Marijuana libera, la parola ai medici

I forti consumatori di marijuana rischiano di sviluppare la sindrome da iperemesi da cannabinoidi che causa episodi di vomito. (Kenzo Tribouillard / AFP / Getty Images)

 

Da quando California e Colorado hanno ammorbidito le leggi sull’uso della marijuana, i medici nei pronto soccorso di entrambi gli Stati hanno riscontrato un aumento dei casi di vomito provocati dalla sindrome da iperemesi da cannabinoidi.

Tra i medici recentemente intervenuti sul tema in una trasmissione dell’emittente pubblica americana National Pubblic Radio (Npr), su quello che ritengono essere la crescita di un problema che colpisce alcuni accaniti fumatori di marijuana, c’era il dottor Kennon Heard, un medico del pronto soccorso all’Università del Colorado ad Aurora secondo cui «cinque anni fa, questo non era qualcosa che rientrava nelle diagnosi [mediche, ndr] Ora perlomeno stiamo facendo più diagnosi».

Ma, escludendo le segnalazioni del personale sanitario, secondo Npr mancano altri dati concreti sulla reale diffusione del problema. Tuttavia, il dottor Heard co-autore di uno studio assieme ad altri quattro medici, ha dimostrato un possibile legame tra l’evidente impennata dei casi di sindrome da iperemesi da cannabinoidi e l’ammorbidimento delle leggi del Colorado sulla marijuana. Infatti, «dopo la liberalizzazione della marijuana a uso terapeutico (che il Colorado permette dal 2014), l’incidenza degli interventi ciclici per casi di vomito – conclude lo studio – è quasi raddoppiata».

Anche la dottoressa Aimee Moulin, medico al pronto soccorso all’UC-Davis Medical Center di Sacramento, ha riferito a Npr di aver osservato un aumento di casi da sindrome da iperemesi da cannabinoidi da quando lo Stato della California, un anno fa, ha legalizzato la marijuana anche per uso ricreativo. La dottoressa Moulin ha poi aggiunto che si aspetta di vedere ancora di più casi a partire dal primo gennaio 2018, quando sarà liberalizzata anche la vendita commerciale.

Parte della difficoltà incontrata dai medici nel trattare persone affette da questa patologia deriva dal fatto che possano fare ben poco per alleviarne i sintomi: i farmaci anti-nausea sono in gran parte inefficaci e ancora i dottori non hanno niente a disposizione per prevenire l’insorgenza del vomito. Npr riporta che, fino alla scomparsa dei sintomi, i pazienti possono richiedere l’idratazione endovenosa e le degenze ospedaliere.

Un segno rivelatore che una persona possa essere affetta da questo problema, è che trovi sollievo facendo una doccia o un bagno caldo.  L’unica cura conosciuta per questa patologia è astenersi dall’uso della marijuana. Ma a causa della dipendenza che i consumatori cronici hanno per il farmaco e del loro scetticismo, non è semplice: i medici dicono che è difficile convincere chi fa uso di queste sostanze a disintossicarsi, poiché «la maggior parte delle volte, le persone non ci credono», spiega il dottor John Coburn, medico del pronto soccorso di Sacramento, in California.,«Non so il perché: è come chiedersi perché i motociclisti vadano in moto senza casco».

La causa esatta della sindrome da iperemesi da cannabinoidi rimane sconosciuta. Ma i tossicologi sostengono che i composti chimici presenti nella marijuana potrebbero compromettere il corretto funzionamento dei recettori dei cannabinoidi del corpo che aiutano a regolare il sistema nervoso.

La sindrome da iperemesi da cannabinoidi è stata riconosciuta solo recentemente dalla comunità medica. Il primo caso documentato risale a 13 anni fa, in Australia. Attualmente, negli Stati Uniti ci sono 29 Stati e Washington D.C. che hanno legalizzato o depenalizzato questa droga, sia per uso medico che ricreativo.

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Articolo in inglese: Relaxed Marijuana Laws in Two U.S. States Linked to Vomiting Syndrome

Traduzione di Massimo Marcon

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