Nessuno si fida dei prodotti fatti in Cina, i cinesi meno di tutti

Un’operaia cinese fabbrica peluche di panda destinati all’esportazione, in una fabbrica di giocattoli a Lianyungang, nella provincia di Jiangsu, il 9 ottobre 2017. Un recente sondaggio ha collocato la Cina in fondo a una “classifica del Made in Country” (Str/Afp/Getty Images)

Sebbene non sia una novità, i risultati di un’inchiesta internazionale mostrano che i prodotti made in China non godono di alcuna fiducia tra i consumatori. In ogni caso, la notizia che le merci provenienti dal Regno di Mezzo vengono considerate peggiori di quelle prodotte in Bangladesh, ha scatenato l’ira di alcuni utenti dei social media cinesi, mentre altri hanno affermato di essere pienamente d’accordo.

Nel corso dell’inchiesta condotta dall’Istituto di statistica tedesco, sono state intervistate 43.034 persone in 52 Paesi, alle quali è stato chiesto di dare una valutazione sulle merci prodotte in tre diversi Stati, raccogliendo un totale di 129.102 risposte. La classifica che ne è risultata vede la Germania al primo posto, seguita dalla Svizzera e dall’Unione Europea; l’Italia si è posizionata settima seguita da Giappone, Francia e Stati Uniti, mentre la Cina si è assestata al 49esimo posto.

Secondo gli intervistati, i prodotti tedeschi possiedono i migliori standard di qualità e sicurezza, quelli giapponesi sono sinonimo di alta tecnologia, mentre il made in China si distingue a causa dei prezzi molto competitivi.
Sui social media cinesi, molti utenti hanno espresso indignazione: alcuni accusano l’inchiesta di essere il risultato della propaganda occidentale, altri hanno asserito che gli Istituti di ricerca occidentali non sono attendibili. Tuttavia, molti internauti cinesi hanno manifestato la propria approvazione verso i risultati dell’indagine e, nella sezione dedicata ai commenti del portale di news cinese Sina, hanno discusso alcuni problemi relativi all’economia cinese.

Un utente soprannominato ‘Duan Shu An’, della provincia di Hebei, ha scritto: «Anzi, probabilmente loro non sanno dell’olio alimentare riciclato illegalmente e della carne infetta (generalmente ricavata da animali morti per malattia), che circolano nel mercato cinese. Penso che siamo stati fortunati a classificarci 49esimi»

Un altro utente della stessa provincia ha scritto: «L’economia del nostro Paese si basa su prodotti contraffatti. Non c’è nulla di cui lamentarsi se ci sono pochissimi marchi cinesi conosciuti […] Le  persone che producono merci contraffatte stanno diventando ricchissime, mentre quelle che portano avanti i propri affari con più onestà, sono sull’orlo della bancarotta».

Per anni la Cina è stata tormentata da piaghe alimentari: ‘carne di montone’ ricavata dai ratti, carne scaduta negli hamburger di McDonald, riso di plastica e gamberetti gonfiati con il gel sono solo alcuni esempi. La mancanza di fiducia verso i prodotti interni ha portato molti cinesi a comprare ogni genere di mercanzia, quando viaggiano all’estero: dal latte in polvere per neonati ai sedili per il water, fino ai cuoci-riso e ai pannolini. La sfiducia per tutto ciò che è locale sta anche rallentando lo sviluppo dell’economia cinese.

Ma c’è stato un caso in cui i prodotti contraffatti hanno salvato la vita di una persona: a marzo del 2016 un uomo della provincia dello Shandong ha tentato di suicidarsi ingerendo oltre duecento pastiglie di sonnifero, ma dopo un breve sonnellino si è svegliato. Quando è stato portato in ospedale, i medici hanno confermato che le pillole che aveva ingerito erano ‘finte’.

 

Articolo in inglese: Many Chinese Netizens Agree With Worldwide Survey Downgrading ‘Made in China’ Label

Traduzione di Marco D’Ippolito

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