Nella Cina di oggi chiunque può essere vittima del regime

L’avvocato cinese Yu Wensheng a Pechino, il 12 gennaio 2017. (Fred Dufour/AFP/Getty Images)

Yu Wensheng, uno dei pochi avvocati per i diritti umani in Cina che non è stato purgato dall’ondata di arresti nel luglio 2015, recentemente ha rilasciato un’intervista per l’edizione cinese di Epoch Times. Quella che segue è la seconda parte; la prima è stata pubblicata il 12 marzo 2017. 

 

Solitamente da dove legge le notizie tutti i giorni? Guarda la televisione?

La maggior parte delle notizie quotidiane le leggo da internet. Innanzitutto leggo le fonti cinesi per ottenere alcune informazioni. Le notizie non politiche sono ancora piuttosto precise. In caso contrario, devo aggirare il Firewall per avere ulteriori informazioni. Sono anche giunto a comprendere quello che sta accadendo altrove attraverso i social media come Wechat o altre applicazioni estere di chat. Non guardo molta televisione. A mio parere, la televisione cinese è fatta di programmi di intrattenimento o di lavaggio del cervello.

Si prendano come esempio i programmi con sentimento anti-giapponese. Fu chiaramente il Kuomintang [il partito nazionalista cinese, sconfitto dai comunisti durante la guerra civile cinese e ora al governo a Taiwan, ndr] e non il Partito comunista cinese ad aver condotto la resistenza contro i giapponesi, ma ancora il Partito sostiene di essersi opposto ai giapponesi stessi. Questo è chiaramente falso, e allora perché guardarlo? Alcune cose non sono vere rispetto ai fatti storici. Molti programmi di lavaggio di cervello hanno cancellato la verità storica. E’ un inganno totale.

L’istruzione che ha ricevuto da bambino era parte della propaganda comunista?

Sì. L’istruzione che abbiamo ricevuto, l’indottrinamento e la storia che abbiamo imparato era falsa. Quando ero giovane, ero veramente determinato a dedicare la mia vita a questo Paese e per il Partito, lottare contro i loro nemici, liberare Taiwan e liberare l’America perché gli americani erano nell’abisso della sofferenza.

Solo quando avevo 11 o 12 anni ho capito di essere stato ingannato. Ho vissuto in una famiglia di classe sociale piuttosto elevata. Mio padre lavorava in un’agenzia viaggi e poteva leggere i giornali di Hong Kong e Taiwan. Era occupato tutto il giorno, così li portava a casa per leggerli. Non permetteva a nessuno di noi di leggerli, ma quando andava a dormire mi alzavo e iniziavo a leggere quei giornali. Ho scoperto le idee democratiche straniere. Lentamente, ho iniziato a mettere in discussione l’istruzione che stavo ricevendo. Questo ha fatto sì che non mi concentrassi nello studio durante la scuola media e superiore. Sapevo che tutto quello che veniva insegnato a scuola erano sciocchezze.

Quando eravamo giovani, le autorità cinesi ci dicevano di indossare le sciarpe rosse e di dare tutto per il Partito. A quel tempo non pensavo a questo: Perché dovevamo dare loro qualcosa? Perché dovremmo sacrificarci per loro? Qual è il motivo? Se credi in me, allora devi morire per me; se non credete in me, allora io ti ucciderò. Non è questo creare una sorta di terrore? Questo è il comportamento di un regime totalitario.

Le autorità controllavano i media e non permettevano ad altri di gestire giornali o spettacoli televisivi. Nessun altro aveva il diritto di parlare. Le autorità dicono tutto quello che vogliono. Se dicevano che un mu di terra [circa un sesto di un acro, ndr] produceva migliaia di chili di grano, allora doveva essere così. Tutte bugie e falsità.
I media ufficiali non possono essere attendibili. Inoltre Cctv [la Tv di regime cinese, ndr] è diventato uno strumento politico delle autorità. Se ti dicevano di mentire, si doveva mentire come fosse la verità. Spesso in televisione facevano vedere che le persone confessavano durante i processi pubblici e mediatici, prima del processo vero e proprio. Questo viola le leggi fondamentali del giusto processo.

