times, che rivela le brutali torture sessuali subite dalle praticanti del Falun Gong e dalle detenute nel campo di lavoro femminile di Masanjia, in Cina. Nel maggio 2013 a Hong Kong, è stato distribuito un documentario sullo stesso tema dal titolo Above the Ghosts’ Heads: The Women of Masanjia Labor Camp (Sopra le teste dei fantasmi: Le donne del campo di lavoro di Masanjia, ndt). Nel 2011 a Taiwan, Du ha pubblicato il libro Toothbrush (Spazzolino, ndt) sulle torture subite dalle praticanti del Falun Gong.

L’autore dopo l’uscita del libro ha scritto su Twitter: «Come essere umano, non c’è alcuna ragione o scusa per tollerare le atrocità verificatesi nel campo di lavoro femminile di Masanjia, che includono: l’uso prolungato del dilatatore uterino per alimentare forzatamente le donne, il farle stare distese nei propri escrementi, l’unire diversi spazzolini da denti e ruotarli nelle loro vagine, il mettere del pepe in polvere nelle loro vagine, il traumatizzare i seni e le vagine delle donne con i manganelli elettrici e gettarle nelle celle degli uomini…».

Il libro riporta in dettaglio le testimonianze di decine di sopravvissute provenienti dal campo di lavoro di Masanjia che sono state vittime o testimoni oculari di questi abusi. Una delle più importanti fonti del libro è il diario scritto da Liu Hua, una ex detenuta testimone di quelle torture subite dalle praticanti del Falun Gong e dalle petizioniste. Liu ha raccontato che è riuscita a portare fuori il diario dal campo di lavoro nascondendolo nella sua vagina.

«È proprio un inferno in Terra. Sono un essere umano, ho la mia coscienza e la mia umanità. Pertanto, ho annotato questi casi uno per uno e ne ho parlato dopo il mio rilascio», ha detto Liu all’emittente televisiva New Tang Dynasty di New York.
Du ha scritto in un altro post su Twitter: «Siamo esseri umani, non animali… questo libro è per ricordare l’umiliazione e la tragedia inflitta a tutte le donne che portano il compito della riproduzione umana». I libri di Du non sono disponibili in Cina a causa della censura.

Il 31 maggio scorso, il signor Du è stato arrestato dalle autorità di Pechino per 37 giorni dopo che il suo documentario Above the Ghosts’ Heads era stato distribuito a Hong Kong. Lo scorso maggio, prima della sua detenzione, sempre ad Hong Kong era stato pubblicato un altro suo libro Tiananmen Square Massacre (Il massacro di piazza Tiananmen, ndt) sul tema del movimento democratico del 1989.

Lo scorso aprile, il Lens Magazine della Cina continentale ha pubblicato un rapporto investigativo approfondito che ha rivelato, per la prima volta all’interno della Cina, le violenze e le torture che vengono inflitte nel campo di lavoro di Masanjia.
Nel mese di giugno, il New York Times ha intervistato una decina di vittime che sono state imprigionate a Masanjia e in altri campi di lavoro cinesi. Il quotidiano americano ha indicato che le vittime delle torture più sostenute e severe sono i praticanti del Falun Gong, ma che anche altri gruppi hanno subito maltrattamenti.

Il Falun Gong è un’antica disciplina spirituale proibita nel luglio 1999 da Jiang Zemin, allora capo del Partito Comunista Cinese: nel timore che il crescente numero dei praticanti del Falun Gong (divenuti oltre settanta milioni in pochi anni solo con il passaparola) rappresentasse una qualche una minaccia per il suo potere assoluto, ha ordinato una campagna di persecuzione di massa contro i praticanti del Falun Gong. Non esistono fonti ufficiali, ma stime affidabili parlano di milioni di praticanti arrestati. È inoltre stato confermato il decesso di oltre 3.700 praticanti a seguito delle torture e degli abusi subiti, ma considerando il blocco di informazione imposto dal regime cinese, si stima che il bilancio delle vittime sia probabilmente molto più alto. Non è tutto: diversi investigatori indipendenti sostengono che decine di migliaia di praticanti del Falun Gong siano stati assassinati allo scopo di prelevarne gli organi vitali con l’obiettivo rivenderli sul mercato nero internazionale dei trapianti.

Il campo di lavoro di Masanjia è stato chiuso, e il sistema di rieducazione attraverso il lavoro forzato è stato ufficialmente abolito dal Pcc alla fine dello scorso anno. Tuttavia, i media cinesi riportano che un certo numero di ex campi di lavoro hanno semplicemente cambiato i loro nomi e stanno continuando la loro attività, sotto la nuova nomenclatura di ‘centri di disintossicazione’.

 

Articolo in inglese: New Book Exposes Inhuman Sexual Torture in Masanjia Labor Camp
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