Milioni di persone chiedono di processare l’ex leader del Pcc Jiang Zemin

Più di 8000 persone hanno manifestato di fronte alle Nazioni Unite di New York il 15 maggio 2015 per celebrare gli oltre 200 milioni di cinesi che si sono dimessi dal Partito Comunista. (Youzhi Ma/Epoch Times)

Una delle più importanti iniziative per la difesa dei diritti civili è in atto attualmente in tutto il mondo, con lo scopo di trarre in giudizio Jiang Zemin, l’ex capo del regime cinese, per i crimini commessi contro l’umanità. Fino all’otto dicembre scorso, più di due milioni e 600 mila persone di 31 Paesi avevano firmato una petizione, per chiedere agli organi giudiziari cinesi di citarlo in giudizio.

Secondo Minghui.org, sito che pubblica informazioni di prima mano sulla persecuzione del Falun Gong in Cina, dalla seconda metà del 2015, più di 200.000 praticanti, per la maggior parte residenti in Cina, hanno presentato denunce penali alla Corte popolare suprema e alla Procura popolare suprema, i più alti organi giudiziari del regime cinese. Accusano Jiang Zemin di crimini contro l’umanità e di genocidio.

Il 10 dicembre, Giornata internazionale dei diritti dell’uomo, Theresa Chu, avvocato taiwanese dei diritti dell’uomo e coordinatrice dell’iniziativa per l’area dell’Asia-Pacifico, ha comunicato il numero di persone che ha aderito alla richiesta di citare in giudizio l’ex dittatore. La raccolta di firme ha avuto inizio nel luglio 2015, in 31 Paesi e Regioni, tra cui Francia, Germania, Spagna, Russia, Belgio, Israele, Irlanda, Lettonia, Bulgaria, Giappone, Corea del Sud, Taiwan, Macao, Hong Kong, Malesia, Singapore e Indonesia.
La maggior parte sono state raccolte in Asia: 926.286 a Taiwan, 671.422 in Corea del Sud e 483.360 in Giappone; nel continente europeo, i Paesi che hanno raggiunto il numero più alto sono Ucraina, Spagna, Germania, Paesi Bassi e Russia.

In un’intervista rilasciata al canale televisivo New Tang Dynasty Television (Ntd) di New York, Theresa Chu ha dichiarato: «La persecuzione del Falun Gong è analoga a un genocidio e prosegue tuttora in Cina: continua con la medesima violenza, non si è fermata. Penso che sia il capitolo più menzognero, doloroso e brutale nella storia dei diritti dell’uomo». Ha inoltre lanciato un monito verso il Partito Comunista Cinese (Pcc): «Negli ultimi diciotto anni, sotto la direzione di tre diversi capi, una quantità innumerevole di persone sono state implicate nell’attuazione della politica di persecuzione. Le loro mani sono coperte di sangue: ai sensi del Diritto penale internazionale, non sfuggiranno alla responsabilità di aver commesso tali crimini contro l’umanità, di aver torturato e sterminato».

L’Organizzazione mondiale che indaga sulla persecuzione del Falun Gong (Woipfg), Ong senza scopo di lucro con sede a New York, ha citato una lunga lista di funzionari del Pcc implicati in questo sterminio. Tra questi, l’ex capo della sicurezza Zhou Yongkang, l’ex segretario del Pcc a Chongqing, Bo Xilai, e Li Changchun, ex responsabile della propaganda di regime dal 2002 al 2012.

Hu Ping, caporedattore di Primavera di Pechino, pubblicazione democratica di New York, ha dichiarato in un’intervista a Epoch Times che è favorevole alla petizione, perché sensibilizza sui crimini perpetrati dal Pcc, ed esercita pressioni sul regime cinese.

I FATTI

Jiang Zemin, che ha diretto il Pcc dal 1989 al 2002 e che ha continuato a manovrare il potere dietro le quinte fino al 2012, ha lanciato una campagna nazionale di persecuzione del Falun Gong il 20 luglio 1999.

Il Falun Gong, chiamato anche Falun Dafa, è un’antica disciplina spirituale di qigong, trasmessa al pubblico in Cina nel 1992, che comprende esercizi, meditazione e insegnamenti, basati su principi di Verità, Benevolenza e Tolleranza. Questa pratica si è diffusa ampiamente e liberamente negli anni ’90: le fonti ufficiali cinesi stimavano che nel 1999 fossero circa 70 milioni i praticanti di tutte le età e professioni, mentre secondo il Falun Gong raggiungevano i cento milioni.

Jiang Zemin, temendo la crescente popolarità di questa disciplina, ma soprattutto la sua indipendenza nei confronti dello Stato dittatoriale e dell’ideologia comunista, ha deciso di lanciare una sanguinosa repressione, e ha istituito l’ufficio 610, apparato extragiudiziario paragonabile alla Gestapo, con l’unico fine di sradicare la pratica spirituale. L’ufficio stampa ufficiale del Falun Gong ha dichiarato che milioni di praticanti sono stati vittime di abusi, imprigionamenti, torture, lavaggio di cervello, lavori forzati e altre violenze ancora.
Ma non basta: un rapporto di investigatori indipendenti, ha portato alla luce l’assassinio su scala nazionale di praticanti del Falun Gong, uccisi dal regime cinese che gestisce un commercio di trapianti dei loro organi, e che preleva mentre sono ancora in vita.

 

Traduzione di Francesca Saba

Over 2.6 Million Sign Petition Supporting Legal Action Against Former Chinese Leader Jiang Zemin

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