Le mie fonti mediatiche erano leggermente migliori. Si poteva parlare liberamente ma anche questo ora non viene permesso. Molte persone sono state arrestate per aver pubblicato le loro opinioni e le loro parole sono state cancellate. La mia pubblicazione è stata eliminata. Solo io posso vederla.
La costituzione cinese prevede la libertà di parola, ma non abbiamo nemmeno la libertà di dire quello che vogliamo, quindi perché chiamarla ‘libertà di parola’?

Come pensa che la situazione della Cina possa essere cambiata?

Prima di tutto, le persone hanno bisogno di svegliarsi. I cinesi di oggi sono insensibili, e si preoccupano solo di proteggere se stessi. Non si preoccupano degli altri e considerano solo se stessi: non considerano che Nie Shubin, Jia Jinglong e Lei Yang [persone morte per mano delle autorità per aver difeso i loro diritti, ndr] erano al nostro fianco. Un giorno potremmo diventare il prossimo Nie Shubin, Lei Yang o Jia Jinglong; a quel punto, chi ci aiuterà? Se nessuno parla apertamente, come può una persona affrontare un intero regime? Questo è impossibile. Solo se tutti si risvegliano veramente, si può verificare un cambiamento nel sistema sociale.

Ma non ci sono molte persone risvegliate; io mi considero risvegliato. Pur non avendo rischiato in prima linea, sono comunque stato arrestato. Le autorità mi hanno motivato a mettermi in prima linea per gli avvocati dei diritti umani: per diventare un difensore dei diritti umani.

La gente deve occuparsi di politica. La maggior parte dei cinesi non si preoccupano della politica. Molte persone che sono all’estero vivono in realtà in periferia; i cinesi nella società americana non hanno lo status. Perché? Pensano solo a fare soldi e non si preoccupano degli altri. Se non si mettono in politica, allora la politica non si occupa di loro o non li prende in considerazione e quindi non raggiungono alcuno status. Solo se ognuno si occupa di politica, si preoccupa per gli altri e protegge i propri diritti, possono cambiare la società e il proprio status.

La gente deve anche imparare a pensare. Perché dovrebbero dare la loro vita al partito comunista? Perché dovrebbero amare il Partito? Perché dovrebbero amare e ringraziare il governo? Il governo e il Partito dovrebbero ringraziare il popolo! Il Partito non ci ha sollevato, non ci dà da mangiare e non ci dà i vestiti da indossare: semmai siamo noi che gli diamo da mangiare e vestiti da indossare. Se non avessimo agricoltura e industria alimentare, cosa mangerebbero e berrebbero? Non avrebbero nulla. Nella situazione attuale, per ogni dieci chili di cibo che produciamo, prendono nove chili e ce ne danno uno. E poi dicono che ci hanno nutriti. Come fa ad avere senso un discorso del genere?

Può parlare del suo rapporto con l’incidente 9 luglio?

Si sta riferendo alla caccia agli avvocati del 9 luglio. Sono stato anche arrestato: nella notte del 6 agosto, la polizia ha fatto irruzione in casa mia e mi ha arrestato. Sono stato vittima di abusi durante le prime 24 ore dopo l’arresto: mi hanno impedito di usare il bagno, una cosa del tutto inumana; poi, nelle prime dieci ore, sono stato ammanettato da dietro; nelle successive quattordici, sono stato ammanettato davanti: tecniche derivate dalla tortura.

Non molto tempo dopo il mio rilascio, ho scoperto che i due difensori dell’avvocato Wang Quanzhang, che è stato catturato nell’incidente del 9 luglio, hanno subito pressioni affinché facessero decadere il caso. Ho cercato la moglie di Wang, Li Wenzu, e le ho detto che ero disposto a essere il suo difensore. Sono così diventato l’avvocato difensore di Wang Quanzhang.

Mi sono recato a Tianjin una dozzina di volte. Durante la fase delle indagini ho chiesto di incontrare Wang. Si sono rifiutati di farci incontrare, col pretesto che avremmo messo in pericolo la sicurezza nazionale; ma la polizia ha accettato il mio status di avvocato difensore.

