Natale e capodanno senza governo in Germania

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Per un periodo da record, la granitica Germania è senza governo. Dopo la debacle di Angela Merkel, ridimensionata nelle ultime lezioni al 33 per cento, l’ex potente Cancelliera tedesca è ridotta al rango di regina senza regno, incapace di mettere insieme una maggioranza.

Le strade sembrano essere due per il partito dei Democratici Cristiani della Merkel: nuove elezioni o tentativo di alleanza con i nemici-amici del centrosinistra dell’Spd.
La grande coalizione è osteggiata sia dai partiti che dall’opinione pubblica tedesca. Ma tutti temono di perderci o di non risolvere nulla tornando al voto, anche considerando l’aumento della popolarità del partito Alternativa per la Germania, l’emergente anti-sistema di estrema destra. Ma per le novità si dovrà aspettare probabilmente la metà di gennaio.

La principale causa del crollo della Merkel è stata probabilmente la sua scelta di aprire le porte a una parte dei profughi, in particolare a quelli siriani: la Merkel era andata incontro alla volontà di altri Paesi europei, come Italia e Grecia, sobbarcandosi una parte del carico di migranti. E aveva furbamente scelto di puntare sui migranti siriani, generalmente dotati di buona istruzione e quindi di alte probabilità di integrazione, con conseguente vantaggio per lo Stato e per la Cancelliera stessa. Una scelta apparentemente win-win, ma che comunque non è costata poco: non sentendosi più rappresentati, infatti, molti elettori di destra sono passati all’estrema destra.

L’instabilità politica derivante dalle scelte della Merkel sta poi facendo perdere la pazienza a una parte del mondo imprenditoriale, che come sempre è amante della stabilità e della chiarezza. Ma nonostante questo, l’economia continua ad andare bene e anche la fiducia degli imprenditori, nonostante sia calata nell’ultimo mese, rimane comunque buona (dato che non sorprende, considerato quanto le esportazioni tedesche continuino ad andare forte). Ma già si inizia a parlare di calo di fiducia dei consumatori. E, alle urne, i consumatori sono molti di più degli imprenditori.

Va da sé, inoltre, che gli imprenditori a differenza dei cittadini preferirebbero la grande coalizione, che per lo meno garantirebbe la tanto agognata «stabilità». In questo senso, il centrosinistra dell’Spd di Martin Schulz sta dando i primi segnali di voler abbandonare il ruolo di oppositore, ma per aiutare la Merkel nel governo di coalizione chiede in cambio nientemeno del ministero delle Finanze. Una possibilità che sembra in generale ben vista sia dal mondo degli imprenditori che da alcuni Paesi europei, considerando la fama di ‘tirchio’ dell’attuale ministro, Wolfgang Schauble.

Si vedrà se il nuovo anno aprirà i cancelli alla Cancelliera o a nuove elezioni. Per adesso, la grande Germania galleggia ancora nel limbo.

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