Magia antica: illusioni nei templi da incredibili invenzioni

Sinistra: L’altare Marvelous raffigurato nel libro ‘Magic, stage illusions and scientific diversions including trick photography’. Destra: Un’immagine di repertorio di una lampada antica (Shutterstock; editata da Epoch Times). Sullo sfondo: Gli ingranaggi di un macchinario.

L’universo è pieno di misteri che sfidano le nostre conoscenze. Nella sezione ‘Ai confini della realtà: Viaggio nei misteri della Scienza’ Epoch Times raccoglie storie che riguardano questi strani fenomeni per stimolare l’immaginazione e aprire possibilità ignote. Se siano vere o no, sei tu a deciderlo.

Immagina di essere in un tempio antico debolmente illuminato dai raggi penetranti del sole. Un adoratore accende un fuoco sull’altare e si fa indietro. Una statua accanto all’altare comincia a muoversi! Vengono fatte delle offerte al dio per il quale il tempio è stato costruito. Una porta dietro l’altare si apre da sola e appare la statua di quel dio.

Tuttavia dietro questo misticismo c’era l’ingegno degli inventori, non i miracoli degli dei.

L’inventore Erone di Alessandria (10-70 d.C.) ha descritto nel libro Pneumatica come funzionavano tali dispositivi. La statua si trovava su di un piedistallo collegato all’altare da un tubo. Il tubo si estendeva dall’altare, attraverso la statua, fino a una coppa tenuta dalla statua. L’acqua veniva versata nel basamento attraverso un foro che veniva poi tappato.

Quando veniva acceso il fuoco dell’altare, l’aria si sarebbe espansa con il calore e sarebbe stata spinta nel piedistallo attraverso il tubo. Questa avrebbe sospinto l’acqua nel basamento attraverso il tubo, salendo fino alla coppa e facendola sgorgare.

Le porte erano fatte in modo tale da aprirsi automaticamente con un meccanismo simile. In questo meccanismo, invece dell’acqua che veniva spinta attraverso un tubo verso una coppa, questa veniva diretta in un secchio che diventando sempre più pesante fungeva da contrappeso.

Con il peso dell’acqua il secchio calava, trascinando con se una corda avvolta attorno a dei cilindri e collegata alle porte in modo tale che quando veniva tirata queste si aprivano.

In ulteriore aggiunta alla magia dei templi, le grandi statue degli dei avevano a volte anche delle cavità interne alle quali i sacerdoti, attraverso dei passaggi segreti, potevano accedere per trasmettere degli oracoli – così che le statue degli dei sembravano parlare.

Tutto questo ricorda ‘Il mago di Oz’. In questa favola moderna un uomo normale di mezza età utilizza un ingegno simile per apparire il grande e potente Mago di Oz.

ERANO I DEMONI A TENERE ACCESE LE LAMPADE IN MODO INNATURALE?

Come descritto da Plutarco, Sant’Agostino sosteneva che le lampade che ardevano perennemente nel tempio di Giove Ammone in Egitto e in altri templi erano probabilmente mantenute accese dai demoni.

Padre Athanasius Kircher (1602-1680), considerato da alcuni il padre dell’egittologia, cita un arabo di nome Schiangia: «In Egitto vi era un campo i cui canali d’irrigazione erano pieni di pece e di bitume liquido. I filosofi, che comprendevano le forze della natura, avevano costruito dei canali che collegavano i posti come questi con delle lampade nascoste nel fondo delle cripte sotterranee. Gli stoppini di queste lampade erano costituiti da fili che non potevano consumarsi. In questo modo i lumi, una volta accesi, bruciavano eternamente grazie al continuo afflusso di bitume e all’incombustibilità dello stoppino».

Nel libro Magic, stage illusions and scientific diversions including trick photography (La magia, la messa in scena di illusioni e di diversivi scientifici inclusi i trucchi fotografici) Albert A.Hopkins ha scritto che per mantenere vive le fiamme descritte da Plutarco potrebbero essere stati usati artifici di questa natura, «tuttavia la maggior parte di loro dovevano la loro peculiarità unicamente alle precauzioni prese dai sacerdoti per alimentarle senza essere visti».

Aggiungendo: «Era solo necessario infatti che lo stoppino, che era fatto di fili di amianto o d’oro, venisse mantenuto integro e che il corpo della lampada fosse in comunicazione con un serbatoio collocato in una camera confinante in modo tale che il livello dell’olio rimanesse costante».

LA MAGIA DI UN INGRESSO LEGGENDARIO

Plinio il Vecchio (23-79 d.C.), antico scienziato e storico romano, scrisse che quando venivano aperte le porte del labirinto di Tebe, avrebbe risuonato un rumore simile a quello di un tuono.

Questa superba descrizione potrebbe celare una geniale invenzione. Erone di Alessandria ha descritto nel libro Pneumatica come può essere fatta suonare una tromba automaticamente quando si apre una porta.

Quando si apre la porta, un sistema di pulegge, barre e cavi spinge in un recipiente di acqua parte di una sfera solida, come mostrato nella figura di seguito. L’aria compressa dall’acqua viene introdotta a forza nella tromba, facendola suonare.

*Immagine degli ingranaggi meccanici da Shutterstock

Articolo in inglese: Ancient Magic: The Illusions Created in Temples by Amazing Inventions

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