Il 7 agosto 2016 il caso è stato trasferito alla Procura, che non mi ha riconosciuto come avvocato difensore di Wang. Mi hanno congedato con la forza, con la scusa che Wang Quanzhang aveva rilasciato una dichiarazione secondo cui aveva bisogno di più di un avvocato. Secondo la legge, ci deve essere una comunicazione scritta, affinché l’avvocato difensore venga formalmente rifiutato. Non abbiamo visto alcuna comunicazione scritta che respingesse me o l’avvocato Cheng Hai, e la cosiddetta ‘dichiarazione orale’ non aveva alcun effetto giuridico.

L’incidente del 9 luglio potrebbe essere definito una Rivoluzione Culturale su piccola scala. In pochi giorni, hanno iniziato reprimere avvocati e difensori dei diritti umani. Questo genere di cose si verifica sempre e solo nei Paesi fascisti, eppure è accaduto in Cina nel ventunesimo secolo.

Grazie agli sforzi di avvocati e delle loro famiglie, l’incidente del 9 luglio ha ricevuto l’attenzione internazionale. Ammiro molto quelli che “rafforzano i caduti” in questa linea di lavoro. Avendo ricevuto l’incarico da Wang Quanzhang, mi sto impegnado: ho bisogno di continuare a farlo, per riportare a casa Wang al più presto. Sua moglie, Li Wenzu, è una donna forte e ha ricevuto sostegno da varie persone di tutti i ceti sociali in tutto il mondo. Sostengo e rispetto tutto quello che fa. Sono anche molto contento per Wang Quanzhang che abbia una moglie così.

Ha cercato l’avvocato Wang Yu?

Nel mese di ottobre 2014, sono stato arrestato per aver sostenuto il Movimento degli Ombrelli di Hong Kong. Wang Yu e suo marito Bao Hongjun mi hanno difeso. Hanno fatto molto per me. Senza i loro sforzi, avrei potuto finire in giudizio proprio come gli altri: c’erano 33 persone in stato di arresto in quel momento, e io sono stato l’unico a essere rilasciato, dopo tre mesi.
Le autorità sostengono che Wang Yu sia stata rilasciata, ma nessuno l’ha vista. Credo che abbia perso la sua libertà e che possa essere agli arresti domiciliari. Io e mia moglie abbiamo deciso che dobbiamo trovarla e scoprire la sua situazione. Siamo andati nella sua vecchia casa nella Mongolia interna ma non l’abbiamo trovata, a conferma del fatto che Wang Yu è ancora prigioniera. 

È attualmente sotto sorveglianza?

Quando sono stato rilasciato, le autorità mi sorvegliavano strettamente. C’erano occhi tutti intorno. A volte sono anche stato seguito. Ora sono abituato e non ho più paura di essere seguito o sorvegliato.

Ho inviato questo messaggio su Wechat: “Due persone muoiono entro sette passi”. Cosa c’è da temere? Questo è davvero quello che penso. Forse sono un po’ troppo coraggioso o preoccupato della morte. Almeno questo esprime il mio stato mentale: Sono impavido e non ho paura. Tuttavia, devo veramente prendere in considerazione la sicurezza degli altri. Non guardo molto alla mia sicurezza.

Una volta sono andato in un posto per mangiare con alcuni amici, quando un poliziotto ha chiamato uno dei miei amici per chiedere dove stava mangiando e se lui era con persone sensibili. La polizia ha poi detto al mio amico di andarsene. Il mio amico ha dato un’occhiata e ha visto una macchina fotografica, quindi hanno potuto chiaramente vedere che stavo mangiando qui. È stato allora che ho capito quante telecamere potrebbero essere mobilitate dalle autorità. Fino a quando le autorità vogliono usarle possono ed è difficile da prevenire. Non c’è nessun posto sicuro in Cina.

Come fa a proteggere sua moglie e i figli considerato il suo stato attuale?                                                             

Prima dell’incidente del 9 luglio, molti amici hanno detto a mia moglie e ai bambini di andare all’estero, poiché i membri della famiglia di molti avvocati sono spesso colpiti. Ma mia moglie non ha voluto abbandonarmi: se non potevo scappare anche io, non avrebbe accettato la separazione. Voleva stare con me, e non mi ha mai lasciato. E nemmeno io volevo andarmene. Stando in Cina, ho potuto ancora fare alcune cose e contribuire alla causa dei diritti umani. Vorrei provare a fare del mio meglio per evitare rischi e ridurre il pericolo e le preoccupazioni che provoco in loro. Io e mia moglie usiamo telefoni speciali in modo che mi possa sempre trovare e che io possa informarla tempestivamente.

Ma nella Cina odierna niente può garantire una vera sicurezza. Di fronte alle autorità, non ho potuto proteggere mia moglie e i miei figli. Nessuno può proteggere gli altri. Ripensando alla cosiddetta ‘fame’ degli anni 60, decine di milioni di persone morirono di fame: chi avrebbe potuto aiutare un altro? Uno non poteva salvare se stesso, per non parlare dei membri della propria famiglia. Chiunque poteva morire di fame.

L’ultima volta, la polizia ha rotto la serratura di casa nostra per arrestarmi senza ragione, proprio di fronte di mia moglie e dei miei figli: se non li ascoltavo, sarei stato arrestato. Hanno le pistole e per imporsi, e possono uccidere chiunque. E possono anche portarti via la vita in un giorno. Negli ultimi decenni, ci sono stati troppi innocenti uccisi. Sono troppi per contarli. Si tratta di un numero nell’ordine delle decine di milioni. A loro non interessa se ce ne sono un paio di più: ai loro occhi, la vita umana non ha valore. Solo il potere ne ha.

Sotto il dominio del Partito comunista in Cina, molte persone che invocano la democrazia sono state uccise. Ce ne sono troppe: Zhang Zhixin, Lin Zhao, eccetera, tutti hanno dato la loro vita in questo modo. Quando sono saliti inizialmente al potere, hanno ucciso milioni di ‘contro-rivoluzionari’. La cosiddetta ‘carestia’ ha fatto morire di fame più di 40 milioni di persone. La Rivoluzione Culturale ne ha uccisi un altro paio di milioni. Dopo un regime durato oltre 60 anni, quanti morti innaturali ci sono state? Non c’è modo di acquisire dati precisi.

Grazie agli sforzi interni ed esterni, la società di oggi sembra essere migliorata rispetto a quella del passato. Tuttavia, dal Diciottesimo Congresso del Partito del 2012, lo Stato di diritto in Cina è peggiorato in modo sempre più grave. Le autorità possono arrestare chiunque in qualsiasi momento.
Eppure, le autorità proclamano l’esistenza di democrazia, libertà e Stato di diritto: indossano la democrazia come un cappotto che hanno paura di togliere. Se è così, allora dobbiamo chiedere che sia fondamentalmente democratico e che ci protegga con quelle leggi, e dovremmo agire per risvegliare più persone. Se tutti si risvegliano, la democrazia emergerà naturalmente. Ovviamente, chi si espone per primo può finire col pagare un caro prezzo, persino la vita.

Per quanto ne so, tutti gli avvocati dell’Incidente del 9 luglio hanno subito vari tipi di tortura in segreto, che è il mezzo convenzionale delle autorità per trattare con i prigionieri politici. Le autorità, per mantenere il loro dominio, una volta che ti catturano ti costringono a cedere. Non seguire le loro richieste è causa di brutali torture. Non cedere si traduce in una vita peggiore della morte.

Se un giorno mi arresteranno di nuovo, io con calma affronterò la situazione. Se dovrò dare la mia vita, mi auguro che la comunità e i gli amici all’estero si prendano cura di mia moglie e dei miei figli.

Articolo correlato precedente: «Scudo e spada», gli avvocati cinesi prendono coraggio

 

Articolo in inglese: ‘In Today’s China, Anyone Could Be the Next Victim: An Interview with Chinese Lawyer Yu Wensheng

Traduzione di Massimiliano Russano

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